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[Volume primo. Parte seconda.]
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corso di queslo liume subi in \arie epo-ehe nolevoli cangiamenli. Le deviazioni»•ui soggiarque sono in parte da attri-buirsi a nalurali cataslrofi, in parte al-1’ artifizio degli uomini. Quanto alle pri-meopinano i natnralisli ehe anleriormenleal sccolo quarlo o sesln dell’ era noslrail Piave scorressc dall’esl al sud, ma diesfasciatosi un nionte esse si aprisse la viaalluale dall’est all' ovesl. Diseordi peraltro eome sono gli sloriei nell’individuareil nionte da eui derivarono tali ruine, ilprofessore Catullo tenld, »■oll’ appoggiodelle osservazioni, di persuaderg die dalsolo Sochero, e non eome aitri asserisconodai monli di Pine e Gavallo, seese lanioltiüidine di maeerie die lurd I’ alveoprimitivo del (iume. In fra le all re ra-gioni da lui addotle avviquesla, die ovesi voglia altrihuire agli sfaldamcnli delPine la deviazione del Piave , il (iumecontinuerebbe a »’orrere per l’antiea suaslrada lino a Santa Groce , dove ineon-trandosi nelle rovine di quel nionte , ri-lluireblie indielro, ed allaglierebbe eonle sue a»'que lulle le Campagne siluatein quelle spazio del eanale die divide ilnionte Sochero dal villaggio di SantaGroce (V. Zooloyia fossile, pagina ISO eseguenti).

.Rispello poi ai niutaineiiti inlrodoltind corso del Piave per opera e eomoditädegli uomini, notemno die fino ailn nielädel secolo XVII, queslo liunie, dope avereosteggiato il bosco del Monlello, giuntoa S. Dona rivolgevasi al sud, e. prose-guendo verso Jesolo , sboeeava la vieinonel mare Adrialico, per quella foc.e dieeonserva aneora un tal noine. Ma la rag-guardevole quantitä delle searieate sab-liie, che indi scendevano dilungandosi apregiudizio dei sotlostanli porli e dellaiagana, indnsse il governo veneziano,verso il 1655, a inlraprendere il disalveaniento del (iume verso il nord , condu-cendolo a nielter foee pel porto di SantaMargherita, non lungi da Caorle. Vero eehe duravasi troppo grande fatica a con-tenere tanta massa di aeque sopra unlungo letto orizzontale, poslo c.osi pressoalla spiaggia; e gli spessi squareiaiiientieon che la ridondante piena proeuravasinuovi varchi, esigetlero per niolli annidispendiosi ripari. Fu dopo il 1703, dieavvenula una gran rotta al sito dellaLandrona, suggeri il celebre Montanaridi laseiarla aperta e far si che per essal’intero (iume si scaricasse pei vieinoporlo di Cortellazzo. Tale proposiziono fu

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niaudata ad effello, ed A ipiesla iufalti lavia tenuta, eome dieeiiinio, oggigiorno dalPiave per gelfarsi nell' Adrialico.

Poche aeque dauno origine al Piavenelle Alpi Gadorino; 111 a in seguito lantiliunii e torrenti v’influiseono, che diventaben preslo fonnidabile. liiceve da Sapadae dal Goineiiro il Kui negro cd il Cor-devole minore, poi un altro torrente detloPin di S Pietro; poi 1' Ansiei »die nascenei monli di Misurina, e nppresso questoil Rin di Rozzo, eosi detlo dal paese pereui passa. Sulla sinislra il Piave accoglieIre aitri liunii, 1’ultimo dei quali, Lagona,serve eome di serraglia per ritenere illegnaine di mercanzia. Pitt sotto vi sboc-cano il Noneello ed il Boile; nel progressos’ingrossa delle aequo del Rivalgo, del To-vanella, del Rissa e del Vaionl; poi v’in-fliiisce il Mae, che proviene dal Zoldiano,e non dall’ Agordino, eome diee Zendrini.11 Desedan, la Gallina , il Rai e 1’ Ardovi si nniseono prima che il (iume lauibiscail foiulo su eui e fabbrieala Belluno . I 11 -feriormenle a ipiesla eittä si congiungonoal Piave le aeque di S. Feliee, 1’ Ardo diMel ed il tiordevole maggiore. Sotto Fei-lte vi mettono foee il Sona, il Tegorzo,il llosper, il Corogna, e varj aitri torrentie liumicelli »die diseendono da alture delterrilorio trivigiano. L’ Ansiei , il Boiteed il Fordevole, lulli seorrenti fra 111011 -t agile, sono di tal indolo che in ispecialmodo Io rendono luinulluoso e difficil-mente contctiibile in tempo di piena nelleparti sue eslreme ov’e arginato

II Piave passa per la eittä di Belluno ,e nella provincia di queslo nome bagnainoltre i paesi di S. Pietro, di Fampolongo,Vigo, Lozzo, Lorenzago, Domegge, Pievedi Cadore , Perarolo, Ospilalc, Castello ,Longarone, Suerden, Capo di Ponte, Li-mana, Mel, Roncliena, Vas, Quero, Se-gusino: in quella di Treviso fiancheggiai paesi di Pederobba , Vidor, Narvesa ,Cima d’ Olnio, Ponte di Piave, Salgaredae Zenson; in quella di Venezia gli aitridi Noventa di Piave, Fossalta . S. Dona,Musil, Grisolera , ed alcune frazioni dipoca importanza. Al sito detlo la Priula,due miglia sotto di Xarvesa, lo passa lastracla maeslra d Italia mediante grandiosoponte di legno lungo ben metri 480, chevenne nelPultiine guerre inccndiato, indiricostrutto.

L’ intern corso del Piave e di 150 mi-glia geograficlie, cento fra montagne, lerimunenti in pianura La nav igazione peröeon zattere incomincia soltanto a Perarolo