Band 
[Volume primo. Parte seconda.]
Seite
306
JPEG-Download
 

5 06- GO L

ne si dirige a mezzodl, ritomando perla Venezia, per la Romagna e per tuttala spiaggia occidenlale dell’ Adriatico . E’dalla direzione ehe tiene questa currenteche i materiali recati dai fiumi al maredebbono essere portati da Oriente versonccidenle, couie ha notato il celebre Oli -vi; eol divario perö. che ie ghiaje . es-sende piü pesanti, non lianno potnto esten-dersi tanlo addentro uel mare , quantole parti piü leggiere, le quali , sospesecom’ erano nel liquido, furonn dalla eor-rente trasportate a dislunze grandissimedalla spiaggia. 11 trallo di mare preso inesame dall’ Olivi comprende fondi di va-rio geilere, disposti alquanto regolarmenlei quali aono arenosi. o argillo-fangosi ,o calcarei. Passando dal litorale occiden-tale all’orientale, si osserva che tullo illitorale del Friuli , della Marca Trivigiana,di Venezia,-di Chioggia , cala Icntamentein mare per una spiaggia declive formataovuiique di salibia, la quäle non si osten-de mai denlro il mare piii di uu miglioe mezzo. Allonlanamlosi dalla spiaggia ,e oltrepassando la regione delle sabbie ,il fondo divenla limaccioso; ed a misurache longitudinalmenle questo fondo sitestende, si va del pari nllargnndo. Cos)in proporzione ehe questo fango nellasua longitudiue si dilata, il lelto dell’A-driatico divenla piii profondo , come vc-dremo Ira poco.

Al fondo fangoso succcdc il fondo so-lido calcario alquanto piii profondo, ilquäle si lascia conosccre presso Comac-chio (legazione di Ferrara ), ovlia la lun-ghezza di 8 miglia; e seguifa- verso ilnord, dilatandosi sempre piü lino al ter-mine setlentrionale del golfo. E ragione-vole pensare che il fondo calcario riman-ga coperto (anto dai fondi sabbiosi quantodai fangosi, e coutinui sottovia lino allasponda orientale. Staudo alle osservazionidel Donati, esso elevasi in molli siti, eforma delle ragguardevoli prominenze,simili a quelle del conlinente. Anzi que-sto laborioso naturalista ebbe a dire chefra la struttura del fondo dell' Adriatico e quella della superficie della terra noncorre alcuna notevole differenza, perchevi trovö valli, caverne, pianure e inontiin gran parte composti di strati soprastrati per lo piü orizzontali e parallel iagli strati degli scogli, delle isole e delconlinente. Si assicurö dell’ esistenza divarie eminenze forraate di dura pietra ,di ghiaja, e di terra piü o meno pingue;dalla quäle varietä di fondi deduce la

GOE

cagioiic per c.ui alcuni luoghi sono ferli-lissimi, e convenienli alla nutrizione dimolte e diverse specie di piante e d’ani-ruali. alcuni altri di particolari determi-nale specie soltanto capaci; ed altri chedi piante e di animali sono affatto privi.

Se v’ ha niolta ineertezza sulla pro-fomlita dei grandi mari. altrettanto nonpossiamo dire di quella dell’Adriatico ,sebhene in assai pochi luoghi essa siastala scandagliata. Osservammo che quan-to piü esteso riesce il suo letto fangoso.di tanto apparisce piü profondo. Difatti,sopra Venezia il mare non presentö al-1’Olivi che la profondita di 80 piedi ,nienlrc di contro a Chioggia arriva ai 60dirimpelto alle loci del Po a 100, di l'ac-cia a Rimioi a 180 e di faceia ad An-cona Irovasi abhassalo a 270 piedi. Nesi puo credere che 1’ Adriatico non pre-senli difticolta ancora maggiori assicn-rainlo il Donati die per ischiantare dacerti fondi le piante e gli animali iviallignanti, gli era d’uopo impiegare unoscandaglio assai piü lungo di quello cheservi all’ Olivi per giungere alla profon-dita dei 270 piedi. Coloro per altro chemeglio di qualunqno naturalista liannoslndiato la profondita e Ja natura deibassi fondi dell’Adriatico , sono i pesca-lori o i piioti: i prirtti eonoseono a ma-raviglia i fondi che meglio si prestanoal maneggio delle reti ed alla huona riu-scita della pesca: i seeomli possono inalto mare discoprire il silo dove si tro-vano, esaminando col mezzo dello scan-daglio la profondila e la nalura delfondo.

Al contrario, se le molte osservazionifatlc intorno alla leinperatura delle pro-fondita dei mari non sono tali da poter-ne trarre vantaggi a sussidio della fisicae della geologia, meno ancora possiamoprometterci di ricavarne dalle poche edimperfette esperienze che allo stesso finesonosi fatfe ncll’Adriatico . JNiuno s’accin-se a ricercare la temperatura dei suoibassi fondi, pochi si limitarono a cono-scere quella della superficie. Alcuni sen-z’ avere riguardo agli elfetti della eva-porazione, awisarono che la temperaturadel pelo dell’ acqua e piü bassa di quelladell’atmosfera; altri, sull’autoritä di Ari-stotele, credettero invece che il caloredei flulti si aumentasse in causa del eon-fricamento che accade tra un’onda e l’al-tra. Se non troviamo tra i vecchi librialcuni schiarimenti sulla fisica costitu-zione dell’Adriatico , non credasi gia che