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Sopra la della cifia di 3727 ne mori-rono 803, ossia 120 di febbri; 23 di neu-rosi; 146 di sc-od-eseresie; 7 di caehcs-sia ; 432 d’ inliammazioni; 40 dieiuzionieulanee; 0 di morbi oi'ganici; 28 di colera.
Industrie!, c Conwiercio. Le (de dilino e di canape si lavorano nella casadi forza, e da aleuni manifaltori nellacillä; nia sono inferiori a quellt) dellaSvizzera e della Germania .
II lavoro dolle mobilio di nore e d’al-(ri Icgni e quelle die in Padova e eon •dollo ad tina qualclio perfezione, e cheimpiega eon proiillo buon mimero d‘ in-dividui.
Varie sono le fabbriehc ti' acquavile,rosolj ed altri liquori. La concia dellepelli non e grau falle eslesa; rilevanlis-sima invece e la fabbiiea delle candeledi sego, ehe basla a provvederc quasilutla la provincia ; eome di gran lucroe l’allra assai eonosciula delle cordc ar-nioniche di Romanin , le tpiali son Iro-vale lanto superiori in cccellenza a lullele allre, che se ne fa acquislo dai lilar-nionici di Vienna, di Parigi e di Londra .Le csrrozze di Padova godonn a buondrille» molla ripulazione per la elegantelern forma, sempre congiunla alla solidilaed alia possibile leggcrczza.
Aleuni orelici si distinguono per le va-glie suppellctlili d’ argento ehe esconodalle loro oflicine; e aleuni arlisli per glislromenti in ferro, acciajo ed allri nie-(alli, ad uso delle scienze e della mecea-niea ; ed e pur riuomala la fabbi iea dellecampane. Presse la porta di Codalungaavvi una piccola fabbrica di v elri gros-solani.
Colla provincia Padova fa , per cosidire, un connnercio di economia , avve-gnache gli abitanti dei dislrelti acqui-slano uei fondachi di quesla citlä quasilulle le manifatlure di cui hanno bisogno.11 eommercio delle dorrate e dei vini vienfallo niassimanieule eon Venezia . Giöquanto aila esportazione: quanto poi al-1' imporlazioiie quesla consistc in genericoloniali e farmaceutiei, in nianifallure disela, lana e eolone, in eavalli, pelli, peseisalali, tere, olio , eolori, melalli, giojelli,vini forestieri, libri, carla, »lampe e inogni nianiera d’ oggelti tl'arle e di lusso.
Due fiere prineipaü tenevansi in Padova ,della durnta di lö giorni , ehe decorre-vano dal 12 di giugno e dal <5 di ottobre;ltia la scconda eadde quasi m dissuetu-dine. La prima si couserva eon lustro e
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procura alla cillä, essendo anche pros-sima alla stagione delle eure termali, ilconcorso di piii inigliaja di forestieriproveuienti da molte parli, nia spccial-mente da Venezia e dalla Romagna .
1 uiereali poi di maggiorc entitä hannoluogo nel primo sabato e ne! quintode-cimo giorno di ciascun niese; raa servonopiii propriamenle al connnercio col vieiuocontado.
Per P ordinaria direzione degli affariconnnerciaii havvi una Camera di corn-mercio, composla di cinquc membri epresiedula dal delegalo provinciale,
Noiizie storiciie. — firan disparerehavvi intorno alla derivazione della vocePadova , ossia dell' anlica Patariunij eioese essa provenga dal verbo greeo volare(iiiTiT.jz'), [lerche fabbricala dopo essersipresi gli atispicj , vale a dire ab aviatnValuta ; oppure dalla citlä di tal noine nellaPallagonia fra Amastri c I romna, luogliigia abitati tlagli Eneli ; o dalla voce le-desca o celtica bad che signilica bagno,allesa la quantilä delle acque termali chescaluriscono nelle sue vicinanze; o dalleanliche voei padoyr e patis rimasle nel lin-guaggio impolare di l'rancia , la primadelle tpiali signilica pascolare, la secondapaseolo ; oppure fiiialmentc tlal Pudus,eioe tlal fiume Po , giacche, primeggiantloquesla cillä in tulla la regione (raspa-dana e nei vetnsli lempi passando esse(iume vieinissimo a Padova , sembra es-sersi denominata volgarmente Padua etlal eolto linguaggio de’ lalini Pataviuni.Quest' ultima opinione e la piii general-menle aeeeltata.
Che se ne debba poi la foudazione adAnlcnore e tradizione anliehissima , tra-mandalaei, fra gli allri niolli, da Virgilio,da Messala Corvino, da Aurelio Vitlore;ma v' ha clii riliene favolosa codesla ori-gine e assegna invece F etlilieazione diPadova agli Euganei.
Comumpie sia, egli e eerto ehe ue’re-moli secoli fu una delle piii ragguarde-voli cillä della Venezia , di cui ancheriguardavasi come la capitale , avendosempre, al dire ch Slrabone , pronto unesereito a sua difesa e conlando lino aÖOO abitanti dell' ordine equeslrc.
Nell’ anno 708 tli Iloma fu ascrilla alla(ribü Fabia e eonseno il dirillo tü sce-gliere i proprj senatori.
Ben lungi dal lasciarsi soggiogare daiGalli, seppe anzi, come narra Tito Livio ,mandare a vuoto una spedizione di Cleo-nimo re di Sparta, ehe dall'Adriatico ri-