Band 
[Volume primo. Parte seconda.]
Seite
314
JPEG-Download
 

5U GOL

l’acquisto di tutta laeosta märiltinia esten-dentesi dall’ Istria sino ai confini dellaDalmazia , compresevi le isole adjacenli,dava non raeno gloria che potenza allarepubblica, il popolo con voto unanimestabil! che l’Orseolo e i suoi successoriassumessero per l’avvenirc anche il tilolodi dogi della Dalmazia . Si volle inoltreche la memoria di un’ impresa cotantosegnalala , la quäle avea procacciato aiVeneziani il dominio del golfo, si rinno-vasse ogni. anno con una solenne visitache il aoge farebbe al mare. Me senzaavvedimento fu scello a talo scopo ilgiorno dell’Ascensione, poiche in essoaveano cominciato, puö dirsi, i lieti au-spicj della vittoria. D’ indi in poi il dogenel di dell’Ascensione, montalo sopra unvascello distinto, e accompagnalo dal ve-scovo, da’suoi consiglieri, dai principalimembri della nazione, anzi quasi dallanazione intiera, usciva dal porto di Lido,e praticava certe cerimonie adattale aquc’tempi di semplicitä e di rnoderazione.Ecco l’origine vera e 1’ epoea incontrasta-bile della famosa visita che il doge fa-ceva al mare. A questo modo si celebroper 180 anni. Nella circostanza poi cheAlessandro III pacificossi a Venezia colBarbarossa, i Veneziani ehiesero al ponte-fice 1’ investitura dell’Adriatico , non giäperchö temessero fosse controverso illoro dominio , sibbene perche allora laconnine credenza non vedea fermamentcconvalidato qualsifosse diritto se non dalprestigio ond’era accerchiato il supremogerarca. E siccome il simbolo di ogniinvestitura era Lanello, cosi Alessandrouno ne diede al doge con cui sposasse ilmare, desiderando che alla primitiva so-lennitä della visita quest’altra fosse ag-iunta della investitura sotto l'innnaginei sponsali. Egli e per questo che alloraquando il vascello ducale era giunto allabocca del’ porto, si volgeva al mare collapoppa, e il vescovo benediceva 1’anellonuziale e presentavalo al doge, indi ver-sava un gran vaso d’ acqua lustrale nelluogo ove dovea cadere, e il doge nelgettarvelo pronunciava in latino quelleparole: Noi ti sposiamoj o mare, in se-gno di vero e perpetuo dominio.

Per assistere a questa solennitä con-correvano in folla a Venezia i forastierisino dal tempo delle crociate essendoquella la stagione in cui i pellegrini usa-vano fare il passaggio di Terra Santa.Quando poi la navigazione ed il commer-cio si dilataronoe lo Stato and6 crescendo

GOL

in potenza, allora il nuuittimo speltacoloprese l'aspetto di un solenne Irionfo. Ilgiorno dell’Ascensione era veramentequello in cui il doge si presentava alpubblico in tutta la sua pompa. Accom-pagnato dalla signoria, dal senalo, e pres-sochö da tulto il maggior consiglio an-dava ogni anno a rinnovare il possessodi quel golfo che le veneziane vittorieaveano sntlomesso allo Stato. Gli amba-scialori delle primarie eorti d‘ Europa ,assistevano a questa singolare cerimoniae sedcndo presso sua screnitä pareanoconfermare colla loro presenza i dirittidella repubblica e applaudire alla gloriade’suoi fasli.

Anche il naviglio destinato pel dogevenne costrntto e portato ad un gradodi riccbezza e di magnificenza sorpren-denti. — V. pitt sotto II Blxintoro.

L’imbarco seguiva in faccia alle duecolonne della Piazzetta di S. Marco elutti i personaggi invitati alla cerirnoniaprendevano posto nel piano superiore dieodesta reggia galieggiante, le cui an-tenne non senivano ad altro che a so-stenere gli stendardi di porpora , chesvenlolavano presentando il lcone diS. Marco ricamato in oro. Rimorcbiatoda venti barche, e rcmigato inoltre darcmatori scelli fra gli operaj dell’arse-nale, i quali soli aveano il privilegio dieostituire la sua ciurma, il Bucintoro s’a-vanzava maestosamenle verso il lido, inmczzo alle acclamazioni d’ una folla entu-siastica , allo sqn'illare delle trombe, alsuono delle campane, al rimbombo delcannone, e seguito, precedulo, altorniatoda mille barche, piroghe, peote, gondolee bissone piene di gentc, patrizj, citta-dini, signori, popolani, stranieri, tutte leclassi intine. Alcune galee della repub-blica seguivano dappresso la nave du-cale. Il gastaldo , o doge de’ Nicololti,aveva anch’egli la sua barca, seguiva ilBucintoro e sopravegliava a’ suoi subal-terni. Tutte codeste barche erano ornate,addobbate di fiori, di bandiere, di drappi,di tele d’ ogni colore e d' ogni foggia. Icapi principali dell’arte vetraria e delleconterie aveano in tal giorno essi pureil privilegio di accompagnare il doge se-duti in una peola ornata a loro spese, eammirabile pel buon gusto e la moltamagnificenza.

Compiuta la cerimonia, il Bucintorosempre accompagnato dalla stessa innu-merevole quantitä di galee e barche d’o-gni sorta, ritornava verso la ciltä costeg-