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[Volume primo. Parte seconda.]
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salendo il Brenta poiieva a ruba quellaparte della Venezia ; nia assalito furiosa-mente dai Padovani, dovette in tutla frettarifuggirsene al marc, dope sofferta grandeslrage de’ suoi.

Alarieo net A09, Attila nel 4B2 la di-slrussei'o: e l'u allora die i eitladini, ])ersottrarsi ai Barbari, cercarono asilo nelleisolette dell’ Adrialico e posero le fonda-menla di Venezia .

Teodorico la ristaurd, ma Tolila ro\i-nolla nuovamonte per punirla d’ averparteggiato per Giustiniano . Narscte nel556 ne imprese la rieoslmzione , indiAgilulfo la diede in preda alle flamme.Risorse sotto gli auspiej di Carloinagnonel 776 ; nel 1087 si eresse in repub-blica avendole 1’ imperatore Enrico IVaccordato di governarsi con istituzionimnnicipali.

Enlrö poi nella lega Lombarda e go-delte i vantaggi della pace di Costanza.Nel 1174 im lerribile incendio consumd isnoi migliori cditizj , ma poscia tornd afiorire per modo (die gli abitanli de’ vi-cini paesi ne ambivano la eittadinanza.

Nel 1237 il liranno Herelino , ajulatodai nobili gbibellini (die parleggiaianoper lui, si i cse signore di Padova , (diedeslinava per capitale dei dominj (dieandava acquislando. In segne di (die,entrandovi alla testa delle truppe ale-manne eome \uario imperiale, cunatosi.sul palafreno e alzala la (Eiera, Jiaeid Icporte.

Kccelino oppressc eon insoppoilabilegiogo i Padovani ; fe’ costrnire orribiliprigioni e le riempi di guelli , ne pagodi questo niando a morte snl patibnlo otra' le flaiiime quanti sospetlava a lui nemici. Fece inoltre abbaltere le rase deifuggiaschi , di modo che al eessare deisuo doininio piii della meiä dei palazzierano ridotti uu mncidiio di maeerie.

Randita dal ponleflee Alessandro 1 V lacrociata conlro Eeeclino, Filippo arcive-scovo di Ravenna gridolla primamente inVenezia (1236), asilo de’ fuorusidti pado-vani. Essi ravviiarono la patria repub-blica neli’ esiglio . cd ajutati da buonnimiero di Veneziani . corsero vitloriosifin sotto Padova .

Sulla prima aurora dei 19 giugno die-dero 1’assalto alla porla dei iionte Alti-nate e incendialala entrarouo per essa,mentre per l’opposta dileguava Ansedisiomanutengolo dei liranno. Comperarono iPadovani con sette giorni di saecheggiola liberla, ma loro non dolse di passeg-

PAD

j gero dauno in paragone di tirannideeterna.

Pdeomposlo F online , spalnncarousi leeareori e n’ useirono veeclii agouizzanti,malronc illustri , \ergini allialte per lesofferle lorlure, tnrbe di faneiulli aee.ie-cali, ciirali, mulilaii in guise aneora piubarbare. Accainpava solle rive dei Mincio,allorcbe la piii importante delle sue cittäseppe Eeeclino perduta. Dissinuild con-tando undiciinila pado\ani nel proprioesercito, ma, levato il campo di notte ,mareiö eon tanla diligenza a Verona , dievi ginnse col primo sole. Ivi eon sottileartilieio disarmö i Padovani, indusse gliuni a farsi carnefici degli aitri, siechedi quella gioventü florentissiina dugentoappena scamparono la vita.

Pochi giorni dopo il liranno prese laiia di Padova divisando assediarla, maI’ arrestarono I’ ampie fosse a notevoledislanza dalla cittä di recenle scavale cgli argini gremili di soldalesche. Fece lemoslrc d’ assalire sperando metter paura.Delnso rilrasse F esercito e Io sbandi),

Morto Ire anui appresso Eeeclino pri-gione de' Lombardi e eadnla pereid larasa da Romano, respirarono i popolinella marca Irivigiana e nella (.omliardiadai mali dclFopprcssione e della guerra.Padova rilornd in is])lendore i suoi sind]eonferendonc la reggenza allo spagnuoloAnsaldo ; anqilid le manifatlure di lanada remotissimi tempi lamose; si resc sud-dila Bassano , obbiigö i marchesi d’Eslead cssere in q gnisa suoi vassalli,

edilico il tempio di S. Antonio; intervenuomedialriee tra i guelli cd i gbibellini diVicenza e dalole nuovo podeslä Fordinericoinposc : indarno pero, die i fuoruseitighibdlini spalleggiati segretainenle dalvicino Sealigero di tempo in tempo vi ri-destarono suhuglio e terrore , ond’ ellaspontaueamente diessi alla repubblica pa-doiana che ad assumere la signoria in-vid col carroecio il suo podesla.

Ma la pace non duro lunga pezza, poi-ehe trucidato prodiloriamente Mastino edeletto dai Vcronesi a eapitano suo fra-tello Alberto, essendosi il vescovo di Tren-to sottomesso iusieme al suo popolo allarepubblica padovana, questa doiette im-pegnarsi in una guerra cogli Scaligeriche durd due anni al termine dei qualisi deposero le armi, fermo. per vieende-volc aeeordo delle due ciltä ri\aii, fossedctnolifa la rocca di Cologua : condizioncrimasla poscia inadempita.

Intanto Padova erasi aceostumata a il-