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fiunie che a que’tempi corre\a dirifto, ilcastello e la rocca senza che la terra fossecircondala di nuira o di tcrra[iieni, opcretutte annichilate dal tempo.
Alcuni docuinenli del secolo Xll ci trag-gono a supporrc, .che sebbenc' i sigtiorid’Estc ne lenesscro ilfrcuo, pure ilpopoloforniasse eomunitä rappresenlata dai eon-soli, i quali presso il dominatüre dellaterra esercitavano luflicio stesso che dapoi presso il podestä traUando gfintercssidel conume. 1 signori d’Este erano indi-pendenti da ogni giurisdizione Iranne lasovranitä degli imperatori, dacui ebberoinsieme col feudo il titolo di marehesi;la piü antica inanifestazione di queslotitolo vedesi in un pmilegio deü’iinpcra-tore Federico dell’anno 1168. E qiii siavverta che i marehesi d’Este hanno iprincipj comuni coi duchi di Baviera edi Brunswich, i quali per ragioni di re-taggi femminili passati daU’ ltalia in Ale-magna continuaronolungo teinpo ad averedirilti su d’Este e‘ sui paesi di questodo-minio, finche lo rinunciarono con vincolofeudale ai marehesi nella melä del XIIsecolo. Di que’tempi comincib fiste adaflorzarsi di mura c di terrapieni munitidi torrioni e di torricelle; ebbe quallroporte, e nei primi anni del secolo XV sialzarono in giro sopra i terrapieni lemura ehe in buona parle si mantengonoancora.
La giurisdizione dei marehesi estensiera di doppia maniera : alcuni dirilti liriconoscevano dall’imperio , come quellisulle paludi, sui (iumi, solle strade; altrierano in parle di loro ragionc, in parledella eomunitä, cioe i beni eomunali neimonli s nelle pianurc e nei hoschi , diguisa che anlico e il possesso della eo-munitä estense nei suoi averi. I sapienle, so eonsiglieri annninistravano la giustizia;tenevano i loro plarili uel palazzo pub-blicn; il consiglio componevasi di ses-sauta cittadini, poi di quaranlotto: i con-suli erano i eapi del eomune.
Marcheselia della famiglia Adelardi contidi Ferrara , promessa in isposa ad Azzo-lino d’Este, \alse ai signori Estensi ildominio di quella cittä. Campeggiavanogli Estensi tra le piü ragguardevoli la-miglie d’Italia , quando Aldobraudino nei-1’anno 1213 vide assaltala Este dai Pa-dovani che pretendevano dirilti di giuri-sdizionc su quella terra. Acerrima fu laprova dell’ armi dall’ una banda e dal-i’allra, il paese ne rimase sbaltulo, cfinalmente dovelto Aldobrandinu arreii-
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dersi, cedendo ai Padovani il suo nrar-chesato composto del dislretto estense edi qucllo della Scodosia, cioe di Monla-gnana, cd obhligandusi a prendere la cit-tadinanza di Padova , lo che imporla\afederarsi e in pari tempo sounnettersi aquesla cittä. Se non che tra per dueconeessioni di Federico JT e per lo soa-dimento della repubblica padovana sottola lirannide di Eecelino, i signori d’ fi-ste rinlranearono la loro giurisdizione, oquando Padova tornü a libero reggiment.oconcesse loro ogni läcollä che potesseavere il eomune di Padova sulle terreeontese, obbligando per allro i marehesiad alcune dipendenze di soggezione.
Intanlo Padova andö mano mano ac-crescendo la propria influenza sopra Este,anzi 1’ anno 1294 i marehesi ne perdet-tero interamente il dominio perlaguerramossa loro dai Padovani, nella quäle ead-dero inolte castella e la rocca medesimad’Este, che fu poi rifabbricata l’anno 1343da Ubertino Carrarese. Este perdette inquesla guisa ogni rappresentanza di go-verno proprio, e soggiacque dapprima aleomune di Padova finche questosi mantennea popolo, poscia obbedi quando agli Scali-geri, quando ai Carrarcsi finche nell’anno1408 diedesi alla repubblica veneziana ,ottenendo la conservazione degli stalutimunicipali e la indipendenza cosi da Pa-dova come da ogni altra cittä dello .Stato.
Biograha. — Fra gli estensi celebri pervalentia nell’armi, o per collura d’ingegno, ci limitiamo a ricordare, percheforse il men nolo, quel Correlio dell’or-dine equestre menzionalo da Plinio, il(jualc primo insegnö l’inneslo dei casla-gni ne’ campi napolitaui.
Bibuograiia. — Crirolamo Alestino, Lacronica de la aniiqua cittade de Jteste.Venezia , in 4."
Antonio Angelieri, Sar/gin istorico in-'tonin alla condizioue di Este, ecc. Ve-nezia , 1748.
Isidoro Alessi. Ricerehe islorico-ertli-che della (inlichitä d’ Este. Parte primadalla sua origine lino all'anno 1217. Pa-dova . 1776.
Giacomo Zabarella . II Correlio, dovesi vedono le origini di Este della fami-glia Corncla di Venezia. Padova , 1664.
Re co. Philippi, Flame Alestmae pro-dromus. Mutinae, 1816.
Brunani Giovanni, Letlere intorno atre moiiete estensi. Padova , 1763.