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lorno a quei tempi nebulosi non ciedatosapere di piü. Sotto i Romani vediainoche la porzione orientale e settentrionaledei colli spcttava all’ agro patavino, inen-tre la meridionale e la occidentale spet-tava airog/'b estense. Deila loro cornli-zione duranlc la prima metä del medioevo non saprebbesi dire grandi cose, senon ehe i colli, coin e ben naturale, por-sero un asilo ai fuggenti la slrage deiconqnistatori, e sullc loro vetle e sullespalie e alle falde sorsero dei ripari iquali diventarono piü tardi quei forticastelli capaei di sfidare l’ire armate dellepotenti repubbdche , dei tirannelli usur-patori, dei tracotanti signorotti.
Le cronaehe della seconda metä delmedio evo fanno menzione ad ogni paginadei forti siti , degli inespugnati recessidegli Etiganei, e dei numerosissimi faltid’arme che fra essi ebbero luogo. Spenloa poco a poco il feudalismo, spazzati daltempo i ruderi di quelle salde rocche;diboscati in gran parte i colli , e ridottiad amena e fruttuosa coltivazione; sot-tralli gli abitanli alle prhate giurisdi-zioni, i colli Euganei videro con la pacespuntare per essi nuova 6ra.
Sotto il dominio dei Veneziani la re-gione monluosa del padovano obbedivaalle podestarie di Este c di Monselice,rette da duc palrizj veneti, cd ai \iea-riati di Arquä e di Teolo governati dadue nobili padovani. Se non che alle duepodestarie, di paesi situali in colle , nonapparlenevano che i eapoluoghi, Meren-dole 'e Calaonc; rnentre gli altri colli lutli,e tanti altri villaggi posti nella pianuralino ai ponti delle Brentelle, dipendevano(lalle giurisdizioni di Arquä e di Teolo.Prcsenlcmonle gli Euganei appartengonointeramenle, come sempre, alla prouneiadi Padova , e dipendono dai distretti diPadova , Monselice ed Este: non sono laparte la piü popolata ne la piü ferlile ,sibbene la piü amena, e sotto parecchirispetti la piü importante del lenere diPado\a. Essa offre al pittore capricciosiaccavallamenti di dossi, torluosilä di valli,di scni, di gole, aperlura di sfondi , di-rupi nudi, litti macchioni, alternata qua-litä di verdura, prospettive di ben postipaeselli e macstä di rovine; olfreal geo-logo i cercati vesligj dell’ azione subita-nea dei vulcani e lenta delle alluvioni;al botanico ricchczza di semplici, varietädi coltivazione all’agronomo, abbondanzadi polle salutifere al medieo; e all’uömodi lellere la ispiiatrico lietczza delle alte
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cime, la ospitale ombra dei bosclii, e letradizioni amorose e guerresche conser-vale fra i ruderi delle distrutte castella.
La rinomanza di questi colli e giovatadalla fama dei molti uomini di chiaro iu-gegno che successivamente vi fermaronoslanza; tra i quali Tito Livio, FrancescoPetrarca, Luigi Cornaro , Francesco Alga-rolti, Melchior Cesarotti, Ugo Foscolo ,Giuseppe barbieri e Placido Talia.
Altezze degli Euganei sopra
livello
del mare Adriatico.
Monte Venda . . .
metri
886,422
della Madonna .
, JJ
520,228
» Rua ....
*
404,576
» Cero . . . .
. »
587,421
» Roverclla. . .
375,491
« Orbiezo . . .
558,665
-•» Rieco ....
. »
548,835
» Yentolone . .
. »
529,347
» Cingolina. . .
. >’
521,161
» Pendice . . .
. »
505.962
>■ Sie\a ....
227,619
>■ Louzina . . .
217,486
» Rosso . . . ,*..
. . »
174,95 t
Rocca di Monselice
. >■
171,800
Monte Ruetta . . .
. »
167,497
Calvarina. . .
1 ”
120,884
» Merlo ....
. >'
90,190
» Calajo ....
. ))
87,696
di Lispida . .
75,940
>-• Buso . . .•
, »
54,845
r delle Frassinelle
. »
40,235
Superlicie del lago d’Arquä -* . 8,419
Bibuoguafia. —. Moltepliei sono 1c operepubblicate intorno a singolq localita degliEuganei, o alle loro terine in generale:noi citiamo le principali sotto le rispct-tive voci; qui, ad evitare le ripetizioni,ci limiliamo a prcsentarc un ristretto ca-lalogo di quelle che i colli Euganei con-siderano ncl loro complesso.
Gentilhm de FulgineOj Traclatus deBalneis, ecc. 1475, iu-4.° di pagine 24non numerale (Vi si leggono alcune buo-ne notizie intorno alle iermali dell’ agroRomano e dei monli Euganei. Quest’opu-scolo ignoralo dal Vandelli, era noto al-Tanonimo autore dell’opera solle fermeVorreltane, il quäle ne parla a lungo nelsesto capilolo che versa suH’antiehitä e fa-ma di tali acquc. 11 Gentili fu professoredi medicina in Bologna , e mancö ai vi\inel 1348, cioe 125 anni prima che il suoTruttulo dei Bagni vedesse la pubblicaluce).
Kocsllin (’aroli Ilenrici, Fasciculum