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Fette j e con quello di Montebelluna ,provincia di Treviso . E bagnato dallaPiave, che lo altraversa dal nord al sude frastagliato da parecchi impeluosi lor-renli che scendono da quelle monlagnee afduiscono nella Piave sfressa. In grauparte e inontuoso, ma il suo cliuia e sa-luberrinio benche alquanto freddo e pio-voso: fu calcolato variare fra i 58 e i 70pollici la quanlitä media di pioggia eheeade annualmente. II suolo produce bindecd otliuii fnitli, alcuni de’ quali sapori-tissiini, come le pesche e le noci: producejmre buon vino ed e fornito di estesipascoli. Altri prodotti di queslo distrettoconsistono in seta, lana , bestiaini, e incopiosa uccellagione e selvaggina.
FELTRE (COMÜNE). Comprende leseguenli frazioni: Farra, Tonio con Croci,Villago, S. Giovanni Supcriore e Mugnai.
Popolazione 5847.
Estiino, lire 84,174. 02.
Numero delle parrocchie 2.
11 comune e diversi privati posseggonocomplessivmnente una superficie boschivadi 8254 ettari , de’quali 579 compreti-dono piante d’ allo fusto e 4685 piantecedue. Le priine sono in parte resinose;le altre, da fronda di varie specie.
FELTRE . Cittä vescovile, eapoluogo didistretto e di comune , giace sopra unaltipiano fra i piccoli torrenti Sonna eColmeda confluenti nel Piave, il quäl(iume le scorre lungi un miglio a ponente.Disla 16 miglia a' libeccio da ßelluno, 14a borea da Asolo e 42 a maestro daVenezia .
Longitudine 9° 26’, lalitudine 46° 5’.
E circondata da monti , fra cui il So-matico (Soinadego), il quäle elcvandosi amezzodl ed essendo per lunga pezza dei-P anno coperto di nevi ne irrigidisce al-quanlo l’aria. Non e cittä grande, ma eben fabbricata. Le sue slrade in parlesono larghe e ben selcialc , ripide untratto nella parte superiore della cittä ei suoi borghi siluati in pianura, sonocomodi e spaziosi.
Ha una bella piazza delta de’ Siynori,quadrata e adorna di fontane; altra co-moda e ampia pel mercato, detta di Porta;un vasto e ben costrullo episcopio, ungrazioso e comodo tealro di pregialaarchitettura e alcuni palazzi privati cle-ganti.
La sua cattedralo, a Ire navi, e dedicataa S. Pietro. Un’altra bella chiesa e quclladi S. Callerina.
L’ antica loggia della Ragione e il pa-
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lazzo Pretorio, oggidi coinunale, sonopure edifizj di pregio non altrimenti cheil Seminario , il palazzo Berten e qual-ch’ altro innalzati recentemenle giusta ildisegno del Segusini.
Feltre ha pretura di prima classe, con-servazione delle ipoteche, commissariatodistreltuale , ispeltorato distreltuale sco-lastico e consiglio coinunale. E provve-duta di seminario , di liceo , di scuoleelementari, d’uno spedalc, d’un orfano-trofio femininile e per ultimo d un montedi pietä che vuolsi essere stato il primoislituito in Italia , e fellrese in effetli eil fondatore primo e propagatore infali-cabile dei monti di pietä nell'Italia lultaBernardino Somitano.
Varie lilande , una purga di cera , edaltri opifizj mantengono attiva l’industriadel paese.
Vi si tiene mereato ogni inartedi , efiera dalli 17 ai 22 di seltembre.
Notizie Stoiuciie. — Antichissima e l’o-rigine di Feltre . Alcuni ne attribuisconola fondazione agli Euganei altri ai Rezii.Nell’ Ilinerario dell’imperatorc Antoninoe denominata Feltriu, e Feltrini ne sonodelti gli abitatori da Plinio, da Cassio-doro, da Paolo Diacono . Fu saccheggiatadai Galli, e come cittä della Venezia con-federata ed amica della repubblica romanaebbe la prerogativa di munieipio, il juslatino , e venne ascritta alla tribü Publia,ovvei'o Menenia, il che fra gli altri attestaGiovanni ßertondelli nella sua Storia diFeltre . Siccome poi per via de’ monti dellaprovincia fellrina si aprivano il passaggioi Barbari che tenta\ano d’invaderc l'I-talia, cosi avvenne che Roma , vegliandoalla difesa de’popoli confederati ed amicispedi quivi le sue Iegioni sotto la eon-dotta di Giulio Cesare, che molto ebbe adolersi del rigidissimo freddo,, come sirileva da quel distieo a lui attribuito:
Fellria perpeluo nivium damnata rigori
Atque mihi postliae non adeunda, vale.
Perseverö Feltre nell’amicizia de’Ro-mani reggendosi quäle cittä Iibera giustale proprie leggi nnmicipali, e lloridissimaera al momento delle invasioni de’ Bar-bari enlrante il secolo quinto. Nel 409Alarico la devastö in guisa tale che fuquasi demolila. Rimcssa appena da qucllastrage, Attila nel 455, poscia gli Alaninel 477 , di nuovo la desolarono. Passoindi a non molto sotto l'Erulo Odoaere,da cui gravissimi danni ebbe a patire,