CHI
Carre, nel distretto di Tiene , provinciadi Vicenza, diocesi di Padova .
Ha una chiesa parrocchiale di gius ve-scovile, dedicala a S. Clemenle, e dipen-dente dal vicariato foraneo di Piovene.
Dista 14 miglia da Vicenza , 4 dal di-stretto ed nno dal comnne.
CHIUSA. Coniunc del distretto diMog-gio, nella provincia e diocesi di Udine .
Non gli apparliene vernna frazione.
Popolazione 117t>.
Estimo, lire 4801. 04.
Ha consiglio comunale e nna parroc-chia.
Ciiace a ponente del torrente Fella, 18miglia verso borea da Udine .
II suo territorio ö fornilo di bnonipa-scoli, ne manca pure di granaglia e diviti.
CH1USA di VENZONE. A breve dislan-za da queslo comnne, e precisamente i'raVenzone e il borgo di Ponleba , sullagrande strada che dal Friuli conduce inGermania , trovasi quel passaggio alpino,che per la sua conformazione , essendofianeheggialo da monlagne, e per la suaprosshnitä al borgo di Venzone, viendelto Chiusa di Venzone. Quesla costitui-see una notevolo fortezza, posla sul Fella,ed ai lempi della repubblica di Venezia era uno dei piu imporlanli pnnti di fron-licra, come quella che difendeva il mendisagiato varco «teile Alpi Carniche . Ovun-que si rivolga lo sguardo non veggonsiche idlissimi inonii, spogli affatlo di ve-getazione, e spaventevoli precipizj. Lastrada che ora vi conduce e carreggiabilema sempre fiancheggiala da inacessibitiburroni.
Alla reggenza della Chiusa spediva larepubblica un nobile del Consiglio mag-giore col titolo di castellano, subordinaloal capo di provincia, e a lui era affidatala difesa e custodia della forlezza, e ladirezione del presidio.
CHIUSA. Nome di luogo nella valle delCordevöle , presso Listolada , distretto diAgordo, provincia di Belluno . Quivi lemontagne d’ambi i lati quasi siunisconoa formare una chiusa, e perö il distrettoe diviso in due parti chiamate Sopra-chiusa e Sottuchiusa.
CHIUSA. Nome giä di un castello nellaprovincia Veronese e di uno stretto pas-saggio deli’ Adige .
Dista 18 miglia verso maestro da Ve-rona , 5 a seiroeco da Caprino e uno a le-vante da Rivoli. Da Volargne inoltrandosia questo luogo vedesi nel fiurne profon-
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darsi un abisso, e nel vicino monte al-zarsi erto e dirupato il macigno, quasi aperpendicolo sovraslanle sul passeggero.Che questo e non l’alfro fra Ala e Ro-veredo delto gli Slavini di Marco , sic-come volevano il Baroni ed il Vannelti,sia il passo oui accenna Dante nel X del-1’ Inferno, e queslione non ancora defi-nita. Questione luttavia pendente fra igcologi e pure, se e quanto l’Alpe vici-na, da cima a fondosquarciata, dimostraF euganea subalpina valle e molla partedel Tirolo italiano essere state altravoltalelto e sponda di vasto lago, le aequedel quäle searicavansi nel Benaco : lagoda ignoto cataclisma dislrutto, e di cuisi vuol Irovare memoria nel nome diVal Lagarina , ehe perö il Tartarotti de-riva dalla terra o castello. delto da PaoloDiaeono de Lagare.
Postano altri opinione ehe l’Adige cor-resse un tempo tra le falde dei montiBibalo e Pastello, sboceando nella valle diCaprino; incerti di altro canto se il nuo-vo lelto si aprisse per naturali corrosionio gli sehiudessero l’odierno vallo le fa-langi di Vitellio , inonii e rupi tagliandoper agevolare cosi la via da Verona inGermania . Ma qualunque sia stata la ca-gione per cui si operasse quella verlicalefenditura ehe in oggi vediaino , certo eche le aeque allora mutarono corso, eper la novella faucc eacciandosi con tre-inenda alluvione Iravolsero i ciottoli gra-niliei, le gliiaje e le arene, che nell’an-lieo lor letto aveano ainmassato i secolied i lorrenti, porlandoveli dalle vette delBrennero e del Braulio, onde la sterilepiena di granitoso tritume lutlo il bassoVeronese coperse.
I monti della Chiusa costituiscono ades-so le due sponde dell’Adige , il quäle conimpeto vi si gelta da considerevole al-tezza, avendo dalla parte sinistra la viaconsolare che si aprirono i Romani, adestra inacessibili rupi pendenti, porzionedei monti Pertica e Baldo. Il varco offreun’apertura di soli 80 passi su quasi unmiglio di lunghezza: la via postale scorrein quest’orribile burrone.
II castello, che mentovammo in sulprincipio, serviva ai lempi della repub-blica a difendere il confine Veronese versoil Tirolo. Costrutto in origine dai Ro-mani, appena furono padroni delle Vene-zie, per assicurarsi il passo delle AlpiEuganee, venne fortificato dai Longobar-di, conservato dai Franchi sotto i Carlo-vingi, poscia distrutto nel 1188 dall’im-