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[Volume primo. Parte seconda.]
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nei modern!, i quali hanno j>cr assuntod' illuslrare la storia naturale di questoniare, si rinvengano osscrvnzioni concer-nenti la temperatura. Montanari o Bian-ehi vissero in tempi nei quali poco oimlla adoperavasi il termoinetro dai na-tural isti; e gli argomenti puramenle ehi-mieo-fisiei sono la parle meno interessantedelle opere di questi autorl. II Giunanie il Donati fanno a quaudo a quandoqualclic cenuo fuggitivu sullo stalo chi-mieo del mare; ma questi doiti che siprefissero di non trascurare 1c piü mi-nule circoslanze attinenti alla zoologiaadriatica, neppur fanno parola della tem-peratura, beuche tornasse loro in accon-cio il conoscerla per farnc qualche utileapplicazione. 1/ opera stessa dell’ Olivi,ehe la migliore che si abbia sulle pro-duzioni del nostro mare. e l)en lontanadal presentare nozioni sulla teniperatura,ne gli autori che dopo 1’ Olivi si accinsero alla stessa impresa supplirono al suosilenzio.

Fra le proprietä fisiche dcll’acqua ina-rina. quella vuolsi nolare della linlaverde azznrraslra che presenta verso laspiaggia, e che di piü in piü si fa oeru-lea a misura che dalle rive si discosla;la quäle, dipciule, com’e nofo, dal riflet-tere ch’essa fa il colore del cielo e daldiverso modo di agire della luce soprala sua uiassa. Una influenza sui coloricangianti dell’acqua marina vuolsi pureaccortlare alla v&ria indole del fondo sulquäle cssa riposa, nonche al copioso nu-mero delle produzioni animali che vi-vono in quelle profonditä. Quaudo 1’ A-driatico e in bonaccin . e quaudo ilfondo sia sassoso o ghia joso, mm giäpantanoso, come lo e presso Venezia , pudchiaramentc distinguersi la molliplieilädei colori che un puro gioco della lucefa rifkltere dal corpo degli alcioni, degliechini, dei testacei e polipaj che ivi sitrovano. Che la vaghezza e vivacitä delletinlc simulata da questi animali non sialoro propria, basta distaccarü dai luoghiove stanno confinati e portarli al con-tatto dell'aria, per assicurarsene. Donati|>er prolungarsi il piacere di osservare uncosi iuleressante fenomeno, cerco d’impe-dire quel qualunque increspainento del -l'acqua che suol produrre il piü leggierosollio de’ venti, aspergendo con olio lasua superficie. I/olio cosi gettato formaun sottilissimo strato che bene »unito allepareti esterne della barea in cui sia l’os-servatore, si (listende ampiamente sulla

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superficie del mare, ed inipedisce all'ac-qua d' incresparsi. Con questo artificioDonati soddisfece al doppio scopo di ap-pagare la sua curiositä e di scoprire ifondi ehe. piü abbondano di piante e dianimali, K noto ehe da profonditä nonmaggiori di 00 piedi egli sapeva trarreogni fatta di produzioni marine medianteuna tenaglia alta 2 piedi edi larga aper-tura , un braccio della quäle era assicu-rato ad una lunga asta di legno, l’altroera congiunto ad una funicella, che pas-sando per una tragliala allissa alla som-milä del primo braccio, scorreva per tuttala lunghezza dcU’asta. Se poi il l'ondo sucui stanziano aleuni animali gli riuscivapiü basso di 90 o 100 piedi, in lal casosi prevaleva di una fune di lunghezzaproporzionala alla profonditä, a cui altreiünicello a dali intervalü vi annetleva,ciascuua delle quali era forniia di un amoassai forte e talmente ristretto nei suofondo, che potesse rinserrare in sü stessoliilti quei corpi di cui egli andava in trac-cia. A questo istrumento ben corredatodi piombi perchü si profondasse, l’autorene sostituiva altri piü adattati alla qua-lilä particolare del fondo sul quäle si pre-figgeva raecogliere animali; ed ebbe ancoil piacere di vederne introdolfo qualeunopresso i pescatori di coralli. K a dolersiche 1’ autore, pieno di doltrina e di cri-torio , non faccia ehe brevi cenni dellesue scoperte, ne sia entrato a parlare [)iüeiiTostanzialamente dei mezzi da lui im-piegati nella ricerca delle specie animaliviventi nei bassi fontli del nostro mare.

Egli e certo per alfro , che il Donatiavrebbe somministrato notizie molto piüdiffuse e importanti se avessc pubblicatotutta l'opera suU’Adriatico, anziche il soloSaggioj il quäle beuche notevole per levisle generali a cui e diretto. si fa non-dimeno conoscere [>er un lavoro piü pro-porzionato agli scarsi mezzi che al grari-dissimo e raro ingegno dell’aiitore.

Dal 1749 fino al 1832, cioe dall’epocain cui 1’ esimio zoologo Giuseppe Via-nelli di Chioggia jmbblicö il suo opuscolointitolalo Nuove scoperte intorno le lucinotturne dell’acqua marinn , credevasi ge-nerahuente che i punti e le striscie lu-minose che appariscöno nelle notti eslivesulla cresta'delle omle dell’Adriatico cdi tanli altri mari. derivassero effettiva-mente dalla proprietä fosforica inerentealla natura di certi insetti; ma nei dettoanno 1832 il signor Borrv di Saint-Vin-cent cerco provare che il fenomeno trae