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Popalazione 1170.
Eslimo, lire 20,G33. Di.
Ha cousiglio comunale e una parroc-chia.
Sta in fondo ad un piceolo seno didlag«, dello pure di Garda , 12 migliaverso scltcntrione da Pesehiera e quasialtreltanlo da Salü verso levanle.
Longitudine 8" 10’, latiludinc 45° 57’.
Gli olj e gli agrnmi sono i princi-pali prodotti del suo lerrilorio.
Nelle vicinanzc di questo borgo moltosi fa scnlire il Corrim (Vedi).
La lerra di Garda e lieiula di rmiracd ha im caslello che fu giä fortezza diqualchc rilievo.
. Nella chiesa parrocchiale avvi deihuoni dipinti del Tedeschi , di Palma ilGiovane e del Paglia, brcsciano.
Nell’ oratorio di S. Stefano v’ ha ilmartirio del tilolare dipinto da PaoloFarinalo e di Ini pure ä un S. GiovanniBattista , tavola dall’ umiditä assai dan-»eggiata. Fra gli edificj privati inerilanoparlicolarc menzione i palazzi dei Car-lotti e del cavaliere Alhcrtini. Quello deiprimi era in antico rinlo di innra congrossa torre che ancora sussiste. Ingran-ditosi poscia per nuovi aequisti, passene’ Pompei in parte e da loro nei Bozza:un'elegante loggia in riva al lago offreun’ amcnissiiua visla. 11 palazzo Alber-tini fu giä dei Bccelli: si clcva sopraridente piaggia, tra due lorri merlate ,ed esso pure ha una Bella loggia, ehe siapre tra mezzodi e sera : dictro gli stala villetla del proprietario , che dolce-mente s’ ergo in sul monle fra vignetied olivi, nouehe altre pit'i fronzute piante.Sehhcne ineuo cospicui, son pure degnid’ osservazione i due altri palazzi Ridollie Fregosi.
Notizik stoiucme. — Come diremo pur-lando del lago , pretesero alcuni cheGarda sorgesse sulle rovine d’ un’ anli-chissima citta detta ßenaco : tna i criticinieglio avveduti respingono tale opinione.Certo e che in Garda si scavarono pa-recchie iscrizioni romane, due dellequalisono anzi riporlate nella memoria cheintorno alcune antichilä di questo paesetj di Bardolino scrissc l'Ortis Manara.Carlo Magno cresse la terra di Garda ineontea allorche spense il dominio deiLongobardi . Ma piii che la terra e ce-lebre nelle storie d’ Italia la rocca diGarda . Quivi Berengario 11 tenne \>i-i-gioniera la regina Adelaide, vedova diLotario . Fatto sforzo per indurre quesla
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principessa a dar la mano di sposa asuo figlio Adalberte , ricusando ella co-stanleinente di prendere a marito il figliodell’ uceisore del suo primo eonsorte ,Berengario die ordine fosse rinchiusa inquesta rocca, dove, come racconta ilDalla Corte , a tanta povertä e miseriafu la sei ata venire, ehe !e c onvcnitm, persostentare la vita, <jnadarjnarsi il villofilando. Isligatricc di trattamento si asprocontro la misera principessa era Guilla,moglie di Berengario, a cui la bellezzae la virtü di Adelaide erano cagione tliinvidia e di rimorso. Coll’ajulo perö diun sacerdote una nolte le venne fattodi sottrarsi , vestila da uomo , alla suaprigionia. Traversalo il lago su di unaBarchelta , ella si ridusse dal marehesed’ Este Azzone , giä amico a Lotario , ilquäle 1’ accolse cortesemente e la tennecelala fino a lanlo che OUone re di Ger-mania discese in llalia. Qucsti ncl 9Si lafecc sua sposa e c.osi la Bella prigionierafini coli’csscre iniperatricc.
Nel 1003 Arrigo 1 diede in dono la con-tea di Garda con tutto il Benaco a Ta-done, uno dei snoi pii’i lidi vassalli. Da([ueir epoca il comitato di Garda si go-verno indipendentcmenle fino a tanlo eheFederico Barbarossa , il diede ad Adalberteprincipe di Trenlo, che seguiva Ie parlideH’Fmpero. 11 Dalla Corte ei narra che altempo della lega Lombard» il castello diGarda , dileso da Tnrisendo de’ Turisendi,rosisteltc un anno intero a Federico, eche fu ceduto soitanto a queste onorevolicondizioni : Tnrisendo riinanesse signordella Rocca, purclie riconosccssc l’itnpe-ratore per padrone e la rocca fosse comefeudo dell’lmpero. Ma Federico, il quälepoco le suc promesse attendea, vergo-gnandosi che si dicesse quesla sola for-tezza in Lombardia andare in certo modolibera dal suo giogo, ne lui riconoseereper assoluto signore , pochi giorni dipoi,sotto colore di alcune lievi e ferse linteeagioni, privo Tnrisendo della inedesima,ed a Corrado , conto palatino del Reno suo fratello, che grandemente nc lo pre-gö, ne fece dono.
Enrico IV, imperalore di Germania , ven-detle la rocca di Garda alla eittä di Ve-rona per mille marche d’argento: Ol to-ne IV poi la rieuperö. Del 1280 divenutaquesta rocca un asilo de’ fuorusciti vero-nesi, la repubblica di Verona la riebbee la distrusse Marlino 11 della Scala ot-tenne l’inveslitura feudale di Garda' dal -l’imperatore Carlo IV del 1531, e, se-