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[Volume primo. Parte seconda.]
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29) 1500. Francesco Arpo, trivigiano.E mentovalo in parecchi ilocmnenti efra gli altri nell’islrumento di permutaconcui nel 1307 ricevette la contea di Tarzocd altri luoghi da Tolberto da Camino.Secondo il Bonifacio sarebbe morto nel1510.

50) 1510. Manpredo, figlio del conleRambaldo di Collalto. Venne trasferilonel 1320 alla sede di Belluno .

51) 1520. F. Francesco Raspom, Bolo-gnese, dell' ordine de’Servi. Nemico dellafamiglia da Camino, difese parecchie voltecon V armi i diritti della sua chiesa.

32) 1549. F. Gacsrerto Orcolio. Parte-oipO all’alleanza di Niccolö patriarca d’A-quileja, con Francesco da Carrara e Lo-dovico re d’Ungheria contro i Veneziani nella lilc insorta per la giurisdizione dellaDalmazia e Croazia .

55) Oliviero. Vivea nel 1374.

54) Andrea. Sembra venisse eletlo nel1381.

35) Giorgio de’ Torti. Venne trasferiloalla sede di Cremona nel 1387.

30) Marco Gremoni.m. Tenne la sedelino al 1394.

57) 1394. Marti.no Francescium , (se-condo il Capodaglio.)

38) 1399. Pietro Marcello , nobile ve-neziano. Trasferito nei 1409 alla chiesadi Padova .

59) 1409. F. Antonio Correr , nipote diGregorio XII .

40) 1409. ln queslo medcsiino annosarebbe stalo elello Giovanni dal ponte -lice Alessandro V , ma in lal caso con-vien crederc o che il Corraro fosse tra-sferito ad altra diocesi, ovvero che rinun-ciasse.

4t) 14 10. F. Jacopo de Casini.

42) . F. Antonio Corraro. Forse lo stcssoche il sopraindicato. Mori nel 1448.

43) 1445. Nicodemo Marcello. Mori pri-ma di prenderne il possesso.

44) 1445. Pietro Leoni , nobile vene-ziano. Mori nel 1474.

45) Niccolo Trevisan, padovano. Mori inpalria nel 1498.

46) 1498. Francesco Brevi. Ristaurö lai cattedrale e aperse la via che guida al\ castello.

| 47) 1508. Marino Grimani .

| 48) 1514. Domenico Grimani .

1 49) 1520. Giovanni Grimani . (Sembra sia

confusione di dale si nell’ Ughelli e si: nel continuatore di esso, riguardo alla* cronologia deitrepreaccennati vescoviGri-mani. __ V. Notizie storiche.)

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50) 1547. Michele della Torre .

öl) 1586. Marcantonio Mocenigo. Rinun-cio nel 1599.

52) 1599. Leonardo Mocenigo, nipote delprecedente.

53) 1623. Pietro Valerio. Trasferito nel1625 alla diocesi di Padova .

54) 1625. Marco Gilstiniani. Venne tras-ferito nel 1631 alla sede di Verona .

55) 1633. Marcantonio Bragadin . Venneeletlo cardinale da Urbano 111 nel 1641.

56) 1639. Sp.bastiano Pisani.

57) 1655. Alberti.no Barisoni, padovano.

58) 1667. Pietro Leoni.

59) 1691. Marcantonio Agazzio , nipotedi Alessandro VIII . Pvicostrusse il castelloe ampliö il seminario.

60) 1710. Francesco Trevisan (*).

Biografia. — Fra gli uomini di chiaro no-

ine ch’ebbero in Ceneda i nalali, cilere-nio, Antonio e Vincenzo Piccoli, GirolamoLioni, canonico di quella cattedrale, Gior-io Graziani, che ci lascio la descrizioneella sua patria, Carlo ed Ignazio Lolti,P uno illustratore delle vite dei vescovicenedesi, 1’allro protomodico di Venezia e scrittorc di parecchie importanti me-inorie, il Fusari, il Modolini, il Cagnani,Lorenzo da Ponte, poela alla corte di Giu-seppe II , competitore del Casti, propaga-tore della lingua italiana nel nuovo mondo,amicissimo dell’abate Colombo, ed ele-gante e vivace scrittorc della sua vita ;e tra gli altri il poeta Cinzio che liorinel sccolo XVI di cui slampossi nonguari il latino commenlo di Virgilio sco-perto dal Mai nell’Ambrosiana.

Bibliografia. — Graziani Giorgio, De-scrizione della ciltd di Ceneda. Padova ,1813.

Statuta Cenetw. Ivi, 1609.

Doglioni Lucio , Lettera al nobile si-rjnor abale Carlo Lolti intorno a Marcoo Mardovescooo di Ceneda. Venezia , 1783.

Lo stesso, Lettera al chiarissimo e dol-tissimo stgnore Jacopo Odoardi, medicoprimario di Bellunointorno a Cintio diCenedaj poeta del sccolo XVI. Senza in-

(*) Imprevedulo rilardo dolle nolizie ehe sicliiesero da piii parli per compiere la serieinlerrofla dei vescovi di Ceneda, ci obbliga alasciare per ora quesla lacuna, con promessadi riempieiia in una slppendice deslinata ap-punto a eolmare i \uoli e reUificare ic inc-satlezze che in onta alla piti scrupolosa dili-aenza non saranno pienaniente evitabili in la-voro di tanto peso e nel quäle possiam diredi non essere slati preceduti da veruno.

Gli Editori.