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[Volume primo. Parte seconda.]
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de’feudi e unitosi a Conegliano , fattogiä libero, tentö sciogliersi clalla dipcu-denza de’Trivigiani.Seguirono allora moltifatli d’arme, finche stipulalasi itna tre-gua mcrce lo esortazioni di fra Giovannida Vicenza, cd elello questi ad arbitrodelle controversie, dichiarö essere Gone-gliano c I’ inliera provincia cencdcse diragione della repubblica Irivigiana ,esclusone il vescovato, la rocca c qual-cbc altra terra ; c eolla medosiina een-tenza annulld le cittadinanzo padovaneche aveano prese i feudatarj di Ceneda.Di tale arbilramcnlo si dolsero i Conc-glianesi, i Caminesi e il vescovo slesso(li Ceneda, laonde nel 1238 fu diebiaratoi signori da Camino s’ intendesscro unilinon giä alla repubblica di Tre\iso, sib-bene al vescovo cenedesc. ln cotal guisatenninarono le discordie , avendo i Ca-minesi rinnovata la loro invcstilura.

Ke’ priniordj del secolo XIV era laprovincia cenedesc riparlila in cinquelerritorj o disiretti principali, in quello,eine, de’ Caminesi di sopra Ceneda , deiCaminesi sotto Ceneda, de’ vescovi cene-desi, di Conegliano e della repubblica diTreviso .

Nel 1308 il vescovo l'raneesco Arpo,cui non ispeltavano se non il distretlointorno a Ceneda e quello di Porlobuf-foleto, commulo il secondo per Tarzoeon Tolberto de’ Caminesi sotto Ceneda;laonde il dominio maggior della provin-cia era quello de’Caminesi, i quali diccianni dopo, assistiti dal conto di Gorizia ,s’ impossessarono della eittä, spogliandoi vescovi d’ ogni giurisdizione temporale.Ria elello iiuli a non molto lo stessoeonte di Gorizia vicario imperiale dilutta la Marc.a da Fedorico 111, di allealode’ Caminesi inutossi in loro nemico , licacciö di-Ceneda e ne oeenpö 1’inlieroterritorio. Allora il vescovo, ob’erasirifugiato in Venezia , ottenne dal ponle-fice Giovanni XXII un monilorio o con-tro i Caminesi e contro il eonte di Go-rizia . lntanto Gan-Grandedella Scala im-padronivasi di lulto il Cenedesc , scae-eiatone alla sua volta (1327) il coole diGorizia predetto, rimetleva nella seile ilvescovo limitandone 1’ aulorilä alle solefaecende ecclesiasliche, affulava il governodella eittä ad un visconte e poneva ret-tori in tnlti i casfelli degli altri luogbidel lerrilorio. Ricorscro allora i Cami-nesi ai Yeneziani per buone ragioni av-versi allo Scaligero e questa fu la primaorigine per cui lulta la Maren oltre il

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Piave passü indi in potere della vene-ziana repubblica. lmperoeehc cslinlasinel 1337 la linea de’Caminesi sopra Ce-neda per la morle di Riccardo da Ca-mino e prelendendo i Caminesi di sottoCeneda succcderc nella giurisdizione deisuoi feudi, il vescovo Francesco Rainponi,allora dimoranle in Venezia , si opposoalle prelensioui de’Camincsi e ebiese perse e la sua ehiesa la prolezione dellarepubblica, stipulando eon essa nel me-desimo anno 1337 un solenne coneordato,di eui ccco i principali arlicoli. Cedetleil vescovo tutto il contado di sopra Ce-neda, vale a di re, Serravaile, Valmarino,Forminiea , Cordignano, Iloganziolo, Ca-volano, Fregona, Soliglietto ed altri Inoghi giä posseduti dai Caminesi c la re-pubblica ne prese possesso col mezzo ditre proeuratori di S. Marco. S’obbligö ildoge a ripartire col vescovo in egualeproporzione tutte le contribuzioni chepagavansi alla eamera (iscale di Serra-vaile e a lasciarc la citlä di Ceneda colsuo parlicolare lerrilorio e col contadodi Tarzo, in dominio del vescovo Rain-poni e suoi successori, con mero e mistoimperio come in addietro.

I Caminesi, cliiamandosi per la suespo-sta convenzione lesi ne’ proprj diritti, ri-corsero, ma indarno, al pontelice. Per locontrario, il patriarca d’Aquileja, al quälesi rivolsero poscia, strinsc alleanza conloro e tento d’impossessarsi di Ceneda.Da repubblica, o non volesse iinbaraz-zarsi in guerra di lieve importanza, olemesse danni peggiori, diedc licenza alvescovo di disporre in ragione di feuilodi alcuni castelli a favorc de’ Caminesi,a condizione perö ch’ estinguendosi la li-nea de’ Caminesi sotto Ceneda, dovesserocssi feudi passare in dominio de’ Vene-ziani. Da slipulaziouc di queslo nuovoconeordato segui nel 13ft2 e venne au-tenticata dall’ inliero capilolo dei cano-nici di Ceneda. Molte altre dclermina-zioni, accordi e solenni istrmnenti si av-vicendarono ne’ tempi susseguenti a ca-gione de’ lorbidi e tlelle guerrc eo’ Car-raresi, cogli Ungheri e cogli arciducbid’Auslria . in virlu de’ quali si raffermovieppiii la sovranitä della repubblica sulCcnedese, c mano mano anilö scemandola temporale signoria de’ vescovi.

Nel 1418 fu d’accordo col vescovo An-tonio Correr slabilita una norma perma-nente ilelle giurisdizioni e del temporalegoverno de’ conladi di Ceneda e Tarzo.lMirono pure delerininali i confini e l’e-