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c he pero le vennero in seguito compeu-sati dal pacifico reggimenlo di Teodorico ,siccoine rilevasi da una lellera di queslore indirilla a’ciltadini di Fellre e con-servalaei da Cassiodoro . (Libro I, Fariar.)
Distrutto da Narsele il regnodegli Ostro-goti, anche Feltre , al pari delle altre eittädi queste regioni, dovelle obbedire al-l’impero orientale, dominato allora daGiustiniano il Grande.
Discesi in ltalia i Longobardi soggiacqueal loro governo fino a che Carlo Magno ne dislrusse il regno. Allora fu soltopostaprima ai Francesi poscia agl’imperatoriTedeschi.
Verso la fine de! secolo decimo i vesco\idi Feltre eolsero I’ opportunilä delle lur-bolenze che in quel tempo agitavano tutta1’ ltalia, per aecoppiare alla spirituale an-cbe la temporale reggenza non meno dellaeittä che dell’inlicra provincia; ma nel1047 l’imperatore Enrieo III, la svincolädalla soggezione vescovile , e le permisedi governarsi a popolo giusta le antiehesue leggi. Poeo dnrevole fn nondiinenosiffatto eangiamento , poiehe i vescovi ,soli dieci anni dopo, ne ripigliarono latemporale reggenza. Incominciarono allorale diseordie e le guerre con 1'altre eittädella Marea Trivigiana, e specialmentecon Trevigi, cillä che per essere stata daiLongobardi e da’Francesi innalzata a capodell’ anzidetla Marea, faceasi leeito di so-verchiare le altre con ambiziosi e irra-gionevoli prelesti. Troppo, lnngo sarebbee non acconcio al noslro bisogno il tes-sere la storia di tali dissidj: basti pernoi il ricordare che nel 1200 i Trivigianistrinsero talmente di assedio le due al-leate eittä di Feltre e Belluno , che furononecessitate a spedire dodici sindaci, ossiaproeuratori, i quali nella chiesa cattedraledi Treviso giurassero obbedienza e fe-deltä a quella repubbliea, conie si rilevadal pubblico istromento che fu allora ro-ato e non senza difficoltä sottoscrittoal vescovo di Feltre Torrentino de Gurte.
Nel 1217 si rinnovarono le contese pre-testo o ragione essendone usurpazioni difeudi e violazione di territorio. S’inler-pose il pontefice Onorio III delegando ilgiudizio ad Angele patriarca di Aquileja;ma ciö nondiineno scoppiö la guerra, incui prese parlito pei Bellunesi e Feltrinila repubbliea padovana, e per Trevigil'imperatore Federico II . Nel 1221 si ac-comodarono le vertenze da Ugone vescovod’ Ostia , la cui arbilramentale sentenzavenne corroborata nel seguente anno da
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solenne bolla di esso papa Onorio , e india non molto da altro arbilramentale giu-dizio di Pietro Ziani doge di Venezia.
Eletto dall’imperatore Federico II a suovicario in ltalia il troppo fainoso Eccelinoda Romano , questi espugnä fra le altreeittä anche Feltre , aggravando pur sovr’essa la sanguinaria sua mano.
Morto Eccelino, Adalgerio vescovo diFeltre, pose la eittä sotto la protezione diRieciardo da Camino , con espressa con-dizione ch’egli le avrebbe lasciato facoltädi governarsi con le proprie sue leggi.II giä citato Bertondelli ne regislra l’i-stromento all’anno 1260,asserendo d’averlotratto da una cronaca antica di Feltre ,ma il Piloni nella sua Storia di Bellunolo pone al 1307.
Dalla signoria de’Caininesi passö nel-l’anno 1207 la eittä di Feltre , in un contut la la provincia, in potere degli Scali-geri. Avvenne questo eangiamento neltempo stesso in che Alberto della Scalaimpossessavasi di Vicenza e Belluno . Senon che disceso in ltalia nel 1510 l’im-peratore Enrico VIII col preteslo di vo-ler assopire le turbolenze che desolavanole eittä loiqbarde, lasciä in Milano i Vi-sconti, gli Sealigeri in Verona e i signorida Camino in Trevigi, Belluno e Feltre .Questi Ultimi proseguirono a tenere laeittä fino al 1522 in cui la ripresero gliSealigeri, i quali vennero confermati neldominio della medesima dall’ imperatoreLodovieo calato in ltalia nell'anno 1528.Insorta poi ai tempi di Martino dellaScala aspra guerra colla repubbliea di Ve-nezia , nella pace seguitane 1’ anno 1559Feltre fu accordata a’ duchi di Carintiache l’aveano conquistata con l’armi, qualialleati de’ Veneziani , e ricevutane la in-vestitura da Giorgio Lusia, vescovo diquesta eittä. La quäle investilura fu pochianni appresso rinnovala nelle persone diCarlo e Giovanni figliuoli di Giovanni redi Boemia. Intorno a quest’ epoca il ve-scovo di Feltre rieevetle dall’ imperatoreCarlo IV il titolo di principe, e nell’anno1388 il contado di Cesana in feudo riunitoin perpetuo alla mensa vescovile.
Dopo la signoria de’ duchi di Carintiae de’ re di Boemia, Feltre dovette speri-mentare anche quella de’Carraresi, da unde’ quali, Francesco, fu insieme a Belluno e alla Val Sugana data in pegno agli ar-ciduchi d’ Austria , per certa sonima didenaro, allorquando strinse con loro al-leanza per difendersi dalle anni dei Ve-neziani . Conchiusa poi con questi Ultimi
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