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[Volume primo. Parte seconda.]
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vigiana c ad unirsi in alleanza coi Cene-desi. Irritati i Trivigiani, e istigati an-che dal loro vescovo Bonifaeio , as.sali-rono la cittä arniata mano e nuovamenlela sottoposero al loro dominio.

Nel Hfl» altre turbolcnze si suscitarono,Ulrico palriarca d’Aquileja si uni coi Rel-lunesi, Coneglianesi e Cenedesi a dannodei Trivigiani, ma dopo varj combalti-menti, ricsciti favorevoli a quest’ Ultimi ,verso I’ anno 4170 fu conehiusa la pace,in virtü della quäle Ceneda e Conegliano lornarono all’ obbedienza primiera conobbligo di pagare i solili giä imposti tri-buti, e di rnandar ciltadini ad abitareogni anno in Trevigi un mesc in tempodi pace e dne in tempo di guerra.

Da allora lino al 1180 nulla accaddeche degno sia di speciale ricordanza, inanel detlo anno Gabriello da Camino , gra-veniente sdegnalo coi Trivigiani, tantosi adoperö che indusse i Coneglianesi cdi Cenedesi a passare sotto la protenonedella repubblica padovana. Obizo mar-chese d’ Este, podestä di Padova , ne ac-colso gli ainbasciatori e strinse 1’alleanzapresenti Gnglielmo Tempesta, Giacomoda Camino, Tisolino Cainposainpiero e al-Iri ragguardevoli ciltadini di Padova . Nonfurono per altro avventurati i Coneglia-ncsi nel preso parlito, poichö rotti e fu-gati dai Trivigiani, entrarono questi nellaloro cilta e ne feeero strage. Segnata indinel 1185 la famosa pace di Costanza,Guecello e Gabriele da Camino, ch’eransirappacificati coi Trivigiani , persuaseroquei di Ceneda e di Conegliano a ritor-nare sotto la signoria di Trevigi. Condi-seesero essi, e allora Conegliano otlennela facoltä di munirsi e presidiarsi, dipen-dendo perö dal. rettore dei Trivigiani innome dei quaii ne prese il possesso Odo-j'ico Nordiglio. Aecadutc poscia nuovelurbolenze , i Coneglianesi rinnovarononegli anni 1195 c 1195 il giuramento difedeltä e vassallaggio alla repubblicatrivigiana. Se non che nelle posteriorivicende, gli stessi Coneglianesi \ersol’anno 1915 risolvettero di seuotere adogni modo il giogo de’Trivigiani, e peröunilosi con Bianchino da Camino , coiCenedesi e con Odonc vescovo di Feltre elielluno, assoggeltaronsi alla protezione deiPadovani, nel cui eonsigliomaggiore il ve-seovogiurö per tutti fedeltä ed allenza per-petua. Ricevetle allora Conegliano un po-destä speditovi da Padova , e continuöad esser eosi governata lino al 1255. inche essendosi data al parlito guclfo, ah-

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bracciato pure da Trivigiani , tornö unallra volia sotto I’obbedienza di questi.lieenziando Enrico Paradiso, che n’ erapodestä a nonie de’ Padovani. Ma nelseguente anno, avendo l’imperatore Fe-derico II debellale le citta guelfe , ancheConegliano dovetle sopportare le mise-revoli conseguenze, che perö le venneroattesi i tempi compensati in aleun mododa esso imperatore coi sottrarla a quälsi fosse dipendenza , quella eccettuatadell’ impero.

Continuö dunque ad obbedire all’im-pero fino al 12(50 , nel quäle anno cslir-pata da’ Trivigiani c loro alleati rinfaustaprosapiadegli Eccellini, i Coneglianesi rico-nobbero nnovamentela signoria di Trevigi,che alle anteriori convenzioni altri pattiaggiunse, fra cui fossero i consoli di Co-negliano ridotti al numero di qunttro, po-tessero i cittadini intervenire alla elezionedei rettori trivigiani e rialzare le demo-lite fortificazioni dei eastello. Furono al-lora creati nuovi magistrati, cioe duemassari, due giurati della giustizia, ungiurato alle stadere, due soprastanti allaguardia dei borgo e tre alle altre guar-die. Alla rinnovazione di queste conven-zioni intervennero nel consiglio maggioredi Trevigi Ricciardo della Tratta e Ja-copo Coderla, sindaci e procuratori diConegliano . Trovasi poi cbe vennero esseratificate e viepiü ampliate nel 1515 es-sendo «enerale de’Trivigiani il eonleRambaldn Azzoni.

Nel 1519 Guecello da Camino , che fa-voriva le parti di Cane della Scala , ilquäle aspirava alla signoria di lulta laMarca Trivigiana, venne sotto Conegliano e la strinse d'assedio, ma valorosamentedifendendola il presidio, dopo inutili sforzidovette abbandonare il pensiero di espu-gnarla. Fu allora che per togliersi allepretensioni dogli Senligeri si diede aleonte di Gorizia che la ricevetle a nomedell’imperatore; ma dieci anni appressoCane della Scala se ne iinpossessö arniatamano e eosi Conegliano dovette restaresoggetta agli Scaligeri lino al 1557 , nelquäle anno,eol(a Fopportunitä della guerraad essi promossa dai Veneziani collegatisico’ Fiorentini, ,si rimise in libertä e eliiesela protezione della repubblica veneta alla quäle reslö poscia delinitivainentesoggetta fino agli Ultimi tempi della suaesistenza.

Keco la durale emanata in propositonel giorno \ aprile 1557:

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