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[Volume primo. Parte seconda.]
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una. per esempio, volle siavesse Pannoniensevenlä dell’ arte greea, un'altra i fanta-slici capricci cd i mille trafori deH'araI»nmesdiita, una ler/a le auslere linee ra-l)escate dai niislrriosi segni dell' anlicoKgilto; alcuna riconla l’elrusca semplici-t;i; alrun’allra le esili eleganze delle ca-mere poinpejanc: quäle i liniidi sforzi delgentile quailrocento, un’ullima inline gliimaginosi Irasinodameuli del baroeco.Quasi a dire, la sloria deU'ornalo serillai nella piii eflicaee delle favclle solle pa-reli di poclie slanze !

Tulli i manui de"p>avimenli, tulti quelliehe impellicciano L emiciclo ove sla ilbnnco, e gli allri ehe fonnano gli slabilii tavolieri sparsi pel cuffe, si trassero dagli1 seavi ehe il Pedroeehi l'eee eseguire nel; sito o\e adesso si sehiude la sua ampia( ghiaeeiaja.

Da presso, e quasi a conipimento diI questo prezioso edilicio, sorge altra fab-t brica ehe il Pedroeehi volle deslinala adi offelleria ed a gabinetlo di lellura.*Anchej quesla si alzo e.on la sesla del sullodato1 Japelli, l’ acuta mente del quäle, essendoj il sito irregolare ed angusto, s’ aecorse

■ ehe solo un'arehiteltura capriceiosa, fan-

; tastica, valeva a eio, quella del medio: evo; e dde pure ehe uno stile rolto e

frastaglialo avrebbe col confronlo tnira-bilmenle conti imiito a remlerc piu gran-

■ diose le masse dell’ edificio principale aeui egli conscrvö lulle le sue eure. Ognu-no che delle arti si conosca scorgc in(piesta ornata coslruzione un ripiego; ma

I poelii ripieghi architelton ei appariscono1 certo com’esso ingegnosi e accortanicnteleggiadri Fra lulle le transizioni del si-slema ad arco aeuto egli trovo piii con-venienle al suo caso quello ehe pralicossiin Inghillerra ai tempi della regina Kli-sabetla. Inspirossi quindi nelleardite molidi Cambridge e di Windsor, e senza ser-vililä d’imilazione seppe riprodurne ilgentile effelto.

Gase private. — Awisiamo far menzio-ne di quelle sole ehe all’estenio presen-lano areliilellure o fresclii prege\oli, eometliamo d' accennare agli oggelti dialle ehe stamm nel le stanze di alcunafra esse, perelie, tranne qualehe raro di-pinto, non polrenimo indieare ninna diquelle nmnerose collezioni di quadi'i cheAeramcnle merilano il nome di galleric.

11 palazzo Arenberg cra un (cmpo deleelebre Marco Mantova Benavides , il qnalel’avea decorato con un museo d’antichilä,e con inolti ornauienti di pittura, scul-

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Iura ed areliiteltura. Una piceola porzionedi questo museo conservasi aiicora nelgabinetlo ardieologieo della Universita ;ma nel palazzo. ad attestare la primieramagnificenza piu non riinangono che glioggetti seguenli. Da una parle cdnll'al-Ira dell’ ingresso veggonsi 1 ntla\in dueallegoriclic (igure a fresco del Gualtieri,diseepolo di 'l’izinno.

Mel fortilo, a deslra, sorge una statuacolossale d’Kreole , alla piedi, operadel liorentino Barloiomeo Aminanati. Inl'omlo allo slesso corlile s’ apre un por-lone magnilieo, foggiato a guisa di areoIrionfaic, che da ingresso al giardino.

Poco hinge dal la eliiesa degli Kremila-ni e posla la casa Caotorla, la qnale conla lacciata guarda il liumieello che seorresotto il ponle detlo della Slua. K fabhri-ehe!la graziosa eon un corlile rettangolo,ornalo ne’ due lati inaggiori a jiian ter-reno da colonne doriclie senza base, reg-genti una cornice areliilravala.

ü secondo ordine poi, ehe forma duevaglic loggic, e ornato da colonne joni-die messe su piedistallo sulle quali ri-corre un sopra-ornato.

L’ elegante palazzo Duttori, sulla Levadel Santo, venne eretto nel 1775 sopradisegno del conte Andrea Zorzi.

II palazzo Giustiniani, al Santo , era La-bitazione del eelebre I.uigi Cornaro, dieil volle Crettö eöl disegnö dell’aiiiieo suoGiovanni Maria Falconetto .

Di cosi ricco edificio piu non riman-gono ehe due parti; a deslra un piccolocasino che servi\a ai Iralteninienli mu-sieali: in foiulo al cortile una loggia.

La casa Sjieedii. ora del professore Ci-eogna, appartenoa alla famiglia Rassaun.Merita d’essere osservata, non perdie cre-duta dal volgo abilazione di Tito Livio ,ma perdie moslra ricordalo eon qualehegrazia lo slile d’ ardiitellare ile'f.omliar-ib'. Una volla andaAa ornata dentio efuori da marmi, lapidi antidie, busli ebasso-rilievi fattivi eolloeare da Alessau-di'o Bassano nel principio del secolo W I,ed ora Irasportali ndle logge del salonca decorare il museo della cilla!

Presso i nobili signori 'Breves ainmirasiun giardino, invenzione leggiadra del piuvolle lodalo Japelli, il quäle non iscon-fortato ne dall angustia del luogo, ne dalsinislro effelto die pote.i Aonirgli daIlofubbridie circoslanli, seppe st industre- *mente oombinare i movinienti del terre-no alle piu litte macdiio d’alberi, e que-ste a grotte ed a roeeie, che lo spetta-