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sorprendere, perciocche non sono che ap-pendici delle grandi eminenze gessose,tanto frequenti nel Cadorino.
11 lofo di Lagole e di colore ora bian-co-gialliccio, ora cinereo; ha la lessituracompaUa, (alvolta stratiforme , accostan-tesi alla coinpage delle slalaginiti, senzaessere pellaeido; ed e poi duro cpianlobasta per servire come pietra da fabbrica.Uontiene spesso avanzi di piante cosi beneespressi, che facilniente si rieonosconoanche dai piii inesperli per impressionidi foglie di faggio e di belula, alberi (dievegelano rigogliosi sn quelle inonlagnc.
PIEVE m CADORE (CoML'NF.). Comprendeleseguenti frazioni: Nebbiü, Pozzale, SottoCaslello, Tai eon Visnä e Danios.
Popolazione 3193.
Estimo, iire 19.199. 79.
Forma una sola parroechia, in consor-zio eon quella di Calalzo .
Pieve di Cadore , capoluogo di dislrelloe di coimine, sta sopra un coile nel een-tro del terrilorio cadorino e press« lariva deslra del Piave, 18 miglia a boreada Belluno , 4 a sriroeco dal eonfine li-rolese e 4 a ponente da quello della pro-vineia di Udine . Longiludine 12" 17% la-titudine 46” 25’.
Questoborgo, piccolo ina di lieloaspclto,e cireondato da allri colli lulli collivaüe verdeggianti, assai dcliziosi nella buonastagione e i quali offrono graziöse pro-spellivc. 11a uua bella piazza adorna dibunni e bene archilettati edilizj, tra’qualie da nolare il ico palazzo. Elegantee la sua cliiesa arcidiaconale, ehe patinel troppo grave ristauro la perdita dialcuni dipinti Tizianesehi e eelcbre ilsanluario del Crocelisso: allra cliiesa avvipure intilolata agli Angeli Cuslodi.
Un lempo era difeso da forte e beicaslello edilicalo sopra una rupe vicina,ma piü non ne rimangono che le vesti--gia, essemio slato distrullo ai di nostri,dopo che i Franeesi aveano gia comin-ciato a demolirlo nel 1797, in seguilo aduna vittoria quivi riportata sopra gli Au-striari.
Fn patria di niollc illustri fainiglie,che poi (rapiantaronsi a Venezia , a Tre-viso, a Belluno ; ma sopratullo \antasid’aver dato i nalali nel 1486 a TizianoVecellio primario eaposcuola de’ venetipitlori. Di lui parlando, non concordanoi critici quanto al disegno, beuche siacerlo che in varie sue o|iere mostrossianche in queslo eccellente; sono pero una-ninii nel confessare perfetto e non egua-
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gliato da alcuno il suo colorilo. Ha le com-posizioni gravi, nalurali e benissimo ar-nionizzate : conobbe i conlrapposli diazioni e di inembra, ma li serbö alle bat-taglie e ad allri temi a eiö accomodali:
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niuno lo pareggio nel ritrarre l volti ,nello esprimcrc gli . aflelti dcll’animo enel dipinger paesi: fu ollimo in prospel-liva, benche nell’ arcbiteltura adoperassetalvolla la niano altrui: franco e sicuronel inaneggiare il pennello piü negli af-freschi ehe allrove, decadde alquanlo daquella manicra solamenlc nell’etä sua de-crcpila, dipingcndo allora a colpi di pen-nello e unendo ;i falica le linte; nondi-meno anche le ultime sue opere offronomollo da apprendere.
Fra i pitlori tizianesehi noleremo dap-prima i non poehi della stessa agnazioneche nel Cadore e in Belluno (iorirono. Que-sli furono il fralello suo Francesco e Ora-zio suo (iglio che nello Stile gli si acco-slarono assai; ina fece piü onore alla fa-migUa Marco Vecellio , che gli fu nipote,scoiare e indiviso compagno nei viaggi.Figlio a quesl'ulliino visse un altro Ti-ziano , detto Tizinnclln, che dipingeva\crso il principio del seeolo XVli.
Da un altro ramo de’ Vecelli usci unFabrizio di Eilore, che fece un bei qua-dro per la sala del Consiglio di Pieve :quesli ebbe un fratello di noine Cesare,nicglio conosciulo per intagli, che perdipnili. b’ultinio che si ricorda della slirpeVecellia e Tommaso, di cui passano comepregevoli due quadri della chicsä parroc-cliiale di Lozzo.
Scoiare e ajulo di Tiziano era Girula-ino Dante , le cui opere ritoccate dal mae-stro talora imbarazzano i conoscitori. UnDomenico Delle Greche fu impiegato daTiziano ad incidere i suoi disegni e viriesci assai bene, dipinse ancora in Ispa-gna ove ando col niaestro e quivi mori.Un Lorenzino da Venezia , Natalino da Mu-rano, Polidoro \eneziano, Giorgio Silvioseguirono le tracce del eaposcuola; i pri-ini due morirono giovanelti do|io averdato le piü belle speranze : Polidoro di-pinse per pratica e per mesliere: FuUimosi accosto lanto a Tiziano , che puü so-speltarsi cssergli stalo discepolo, Trala-sciando per brevitä il nome di moltissimiallri, ricorderemo in line Irene di Spilim-berejo , ce anch’cssa tizianesca, se non
pel disegno, cerlamente pel colorito.
Tiziano mori in Venezia , collo dalla pc-ste, nell’ela di 99 anni.
Molti documenli preziosi [risguardanli