Band 
[Volume primo. Parte seconda.]
Seite
453
JPEG-Download
 

ODE

Marziane di Oderzo col Cenedese Vinde-raio. In quel concilio si conl'ernid la tra-slazione del vescovato d’Aquileja in Gra-do, e, se dobbiara prestar fede-al Palla-dio nella sloria, che scrisse nel Frinli, sistabili pure di Irasferire allrove alcunedelJe sedi veseovili, che piü erano minae-eiale dalle incursioni dei Barbari. E facileehe, eome gli altri ves'-ovi suffraganei ,aderisse anche Marciano allo seisina deiTre Capituli.

3. Flouiano. Nato in Oderzo , pare c!ienel prineipio del secolo Vll ei fosse ve-seovo della sua palria. Dovendo portarsiaü’imperatore nella Germania per aflaridella sua dioeesi, narrasi ehe pria di par-tIre investisse nel 1’ eeonomato della dio-eesi slessa Tiziano suo diseepolo e da 1 nipromosso agli ordini sacri. Piü non ri-tornü alla sua sede e v’e tradizione, ehein Polonia otlencsse nel 620 all’incirca laa del marlirio.

ti . Tiziano. Trascorso l’anno e non es-sendo alla propria sede ritornato il ve-scovo. pensarono gli Opitergini di pas-sare ad una novella elezione , ne i vollesitarono punlo. Tulli si raccolsero inlui, che saggiamenle aveva soslenuto Po-cononiato di quella ehiesa. Si narra perd,che Tiziano, coine intesc, che il suo an-tecessore vivea, ini|)reiulesse nn viaggioper eeCitarnelo a restituirsi al suo po-polo; ma che Floriano invece persuades-selo ad accettare il seggio episcopale dal -l'unanime asscnso degli Opitergini eonfe-ritogli. Ebbe Ponore degli altari, e vene-rato a patrono della dioeesi Cenedese efra l’anno solennemcnlc si celebra il gior-no della morle c quello della ineravigliosatraslazione delle inortali sue spoglic.

8. Magno. E qucsto d’originc Altinalc,successe a Tiziano e in tcinpi assai cala-mitosi per Oderzo vi tonne la sede cpi-scopale. I eronisti c gli storici documcnliI lo ricordano vescovo allora che llotari de-| vasto la citta, eil aggiungono d’avvantag-giö, che ricovrasse eon molti suoi dioce-sani lä, dove la Piave escc nelle lagunc,cd ivi per codcsto vescovo niassiinanientee pei liuovi rifuggili , sorgessc Eraclea .Per lui, si narra, ehe sorgessero pure ollochicse nelle ollo isole principali, ehe poiformarono la eitlä di Venezia . Sono co-desle eliiesc: di S. Pietro di Castello, diS. Raffaele Arcangclo , del Salvatore, diS. Maria Formosa, di S. Giovanni Badi-sta, di S. Zaccaria , di Saida Giuslina edei Santi Aposloli. E pereiö, che Vene-zia lo ritiene nel novero (lei patroni e dei

ODE 485

sanli suoi lutelari. Mori in Eraclea ed ivjebbe tomba. Dopo la sovversione perö diquella citta, nelP anno 1206, il eorpo dilui fu trasloealo in Venezia nella ehiesadi S. Geremia, ed il 6 ottohre si celebrala sua fesla. Molti pongono fine con Ma-gno alla Serie dei veseovi opitergini ; edopo lo sehianto, ehe fece di Oderzo Gri-nioaldo, vogliono si traslatasse in Geneda 0ovo priina non era, la sede episcopale. Kerroneo codesto asserlo, ed aggiungereinodue altri nomi, che del titolo si contras-segnarono di veseovi opitergini e per talice" 1 i diede aneo il Goleti nelle sue ag-giunte all'Cghelli

6. Benf.nato. Nella leltera, che il pon-lefiee Agatone contro a’ Moneteliti indi-risse del 680 a Coslanlino iinperatore ead Kraclio e Tiberio Augusli, leltera re-gistrata ncIPatto quarto del Concilio Co-sta ntinopolitano , sesto Ecumenico , so-scrissero col patriarca Aquilejese rdeunidei suoi suffraganei; tra le allre vi hannole due soscrizioni seguenti :

Ursinus S. E. Cenetensis.

ßenenatus A. E. Opitergensis.

II De Rossi impugnö la soscrizione delvescovo Cenedese, dell’Opitergino non giä.Ma il Mansi ed il Sigonio approvano Punae 1 aitra. Accogliaino il vescovo Benenatoconeesso dal De Rossi medesimo ad Oder-zo , ed affermiamo dopo la devastazionedi Gromoaldo aver snssislito la sede epi-scopale. Tranne P aecennala soscrizionepero, non v'ha allra memoria di codestovescovo Opitergino .

7. Thevisano. La memoria di ijuesto ve-seovo appoggiasi ad un docuinento ove sinarrano le dissensioni tra Valenlino ve-scono di Ceneda e Giovanni conle dellamedesima eitlä e si melle pur fine allalile nel real palaz/.o di Liulprando inOderzo . inlervcnendo cgli stesso: presen-tibus, e scrifto nel docuinento, vivis D.1). Rege Liulprando dignissimo, Calistopatriarca Jfcpiüejensi sanctissimo, Ludoti-co duca. Cariutlm: serenissimo, Trevisanoepiscopo civitatis, testibus et atiis. V’e chidiee lälso il docuinento e tratlo in malafeile a formai - parte dell’anlieo Slaluto diCeneda ; v'c ehiammetle il docuinento, edafferma Trevisano o Trevisio esser ve-scovo della eitlä di Trcvigi. Ad aceogliereintcrpolato forse, il doeiunenlo, e a rieo-noscerc in Trevisano il vescovo di Oder-zo , ne conforla l’aulorilä dei inigliori.

Qui ha (ine la Serie dei veseovi opiler-gini, o ahneno. dopo qucsfepoca non iscon-