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di viti delle meglio stimale, 250 qualiläd’alberi frulliferi de' piü pregiali d’ognipacse e 40 sorta d agrumi; poi prali sla-bili cd arli!ic,ia!i, u:i boseo vecchio conalberi di grau mole ed un allro assai gio-vane. L’orto lia mia dolazione anntia dilire 1050 , ed un reddito annuale in pro-dolli i!i circa lire 2000.
La torre desiinata fin dall' anno 1767ad nso di osservatorio aslronomico ri-corda ancora c la immanitä di Ecceliinoche vi leneva le sanguinose sue carceri,e 1’ uflieio eui serve presen’cmenle , neidue versi scoipili al sommo della porladie vi oonduce, e eile voglionsi del ce-lebre Boscovich:
Qum quomU’.n infvrnas lurvis ducelial ad umbras.
Nunc YenuUun anspiciis pandit ad astra viam.
Ridotla a queila decenza e solidila che \isi vede , fabbricatoyi appresso una comodaahilazione pel professore,fornilatoslodeilemaeehine piü neeessarie, uel 1771 venncaperla alle lezioni aslronomiche. Fra lemaechine dislingucsi un magnilico qua-dranle murale di 8 piedi inglesi con unsestanle dirillessione del celebre Ramsden.
Per le pieeole spese 1’ossenatorio haun assegno annuo di lire 450.
11 gabinello e iaboralono ehimico hauri anliieatro ad uso di scuola capace di160 udilori.
Nel gabinello slanno disposli in ar-madj i preparati chimiei dei Ire regni, e\arie niacchine lisico-chiiniche fra cui sonoa ricordarsi i due gasometri a mercurio delprofessore Melandri cd un appareeehio perla fonnazionc dell’ acqua.
Nel Laboralorio hawi gran nuniero difornelli, fra cui si nolano il eiiindrico de!Gramer, 1' eliitieo del Boerhaavc , quellodi fusione del Margraff, ecc. La scuola efrequenlala da circa 110 sludenti. Per lespese ordinarie ha un assegno annuo dilire 2000.
La biblioteca pubbiica e posta nell’edili-cioche dicesi del Cupitanialo. Goniponesi diuna gran saht, la piü vasta di Padova dopoqueila della Ragione , e di allri luoghiminori. Di lulle le pitlure a freseo cheanticanieule abbellivano la sala ora nonrinianti che un assai guaslo rilrallo delPelrarca Le ligurc colossali d'iinperalorie d’eroi che oggidi si xeggonö e le ial-sero il noihe di Sala dei giganti, dalanodal 1540 e sono per la uiaggior parle diDomenico Ganipagnola.
1 magnilici scaffali di quereia di iNor-
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vegia posti nel cenlro di questa sala e leeleguuti eolonne di legno di Giuda eheli adornano, sono opera iinaginala e eon-dotla dall’olandese Michele Barlens.
La prima fondazione di quesla biblio-leea per uso della universita dala dal 1.“di marzn del 1651, ed era allora nelcollegio dei Gesuili, o\e presentementesla il grande spedale, e solo nel 1750 fuIrasferita nella sala altuale. Conliene circa100,000 voluini, fra cui una eollezione diedizioni cominiane quasi complcla, molleedizioni del qualtrocenlo , e. circa 1400codiei del XIII e XIV secolo, dei qualinon pochi in perganiena. In quesla bi-blioteca si conserva un piccolo qnadrodel padre Felice Ramelli rappresentanlela Vergine col Bambino, minialura va-ghissima per grazia, per morbidezza eper forza di colorilo.
Seminario vescovile. Venne fundalo nel1671 dal veseovo cardinale GregorioBarbarigo , amplialo da suo nipote Gian-francesco, e ridolto alla forma alluale dalveseovo Garlo Rezzonieo, poi papa Gle-mente XIII. Occupa l’edificio una super-lieie di 15,500 melri quadrati o pocopiü, e dividesi in due parti , una dellaSeminario vecchio , 1’ allra Seminarionuovo. j\ella prima alloggiano in cinqueS|)a/.iose sale circa 200 giovani; nella se-conda vi sono da 120 catnere separatepegli alunni, e presso a 50 pei professori11 nuniero medio degli eduoandi e 500circa. I redditi annui dell’ islituto pro-venienti dai beni lasciaiigli dal suo fon-datore, da ailri jiii legati e dalle rendiledel ^oppresso monaslero di S. Biagio alui donale Galla cillä e terre vieine, non-ehe da quelle dell’unilovi collegio Tor-nacense detto del Campion., soinmano alire 50,000, senza le pensioni che paganogli alunni non graziati. II seminario haun gabinetto di lisica ed uno di storianaturale; nia ciö che forma il prineipalesuo pregio c la celebre tipogralia eret-lavi 1’ anno 1684 coli’ enorme dispendiodi 80,000 zecchini veneli prodigati dallaliberalita del B. Gregorio. Ricca dei pon-zoni e delle madri non solo di caratteriitaliani di molle foggie e grandezze, macziandio di pareccbi greei e di tulti glioricnlali, possede quelli |>ure delle allrelingue. Le numerose edizioni da ess.iuscite vanno lodale, se non per eleganzadi tipi, cerlo per correzione e nitidezza,come ne lanno fede il Mabillon , il Mont-faucon e lo Zeno. Nolissime sopra lullesono quelle di Giovanni Manfre e la ri-