CIT
Notizie stomche. — I/anno 1220 la re-pubblica padovana volle innalzata questafortezza per fronteggiare i Trivigiani coiquali era in guerra e deputö il suo citta-dino Benvenuto da Corturo a dirigere illavoro, per cui egli salutato poi col nomedi Benvennto dalla Cittadella, tanto se neoompiacque che lasciö il veechio di fami-glia per assumere quest’altro recentissimoe tutto suo. Bastö un anno a conipire l'o-pera : soisero le mura traforate di feri-toje, sormonlate da inerli e eondotte amo’ di cireolo con 32 torri a misuratointervallo e con 4 maggiori corrispondentialle 4 porte che per 4 ponli, prima leva-toj, ora di pietra, mettono nella terra;una fossa circonda le mura cd un terra-pieno a searpa le rafforza d’intorno. Dalle4 porte corrono 4 strade spaziose che siattra\ersano nel bei mezzo di Cittadella,ove si allarga la piazza. Quella delle 4torri principali che sorge alla porta perPadova servl alla ferocia di Eccelino ri-cettando molti padovani cli’egli immolavaalla sua crudellA. Fu creduto da parecchialludesse Dante a questa torre nel c. IXdel Paradiso (v. »2 e seg.); nia piüaccurate indagini dimoslrarono aceennatadal poeta una torre in riva al lago diBolsena che si addonianda Malta , ove ipontefici rinchiudevano i sacerdoti colpe-voli. Cittadella nelle mutazioni di governosegui sempre le sorti di Padova ; duevolle vi si raccolsero inutilmente a con-gresso di paee gli ambasciadori delle cittäche prcsero parte alla famosa guerra diChioggia .
I Veneziani l’anno 1484 la donarono avila a Roberto di S. Severino che guidüle loro anni nella guerra contro il ducaEreole di Ferrara ; lui spento, le renditedi Cittadella che sonmiavano a 10,000 du-cati, andarono nel fisco della repuhhlica,la (jtiale poi consegnö il paese a Pan-dollo Malatcsla nel 1804 in ricauibio dellacessione fatta ad essa di Rimini , dappoi-che essendo morto Alessandro VI dispe-rava di potersi difendere dalle vessazionidel suo successore, come scrive circostan-ziatamente il Sabellico; ma la stessa re-pubblira di Venezia ne lo spogliö in se-guito a punire la suä malafcde nellaguerra contro la lega stretta a Cambrai .
Fin dai primordj ebbe Cittadella le suemunicipali, norme finanziere, colle-gio di nolaj, tre consigli e ofticio sanita-rio; un nobile vencziano, col titolo dipodestä , ne reggeva tutto il distretto.Sotto alla repubblica apparteneva, come
C1V 211
al presente, alla provincia di Padova , niaancora poclii anni addietro era incorpo-rata in quella di Vicenza .
CIVE. Frazione del comune di Correz-zola, nel distretto di Piove, provincia diPadova .
CIVIDALE . Distretto della provincia diUdine .
E diviso ne’ seguenti comuni: Cividale ,Butrio in piano, Castelmonte, Corno diRosazzo, Ipplis, Manzano, Moimacco, Pre-mariacco, Prepotto, Remanzacco, S. Gio-vanni di Manzano, Torreano, Faedis, Po-volelto,. Attimis e Platichis.
Popolazione 36,802.
Estiino, lire 669,276. 28.
Nuinero delle parrocchie 26.
Il suolo di questo distretto, nella mas-sima parte montuoso, e bagnato dal Na-tisone, coperto da folte boscaglie e ab-bondante di buoni pascoli.
Le. frutta, i vini ed i gelsi sono i suoiprincipali prodolti.
CIVIDALE . Comune del distretto d'e-gual nome, nella provincia e diocesi diUdine .
Comprende le seguenti frazioni: Car-raria,' Colli S. Anna, Darnazaceo, Gaglia-no, Grumpignano , Purgessimo , Rualis ,Rubignacco e Sanguarzo.
Popolazione 6478.
Estiino, lire 122,607. 83.
Numero delle parrocchie 9.
In questo comune si estrae in abbon-danza l’arenaria calcarea.
E a cemento calcareo, di eolore grigio-nero, di grana quasi simile a quella dellepudinghe. Riceve pulimento ove non cientrino cotpi silicei. fi la stessa di Tar-cento, Tricesimo c Torreano.
A 2719 ettari ascende poi la superficieboschiva del comune stesso , al quäle eall’erario ne appartiene piecola parte,tutto il rimanente essendo proprietä pri-vata. Ettari 323 sono poi a piante d’altofusto; 2396 a piante eedue. Si quelle chequeste sono da fronda di varie specie.
CIVIDALE . Capoluogo di distretto e dicomune, venne dichiarata cittä non regiacon dispaccio del primo dicembre 1842nuinero 41,618.
E situata alle falde di un ramo delleAlpi Carniche , in riva al torrente Natiso-ne, che quivi si altraversa sopra un gran-dioso ponte di pietre quadrale, ardito eslupendo lavoro del secolo XV, poicheformato di soli due archi, i quali sopra220 piedi di lunghezza, ne hanno 78 dialtezza.