PAÜ
11 ponte Molino ha cinque archi, glialtri soltanlo tre: e perö da osservarsi,che il ponte Corbo e talmente confor-inato, che il suo arco maggiore tiene allasinislra, tholla alla citta, due altri archigradatamentc minori, e alla deslra e so-stenuto da una grossissima sostruzione dima'toni, ein: fa le veci de’due archi mi-nori, » he dovrehbero corrispondere aquelli della sna sinistra. Ben consideran-doli e raffrontandoli assieme, sembra chequesti ponli non sieno slali eretli tultinell’epoca slessa.
Il piti hello e il meglio costrulto is<|iiello di San Lorenzo posto nel mezzodella citta.
Ol tre questi, osservabili per la loro an-tiehitä, merita pur ricordanza il ponte diferro e per le svelte sue proporzioni eper essere stato il primo di simil genereche siasi costrulto in llalia. Tu contpiiilonel 1829 a spese del comune, sul dise-gno del colonnello Anton Claudio Ga-laleo.
Sepolcro dello di Anlenore. — Nel 1274scavandosi da presso all’ ospcdalc dellaCasa di Dio, fu rinvennto a canto a due\asi di monete d’ oro d’un valore eon-siderevole un'arca di piombo entro adun'altra di cipresso, la quäle conteneva ilcadaver»; di un soldato avente al fiancouna spada sopra cui erano incisi barbari\ersi latini, ela quäle fu donata ad Al-berto Scaligero nel 1354 quando tenevail governo di Padova a nonie del fratelloMaslino.
Tanto bastö perclie certo Lovalo, no-bile padovano, Io proclaniassc per il corpodi Antrnorc, cd cccitasse i conciltadiniad onorarc in convcuientc maniera le ce-neri illuslri.
Gli an/.iani cd il consiglio della cittadecrelarono feste sontuose a qucl poverocadavere e gli alzarono un sepolcro perque tempi magnitico, il quäle vedesi an-cora inlisso nelle antiche muraglie dellademolila ehiesa di San Lorenzo. L’ iscri-/. onc che \i si legge venne deltata dalloslcsso Lovato.
Pcbbuca istri ziose. — Quel noinc»li cittadolta c benemerita degli studj, con cheda tempi antichissimi e da serittori diogni nazionc fu salulata Padova , nonMaine ineno ne anelie in cpoclie a noipiOi \icine, cd essa pur oggidi non isinen-tisce l’antica fama , ne quell’illustrc no-me demerita , come ne fanno fedc queimolti stabilimenli che in lei fioriscono ede’ rjuali andiamo a dare qualche cenno.
PAD 49t
Unioersitä. li faeendoci dal pifi cospi-cuo e venerando di questi, e la Univer-silä di Pado\a un vasto edilieio, la cuifabbriea cominciata dalla veneta munifi-eenza l’anno 1493, ebbe compimento l’an-no 1352. II portone prineipale e fiancheg-giato da colonne doriche scanalate cdappajate. Come si entri osservasi un bel-lissimo eortile quadrato posto nel mezzodeH’cdificio, a due ordini di colonne, do-rico e jonieo, unito a quattro lati di co-modo porticato nel pian terreno, di unaspaziosa loggia nel superiore, con le jia-reti e le völte fregiate di stemnii dipint iö sculli, od anche di busti dei piü rag-guardevoli uomini d’ogni terra, che quiheil merilarono o del pubblico insegna-meulo o della gelosa preservazione deileseolastiche immunitä. Gl'intelligenti lo at-tribuiscono al Sanso\ino; ma chiunqnene sia l’aulore ä senza contrasto operamirahile per nobillä di earattere, per eon-venienza e correzione di proporzioni. Nelpiano inferiore hannovi Ire scuole e daquesto per un \ano laterale a deslra sipassa in altra parle piü reccnte, ove stail gabinetto di liumismalica ed araldiea,indi quelle di farmacologia e poscia duesale per lezioni. Da questo piano asceu-desi al superiore per due larghe scale,la deslra dolle quali presenta sul ripianoinferiore la slatua di Elena Luerezia Cor-naro Piseopia qui laurealasi in lilosolial’anno 1G84. Sul pianerottolo di questascala scorgesi rimpetto ad essa il bustodel professore Simone Stratico e a destral’antileatro di lisiea sperimentale ereltosul disegno di Giovanni Poleni .
I.a scuola di lisiea fu istituita dai Ve-neti con decrcto dei 27 novembre 1738.Conla iiressoehe mille macchine, fra cui,ollre <juello indispensabili alla istruzione,ve n'hanno heil molte ehe giovano allastoria della scienza , perchc indicano ilsuccessivo pcrfezionauiento de’ suoi stro-mcnli. Un singulare ornamento di questasala si e la vertebra del Galileo donatal’anno 1823 dal doltor Domenico Tiene diVicenza .
11 gabinetto ha un maechinisla stabile,un assistente biennale, ed un assegno an-nuo di austr. lire 1200. Dalla scala checonduee al gabinetto di (isica passando alloggiato, che sovrasla al porticato circon-dante il eortile, trovasi ad occidcnte l’aulamagna capace d’ollre 900 personc e de-stinata alle maggiori solennita dello sludio.Al principio del lato meridionale avvi ilgabinetto di ostctricicij la cui fondazione