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[Volume primo. Parte seconda.]
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Notizie Storiche. — Jl golf’o di Venezia owero mare Adriatieo era dai Greci deltoinare Jonio: edifioata Adria rioevette ilnome da quella cilla. Seeondo Giustinof« prima posseduto dai Pelasgi, indi daDiornede, poi da’ Liburni, i: dopo dagliEtruschi, a’ quali sollentrarono i Galli ,sempre ronservamlo il mare Io stesso no-me. Sollo qnesti Ultimi rimase sprovve -dato di forze navali ed esposlo alle pi-ralerie de Vorsari, siechfe Dionigi di Sira-cusa, seeondo narra Slrabone. se ne im-padroni d' aceordo coi Veneti del conti-nente. I Romani vi slabilirono intornomolle colonie e fortifiearono i porti, la-seiando per altro libera la navigazione aiDalmati e agli lllirj. Gaduta la repubhli-ca romana, Augusto stabil! per sede del-l’armata na\ale le vieinanze di Ravenna ;eaduto poscia anelte l’impero d'Oeeidente,1'Orientale ebbe il possesso e il governodell’Adriatieo, molto pid quando Giusti-niano il Grande rieuperA Tltalia e la DaLinazia. Distrutto in segnito dai Longo-bardi l esareato di Ravenna , le forze ma-rittinie del greeo inipero s’ indebolironoassai, ma in qnella vece andavano eon-solidandosi le forze de’ Veneziani , i qualimirarono poeo per volla a farsi padroniassoluti dell’ Adriatieo. 11 loro domiriiosopra tutto queslo mare romineia col Xseeolo, quando, eiod, sotto il doge PietroOrseolo conquistarono la Dalmazia . E al-lora , ronie diremo, ebbe anelic originela fesla dell’Aseensionc. 1 Pisani, gli An-conitani ed allri, invidiosi, c non senzuragione, di tale signoria, tentarono eonreiterati sforzi di sovereliiare la repub-blica, la quäle pereid nel 1250 istitui ilcos! detto eapitano del Golfo o dell'Adria-lico. Era eapitano un patrizio, il quäleeomandava una squadra di galere, afli-date ognuna a un nobile subalterno coltitolo di sopracomito, e invigilava alla si-curezza dei porti, seni, ecc. ln qnella cir-costanza fu pure vietato a chiunque sifosse, principe o repubbliea, d’ltalia o dialtra regione di lenere legni armati nel-1’Adriatieo e scorrerne con essi le acquesenza averne prima riporlato P assensodella repubbliea di Venezia .

In continuazione poi di questo decreloaltro se ne emanö nel 1275 ordinanteehe lutte lc navi mercantili viaggiantitra il seno di Fano e le bocche del Po,dovessero pagare una certa gabella e farescalo a Venezia . Questa misura risuscilöle anliehe ire degli Anconitani ai qualisi unirono pure i Bolognesi. ma la gtierra

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ehe ne provenne non fece die vieppiuconsolidare Ja signoria dei Veneziani. Laquäle da questo seeolo in poi venne. sem-pre, di buono o malgrado, rironosciutadai pontefici. dai principi ehe vi aveanorapporto ed aneo dagl’ imperatori tede-sehi. Nel 1478 l’imperatore Federico perben due volle ehiese licenza al doge Gio-vanni Moeenigo di transilare 1’Adriatieo;e nel 1630 essendosi Maria, sorella delre di Spagna , sposata eon Ferdinando red’ Ungberia, sebbene gli Spagnuoli aves-sero tenlalo di eondurre d’Ancona a Trie-ste In reale sposa sui proprj legni daguerra, dovettero alla perfi.ie eedere alleopposizioni della repubbliea, e profittaredel vascello dalla medesima a lal uopofornito eon isplendida magnificenza e ge-neroso disinleresse.

ContiittoelnS i Veneziani , per eonser-vare il dominio dell’Adriatieo abbiano do-vuto lottare eo’Narentani, co’Normanni,co’ Saraeeni e eon Napoli, Pisa, Ancona e Bologna , essi non rimasero mai soccom-benti, anzi raft'orzarono ognor piii la pro-pria supremazia, e quindi resi potenti esignori di fatto in ogni eommercio diquel mare, vollere eonseerarne anche ildirillo mediante la eerimonia degli spon-sali. Due de’ potenti intellelti d’ Italia trattarono l’argomento di tat dominio: ilSarpi lo difese a pro della patria; il Gian-none, in tenipi assai posteriore, lo neg6;ma que’due nobilissiiui intellelti (dice unmoderno scrittore) hanno spreeato l’in-gegno; sul mare eome sulla terra e do-minatorc c.lii ha forza, e la forza non es-sendo perpetua, non k dominatore che siaverainente perpeluo.

Ff.STA dell’ AsCESSIONE O SPOSSAL1Z1E DEL

mare — Il giorno dell’Aseensione del997 il doge Pietro Orseolo II salpava daVenezia comandante d’una flotta, risolutodi liberare BAdriatico dalle piraterie de’Narenlani e venire per tal modo in soc-corso de’ Dalmati che allamente se nelamentavano. Navigo per I’ Istria , doveParenzo, Pola, Capodistria ed allre cittägiurarono spontaneamente obbedienza aVenezia ; si recö indi a Zara, e quivipure il popolo festante trasse ad incon-trarlo acclamandolo liberatore e sovrano.I Narenlani furono sconfitti, e le isoledi Curzola e di Lesina, restie a seguire1’ esempio deH’altre terre sottomesse collaforza eome quelle che potevano essere difacile rifugio ai pirati.

Di l'ilorno a Venezia il doge fu ricol-mo di plausi e d’omaggi, e eomecche

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