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tore crede Irovarsi lmige assäi dalla ciltä
c fra i piii sdvosi siti de’colli.
Molta fu l'accorlczza con eui seppe pro-liltare e dcl (iunie ehe lambiva il giar-dino e (lei magnifici leinpj del Santo cdi Santa Giustina ehe Io prospellano dalontano. Quivi allegrano pure Io sguardoe l'animo pagode cinesi, tcmpielli greci,leggieri ponti, celle rabescale dai segnicabalistici degli anlichi alcliimisti, cd unpiccolo circo di equilazione, e spazioseserre calde ove procurale con larglii di-spendj conservansi j)iante forestiere, fracui distingnesi una raccolla di pahne.
Loggia del Consiglio. — Elegante edi-flcio che forma il principale ornanienlodella piaz/.a de’ Signori. Fu principialonel 1493 sul modello di Annibale Hassa-no: nel 1323 si costrusscro le scale e leporte interne dall’ architctto Hiagio Fer-rarese: nel 1526 ebbe intern eompimen-to; nel 1545 venne coperlo di piombo.La sala snperiore serviva un lenipo a ra-dunani il consiglio della ciltä; ora e dinessun uso.
Macello pubblico. — Grandiosa moleerella sul disegno dell’architetlo Japelli.Lodatissiino n’e 1’ inlerno corlile circola-re, di cui una melä c ad inlereolonnj do-rici fonnanti un portico sotto il quäle simacellano i bovi; l’altra, e niula niura-glia con bugne.
Palazzo c Coric del Capitanio. — Nelsitu ove ora sorge queslo palazzo alza-vasi un tempo la reggia de' principi daGarrara, della quäle rimangono ancoraalcuni inlereolonnj, e parle della torrcportanle il pubblico orologio die vedesisulla piazza dei Signori.
Quest’ orologio, oltre le orc, addita igiorni del niese, il corso del sole per Iozodiaco e le fasi lunari. Volgarmenle cre-desi ne sia stato autorc Jacoiio Dondi; madalle piü avveratc cronache patrie risultainvece che. fu cominciato nel 1428 da unmaeslro Novello e compiulo poco dopoda maeslro Giovanni Galderajo. Ilovinalo tnel 1530 fu limesso con lutti i giri dcl Ieielo da Jacopo da Venezia; ebbe altroristauro nel 1616 da Aloise Gorradino. edi nuovo fu risarcilo l’anilo 1838.
La sottoposta grandiosa porta, quasiloggiata ad arc.o di Irionfu , e celebrafearehitellnra del Falconctlo che vi lascioserillo il iiomc c I' anno 1552. Eutrandoper quesl’arco nella cosi della Corte delCapitanio, si trova subito a inano sinislra,una Ioggia , la cui architettura e atlri-buita pur essa alEalconelto. Progredendo
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verso la pubblica biblioteca s’inconlralaseala principale adorna di colonne joni-che, comoda , nobile e di bell’ effelto. ßallribuila a Vincenzo Dotto : il Fossatila pubblico iinece tra le fabbriche ineditedcl Palladio, sebbene costrulta nel 1607.
Palazzo municipale. Prospelta da duelali la piazza del le Erbe. La parte com-piula della facciala e di pietra istrianacd e scompartita in due ordini. L’inferiorerustico a bugne liscie e sodainente for-mato da robusti piedrilli reggenti arealesuile quali s’ inalzano pilastri dorici. ßignoto I' architctto di questa fabbrica.Sopra il piedritlo in faccia alla seala cheguida al salone vedesi una stalua dellaGiustizia seduta fra due leoni. Fu scoi-pita da Tiziano Wiccio Fanno 1552. Ovela facciala si volta ad angolo scorgesi lostemma del podesla Marco Antonio Con-tarini, liancheggiato da due leggiadrissimeslalue allrilmite ancli’ esse al detto Ti-ziano Miccio.
II corlile attinente a ejuesto palazzo especialmenle osservabile s'r nel suo pro-spelto e si nelF inlerno. Il Temanza edall ri lo altribuiscono al Falconetto.
Una elegante e ben lavorata porla do-rica melte nella sala verde situata nelpiano snperiore dove sono opere di Do-menico Campagnola, Pietro Damini e DarioVarotari . Vicino a questa sala v’ ha unoratorio privato che serve ad uso delmunicipio : sull’ allare vedesi una tavoladel Campagnola.
Dalla sala verde si passa nclle stanzedel podestä, dccorate da due bei dipiutidel Padovanino . Vicne in seguito l’archi-vio civico, ristaurato di fresco , ove con-servasi Ire eodiei preziosi. L’ uno dettoEeceliniano porla 1 anno 1276 ed e riccodi vecchi statuti; I’ altro Carrarese e del1362 e racchiude le leggi penali, civilie finauziaric di quella dominazione; illerzo, didto Codice rilormato, e lo Statutedato dalla repubblica vcnela nel 1420alla ciltä di Padova .
Uscendo di qua Irovasi a deslra iliuagnilic .0 Salone o Sala della Ratjione,da tutli reputato il pii'i grande del mondo.La sua maggiore lunghezza i; di melri8t. 52, la largbezza 2,7. 16: l’altezza dalpavimento alla imposla degli archi 12. 15;da questa al somuio vertice del coiierto14. 93 e lutta l'altczza esterna 35. 38.
La piaola di questa fabbrica e di fi-gura romboidale ; e la sala, ad una solavölta ad arco acuto, senza sostegno nes-suno, vicne sostenula da völte poggiate