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[Volume primo. Parte seconda.]
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la vifu di Tiziano e ima raccolla rag-guardevole di carloni e disegni dello stessoeia possedula dalla faniiglia Sarcinelli diCeneda, a cui Tiziano strelto era di parentela. Per la incuria de’ nipoti andöiniscramenle perdula. Allri doeuinenti con-leinporanei, fra’ quali il diploma di onore(iato a Tiziano da Carlo V , custodivansireligiosamenle in Pieve di Cadore nellafaniiglia del dotlor Taddei. Dopo la inorledi quell'nomo ospilale e amoroso dellepatrie storie ignorasi il deslino di siffattidocunienti e d'allri niolli aulografi, sla-lnti, oodiei iinportanlissiini per quella re-gione seltentrioaale d’Italia non inferondaaneh’essa nt; d’uomini ne di falti illustri.

Pieve di Cadore e popolata da circa2000 abitanli, i quali esereitano co’ fo-slieri un’ospitalilä veramente patriarcale.Vi si fa molto commereio di legname; ilterzo lunedi d’ ogni niese vi si lienemercato.

I poveri trovano asilo e lavoro in unapia casa di ricovero: i giovanetti ven-gono islrulti nei primi rudiiuenti a spesedel coinune.

Ilannovi obre a ein, prelura di seeondaelasse, connnissarialo _ " co e ispettoratodistrettualc seolastico.

Notizie stouiciie. — Congellurano al-cuni che ov’e altualmente Pieve di Ca-dore sorgesse ne’ remoti secoli la ciltä diAgonia celebrata dagli anticlii serittori.ContutlooiO diflicilissimo sarebbe il direquäle sia stala la prima nazione che abitoil Cadore e gli diede noiue, tanto sonocommisle e confuse negli antiebi geografile popolazioni alpine, originarie possedi-trici di questi monli. Tarvisiani, Norici,Carni, Tridentini, Vindelici e Caturigi eGatenati (ed anclie Euganei se prestiamfede a Valeriano ) qui debbono avere avutoslanza, promiscuamente od in tempi suc-cessivi. Fornio in epoca posteriore partedel Norico e fn congiunto sotto i Longo-bardi al grande ducato del Friuli , il pri-mo che Alboino fondasse in Italia e Tul-timo che Carlo Magno vi distruggesse, fa-cendolo una delle sette marche. Seguendola sorte del Friuli , fu soggetlo ai patriar-chi aquilejesi fino al 1420, epoca nellaquäle, durando la guerra mossa da Sigi-smondo re d’Ungheria e dal patriarca Lo-dovico 11 ai Veneziani , diedesi al doini-nio della repubblica.

Nel cominciare dell’anno 1508 avendoi Veneziani negato il passo in Italia al-F iniperalore Massimiliano, le armate te-desche cntrarono di viva forza nel Cadore,

V ENETO

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e costrelto ad arrendersi anche il castello,ne fecero prigione il rettore.

Sopraggiunto poscia il generale Barto-lomco AIviano col provveditore Cornaro,veneti ed alemanni azzuffaronsi nella pia-nura di Tai; ma riportata dai primi coin-piuta vittoria , fn pure ceduto il castelloai 4 di marzo. Queslo fatto venne de-scritto con inolla crudizione ed esallezzadi lingua dal eanonico Giuseppe Ciani.

Dappoiehe il Cadore s’era fatto sudditoal venelo governo , aveva avuto specialiprivilegj ed una forma particolare dipolizia : il patrizio residente in Pieve colnome di capitano, lutelava soltanto lasicurezza del paese ma non vi ammini-strava giustizia, imperciocche i Cadorinieleggevano i proprj magistrati, godevanoesenzione da ogni tassa e gabella ( inpremio della fedeltä niostrata al tempodella lega di Cambrai), avevano inlinestatuto proprio e proprio foro.

Cessala la repubblica veneziana ed ag-gregato al regno d’ Italia , dopo effimeremutazioni di reggiinento , fu vice-prefet-tnra del dipartimenlo del Piave, ed unodei dodiei ducati titolari fondati in Italia da Napoleone , conferito al minisfro Cham-P'giy-

PIEVE m ROSA. Frazione del comnnedi Camino, nel dislretto di Codroipo , pro-vincia di Udine .

PIEVE di SACCO. — Vedi Piove.

PIEVE m S. PROSllOCIMO. Frazionedel coinune di Villanova , nel distrettodi Camposampiero , provincia di Padova .

E villaggio siluato in ubertosa pianuratra il Lusore ed il Tergola, affluentinel Brenta .

PIEVE di SOLIGO . Comune del di-stretto di Conegliano , nella provincia diTreviso , diocesi di Ceneda.

Gli e aggregata la frazione detta Pievedi Solighetto.

Popolazione 2955.

Eslimo, lire 36,610. 86.

Forma una sola parrocchia, ha consi-glio coinunale e uffizio proprio.

I cereali, i gelsi, le viti sono ricchiprodotli delI’ aineno e ubertoso suo ter-rilorio.

Pieve di Soligo , capoluogo del comune,sta 7 miglia a libeccio da Ceneda, pressoal torrenle Soligo , aflluente nel Piave,alla sponda siuistra.

Vi si tiene mercato ogni sabato, edaltro piü frequentato e copioso ogni annoai 22 di luglio, festa di Santa Maria Mad-dalcna.

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