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ß luogo d’ aria poco salubre a cagionedelle palndi circostanti.
Traffica in gran pai te delle merci chepel Fritili provengono dalla Germania .
Vi si tiene liera nei 16 giorni suc-ccssivi alle feste di Pasqua , non nienoche ai 2U di giugno ed ai 4 di agosto.
La cattedrale di Concordia e dedicataa S. Stefano protomartire , e quanto al-1’edifizio ritrovasi in sufficiente buonostato Ivi conservasi un piccolo tesoro dianlichitä, e parccchie reliquie di santi,come ad esempio quelle di Donato, Se-condiano e Romolo fatli marlirizzare, in*sietne ad altri 86 compagni, tutti vicen-tini, dal preside rornano a’ tempi di Dio -dezinno imperatore, ossia nel secolo terzo.Le ossa loro si eonser.vano in un’ urnadi marmo greco e vuolsi trasudino unacqua limpida che i devoti usano perguarire da certe infermitä. Dicono poiche queste ossa alcune volle sono intie-ramente asciutte : altre per lo contrario,coperte alla snperlicie di quattror dita diacqua.
Dai ruderi della dislrulta cittä vengouodi tempo in lenipo dissotterate iserizioni,urne, monete, lucerne ed altri singolariinonumenti che attcstano la sua ]iassatagrandezza.
Notizie sTomeiiE. — Di Concordia par-lano Tolonnneo , Plinio, Slrabone, Anlo-nino e Pomponio Mcla. Poche notizie cirimangono di essa, ma taute pero quantebastano a provare come un lenipo losseeospicua per edifizj , per popnlazione eper commercio. Fu • giä delta ColoninJulia j perche Giulio Cesarc vi aveamandato una colonia di legionarj romaniad abilarla. Gongetturasi fosse il suoagro liuiitato all'est dal Tagliamento .all’ ovest dalla Livenza , al nord dullecolline pedemontane superiori a Porde-none, ai sud dalle niareinme di Caorle.Un diploma di Carlo Magno dell'anno 80t,riferito dall’ Ughelli parla di ciö chepossedeva il vescovo concordiese, rico-vratosi in Portogruaro , tra la Livenza eil Tagliamento e sulla Medtina e sulLeinene e Naueello 6 Noul, che pussasotto Pordenone.
L’ubertosa campagna che la eircondava,la navigazione che potea faro per via dciliumi con le vieine lagune di Caorle, leviq militari che vi passavano, come la fa-mosa Lmilia altinatc, la concordiese ehela univa a Oderzo , e quella germanica ,la quäle da essa partiva; ciö tutlo la ren-deva florida c ricca. Una lapide ricorda
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avere avuto qnesta cittä una decuria ar-mamentaria e una fabbrica di freccie.
Godeva grandi privilegj ad essa accor-dati dagli imperatori e principalmente daOttone il Grande .
Istiluita che vi fu la sede yescovile, ilvescovo vi esercitava il dominio tempo-rale ch’estendevasi per tutta la diocesi, eassuineva il titolo di principe o vescovodi Concordia, di conto o niarchese.
Rovinata Aquileja , gli Unni condottida Attila marciarono sotto Concordia, cheniente atterrita dalla trista Sorte di quellatentö di resistere facendo perire alcuneinigliaja di assalitori : ma ravvisata indila impossibilitä di piü a liingo durare, gliahitanti si ricovrarono nel vicino estuariodi Caorle. Gli Unni entrarono allora nellavuota cittä e la ridusser'o un cumulo dimacerie. Itiedificata in parte, al presen-tarsi di Teodorico tosto si arrese comeavea.no lätto Padova c Altino. Dali’ inva-sione dei barhari in poi andö sempre gra-datamente decadendo , sieche, in oggi eridotta alla condizione di semplice bor-gata.
Concordia fu patria del celebre Kulino,prcle della chiesa d’Aquileja , il quäle so-stenne lunghe controversie con S. Girola-i))o intorno a Origene .
Diocesi. — Secondo Commanvillc la sedeveseovile ebbe origine in Concordia nel-l’anno 880 e Cliiarissim.o del 87!) ovveroAgostino ne fu il primo vescovo di oui siconosca il nome. come riporta il BaronioaH’amio S!)0.
Verso il detto anno 87!) Chiarissimolirmava gli atli d’un concilio adunalo inGrado dal patriarea Klia . Non vuolsi perölacere che alcuni cronisti scrissero . nelsecolo antecedenle, dopo la prima distru-zione di Concordia (ätta dagli Unni, es-sersi il suo vescovo ritiralo in Celina ,vetusta ciDä ora non piü esistentc; maciö non puö sostenersi con autorevoli do-cumenti. A Chiarissimo od Agostino suc-cedcva Giovanni sulla (ine del VI secolo.Sbagliö l’Ughelli narrando che l’ultimo diessi, per la sua renilenza nell’obbedire alpatriarea di 'u promotore di scismi.
si risolveltc di trasferire la sede in Caoi -le, poichc ciö accadde nei primi tempi delpontificato di Säbiniano , ossia alcuni annidopo; e pereiö dee correggersi queH’er*rore promosso dal Sigonio.
Do[)o Giovanni la seric di questi vcscoviresla inlerrolla per circa due secoli, eineliiio all’802. nel quäle anno Pietro oltenneda Carlo Magno vaij privilegj per se e