PIE
corso e aperla la granrie slrada di Ger-mania , la quäle per una linea quasi relta,da mez/.ogiorno a seUenlrione, va a rag-giungere il tronco trasversale ehe daBriscen a Klagenftirl rosleggia il Drava ,e melle da una parle per Inspruek a Mo-naco, dall’altra per Bruck a Vienna .
La slrada radorina e porziune apertadi recenle, non mcno ufile, ne mono inmolle sue parli sorprendenle, ina solomen Iodata e men nola, di quella lanlocelebre del Scmpiune. ln visla di eid e aeoin|)lemenli> del ridelio articolo sul Ca-dohe, noi ei faecianin a descriverla.
Partendo da Longaronu passa per CastelLavazzn, che vuolsi l’anlieo Pago de’La-hacli, gia stazione fronliera dei Romanidel quäle Irovossi una lapida che risaleai tempi di Aerone, riferita dal Filiasi,e dove nel 17(Fr lo seoscendiniento di unvicino rnonle arreed gravissimi danni. At-Iraversa indi il horgo di Termine, eon-fine appunto del Gadore, e presso Ospi-lale moslra la superba caduta di un tor-renle che si scariea nel Piave.
Giunge indi a Perarolo, al eonfluentedel Boile nel Piave, il quäle a questo silocomineia a farsi navigabile. Allraversatoil Boile, la slrada innalzasi spiralmentee girando inlorno al rnonle Zueco passaper Valle , lasriala l’anlica direzionO, piübreve ma su men fido terreno. Varealapoi una slrelia gola, ehe seinbrav a ne-gare il passo all’inlulto, raggiunge il vil-laggio di Sollo Caslcllo, dopo avere su-perale le maggiori diffieolla eon ehe l’arleavesse mai a eonibattere, e dispiegala ognimaniera di alpeslri bellezze. Poco lnngie Pieve di Cadore , donde una buona slradasccondaria conduee ad Aurdnzo. Ma pro-seguendo, dopo Pieve si allarga la valle,stendendosi (ino a S. Martino ed offrendoesempio di ferlililä non comune in re-gioni eosi elevate; poi, continuando lun-go il Boile, giunge al' pittoreseo villaggiodi Vallcssina, donde corre lo sguardo sulleeime dell’ eccelso Antelao , rnonle formi-tlabile per non rari scosccndimenti, ilquäle obre Vanas si cosleggia per lungotrallo, attraversando i villaggi di Vodo,Canzia e Borca. Poco lunge dall’ ultimodi quesli, sulla opposla riva del lorrenleesislevano ancora non sono molli anniTaolen e Marziana , sepolli in un puntosollo le rovine di porzione delF Antelao(V.) Finalmente, passalo San Vilo, incon-trasi la fronliera d’Ilalia, vicino al ee-lebre castello dello la Corlina d’ Am-pezzo.
PIE B58
O'lre la slrada della quäle abbianio fa-vellalo, ch’e di grau lunga la piü nolc-vole, allro ingresso ha il ( adore per lavalle del Gorzio, e non poche vie d’in-lerna comunicazionc, anelie ragguardcvo-lissime.di r.eeente coslrutle eon assai la.rgaspesa.
A circa 2 niiglin di distanza da Pieredi Cadore, fra il torrcnle Molina e illimne Piave, nel luogo dello Lagole (co-inune di Calalzo ) , esce, drille collineglnajose che sono alla radice delle Alpi ,una copiosa sorgcnte d’acqua limpidissi-ma, ma cosi strabocchevolniente pregna dicarbonalo calcario, che allaccandosi ailegni o alle foglie che \i si getlano , oper avvenlura \i eadono, gl’ invesle e gliingrossa lalmenle, che li fa comparire co-me impietrili.
Quest’acqua, che al variare della lem-peralura almosferica, mantiensi sempreeguale, e slata in parle raccolta denlroun acquedollo per comodo di un niolino ;e tal e la copia del lofo (probabiimenleformalo dal delto carbonalo calcario) chein quella doceia si depone eh’ e duopo aquando a quando rimuovcrlo acciocchenon rimanga oslruila.
L’acqua poi, esposla per qualche giornoall’ aria in un bieehiere, si copre di unapellieola ealcaria, come l’acqua di oalce.
1 pesci che a forza si vollero inlrodurrenclla sorgente frcdda di Lagole vi perironopoco dopo; e convien credere che nem-meno i leslacei fluviatili possano \i\erein quesl’acqua , poiche non fu mai sco-perta veruna spoglia di animali molluschine ai margini della corrcnlc, ne denlroal caleare che dal la medesima viene pre-cipitato. Credesi perö che l’acqua calca-rilera ili Lagole torni men nociva ai pe-sci di mano in mano che si allonlanadalla sua sorgenle; poiche alquanli passisopra il punto ov’essa congiuugesi al Mo-lina furono veduli guizzaivi parccchi iu-dividui del Coitus (jobio, segno manifesloche in quel silo avea perdulo la inaggiorparle del sale terroso, nonclie la noce-vole sua influenza sui pesci abitalori delleacque dolci.
Le concrezioni che si trovano sul fondoda essa irrigalo si profondano per benquatlro piedi al disotlo del suolo, e sieslendono Uno alle radici dei colli lap-pe/.zaiulone anche gli anlri o le pimdecavila circostanli. In alcuni luoghi dellavalle veggonsi sporgere dal fondo grossicumuli di gesso lalvolta incroslati di to-fo, la eui presenza nulla olfre che possa