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dipinle da Giotto ; ma il Selvatico opinadie diverse dalle presenti fossero Ie pit-lure di Giotto , tanto piu che furono ri-slorato nel 1008, jioi liel 1744 e final-mente nel 1762.
Essendo quesla gran sala parallela al-1' equalore, negli equinozj i raggi del solenaseente enlravano, prima che fosse al-zato il palazzo pretorio, per le tinestredell’ ultimo ordine a levanle, e trapas-savano per quelle di pnnenle; e nei sol-slizj entrandopci fori estremi di tramon-tana o di mezzoggiorno, corrispondono aisegni zodiacali in cui trovasi il sole aque’ tempi nel eielo.
Fu osservato ancora che il sole in ogniniese al suo nascere ferisce quel segnodello zndiaco qui dipinto, che corrispon-de al celeste.
Fe logge constano di 16 archi disugualiper cadauno dei lati del salone. Sopra lequattro porte vi sono altrettanli busti abasso rilievo ehe rappresentano Tito Li-vio, il teologo frate Alberto Eremilano ,Paolo Giureconsulto e Pietro d’ Abano . 1chiaro-scuri che li cireondano sono dolCampagnola.
Queste logge sono ora destinate a mu-seo il’anlichita.
Piazze. Sei sono le principali, ma lapiu ampia e la piu interessante e quelladolle Statue, volgarmente Prato della Fal-te. Abbraccia quesla poco mono di 23eampi padovani, corrispondenti a me-tri 88,826.
A’ tempi romani esisteva quivi un tea-tro detto il ZairOj di cui aleuni avanzipossono ancora discernersi nel liumequando gli vien tolta 1’ acqua.
Nel seeolo Xlll furono in questa piazzadale alcune rappresentazioni religiöse, leprime che fossero introdolte nel cristia-nesimo. Nel 1276 la cittä decreto un’an-nua corsa di barberi il 12 giugno a com-mernorare la liberazionc di Padova dallatirannide di Eccelino.
Simili corse si rinnovano ancora ognianno e sono gradevolissimo spettacoloche vi chiama frequenza di popolo e inoltiforesiieri. Ma con tutto che questo sitoservisse nella state ai pubblici tratteni-liionti, pure gran parte dell’ anno, e spe-cialmente nel verno presentavasi malsanapalude.
Verso il finire del lo scorso seeolo ven-ne ad Andrea Memmo , provvedilore diSan Marco, il pensiero di ordinarlo inguisa che diventasse uno de’ piü belli epiu comodi passeggi pubblici. Rialzato il
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fondo vi fece sorgere nel mezzo un’ a*mena isolelta longa piedi 528, larga 524.La circondo di un canalc largo 36, le cuisponde si alzano dal fondo murale sinoal piano, e portano lungo tutto il dop-pio giro un basso muricciolo che servead un tempo di riparo e di scdile. Sopradi questo stanno disposli 78 piedislalli,quadrati alle intestature dei ponli, e ro-tondi tutto allo inlorno , i quaü sorreg-gono altreltanle slatue d’ uomini illuslripadovani e stranieri.
Nell’ interno s’ incontrano a quando aquando sedili, in mezzo ai quali s’alzanopiedistalli su cui furono collocali vasi dipietra calcare copiati con diligenza daimigliori escmplari antichi.
11 disegno di cosi graudiosa opera edovuto all’ abate Domenico Gerato alloraprofessore d’architettura nella Universitä che s’ ebbe per esso gli elogi del Mi-lizia.
Le altre cinque piazze si addimandanodelle Erbe , dei Frutti o del Peronio, deiSignori , delle Biade e dei Noli.
Ponti. Oltre 1' anfitealro che alzavasidov’ e ora la piazza delle Slatue , un al-tro genere di edificj vanla Padova perti-nente a’ secoli romani, e preeisamenle aquello di Auguslo: vogliam dire i qual-tro ponli antiehi che, ancora ben con-nessi e Saldi , uniscono le opposte spondedel Brenta .
11 primo il ponle Molino, cosi chia-mato pei molti molini che presso di essofurono coslrntti nel medio evo. La sualunghezza e di metri 50,40, la larghezzadi metri 9,20: il suo arco maggiore hala corda di metri 11,47, la freecia di 3,40:la grossezza de’piloni b di metri 1,73.
Il secondo e il ponte Allinate, cosidetto perche accenna alla via Eniilia Al-tinate che appunto metteva ad Allino.
E lungo metri 38,94, largo 7,77; ha nie-tri 12,30 di corda, 5,30 di freceia ncH’ar-co maggiore, e piloni grossi metri 2,30.
Il terzo e quello di San I.orenzo, cheprese il nome da una chiesa parrocchia-le, oggidi ridotta ad uso di private abi-tazioni. Questo e lungo metri 43,22, lar-go metri 8,80, con piloni grossi metri 1,44,e con l’arco maggiore avente metri 14,95di corda, e 4,27 di freccia.
L’ultimo e il ponte Corbo, il quäle apri-va la via conducentc alla volta di Adria .La sua lunghezza e di metri 50,08, lalarghezza di 5,53: ha metri 11,00 di cor-da e 3,25 di freccia nell’ arco maggioreed e sorretto da piloni grossi metri 1,57,