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[Volume primo. Parte seconda.]
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era porto del fiume Noncello, dello giäNaone, siccome affermano i piü accredi-tati geograli.

La prima memoria autenlica perö dellaesistenza di Pordenone e della sua dipcn-denza dai duchi del Friuli , trovasi in undiploina del 1’ imperatore Berengario del -1’ 898, che leggesi nella Storia di Padova ,di Sertorio Orsato .

Per guarentirsi dai mali delle polilieheturholenze che funestavano in qucl lempoJ’italia, Pordenone , correndo l’anno 1198,si pose solto la protezinne della repub-blica trivigiana. Se ne sdegnö allamcnleil palriarca d’Aquileja ; laonde nel 1202la cinse <!i forte assedio, fluche disfatto1’ esejcito di 1 ui da’ Trivigiani, fn costrettoa rifuggirsi in Udine .

Non cosi succcdellc nel 1220. nel quälanno il palriarca tolse ai Trivigiani ladetta cittä e dopo averla saccheggiata, ladiede alle flamme. Risorta hen losto dallesue ceneri, verso l’anno 1280 passö, comeaffermano alcnni, sotto i duc.hi d’ Austria ,che le diedero litolo die iltd e repubblicajconcedeltero gli onori della nobillä amolle fra le piu dislinte famiglie e per-misero che si reggesse a norma dei suoiproprj statuti.

Da questi rilevasi la forma di governodi quei tempi e de’ susseguenti sotto laveneziana repubblica. 1 due primi libriavvertono che i duchi d’Austria spedivanoalla reggenza di Pordenone un nobile,cui davano il litolo di capitano e il quälegiurava ad essi fedellä.

Dal consiglio de’ciltadini il capitanosceglieva il podesta, che in uno co’giu-dici amminislrava la giustizia civile;1’ appellazione dalle loro scnlenze facevasipresso il capitano, contro il cui giudiziopotevasi ricorrere in ultima istanza alduca d’Austria .

Due erano in Pordenone i consigli,l’uno detto de’nobili, 1’ allro de’popo-lani : da enlrambi dipendeva l’elezioncde’subalterni uffizj e magistrali, nonchela correzione de’ nuinicipali Statut i. Cosinel secolo XIII.

Dal secondo libro ricavasi poi le mo-dilicazioni inlrodoltevi dal 1’ imperatoreMassimiliano nell’ anno 1498, in qualitad’arciduca d’Austria, a cagione de’conti -nui dissidj tra i due consigli vecchio enuovo,comecostumavasi dire in Pordenone .

Coinandö dunipie Massimiliano che ilcapitano proseguisse nell’antico diritto dieleggere il podesta, scegliendolo per altrodal curpo del consiglio nobile; ch’ esso

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uniiatnenleal capitano nominasse i giudicidella terra ; che le appellazioni si de-volvesscro al capitano , cui fossero daticome assessori due individui eletti dalconsiglio.

Passe poi alla riforma de’ consigli, edannullando i due vecchio e nuovo, necreö uno composto di 18 membri, 10 cioe,nobili e 8 popolani o della comunitä.Preside di cpiesto nuovo consiglio fu di-chiarato il capitano, ovvero il suo vicario,sonza il cui assenso il podestä’non potesseinlimare le adunanze, ne scriver lettereo suggellarle a nome del Comune di Por-denone .

Finahnente prescrisse che il podestadurasse in cariea |iel solo corso di unanno e fosse a vicenda eletto ora dainobili, ora dai popolani.

Tale fu la interna polizia con che go-vernossi Pordenone sotto gli Austriaci finoall'anno 1809, in cui per ispontanea dedi-zione, giurala nelle mani del veneto luo-golenente di Udine , vennc aggregata allarepubblica di Venezia .

11 Senate volendo poscia rinuineraregl’imporlantissimi servigj renduti alla re-pubblica dal celebre generale BartolomeoAlviano, gli donö in feudo nobile la cittädi Pordenone eol suo territorio, e con di-rilto di mero e misto imperio , per se ,eredi e successori legitlimi della sola lineamascolina, salvi perö gli statuti, le con-,sueludini ed i privilegj del comune.

Dopo la morte di Livio, suo unico figliolornö Pordenone , l’anno 1837 sotto l’im-mediato governo della repubblica, chedeslinö a reggerla un nobile del consigliomaggiore col titolo di provveditore e ca-pitano, si per rendere ragione nel civilee nel criminale, come per annninistrarcla cassa liscale del principato in qualitadi camerlengo.

Rafferinö pure la repubblica 1’ anticausanza del podesta proprio e de’giudici,con appellazione perö al veneto provve-dilore, dal cui giudiziogli aggravati aveanofacolta di ricorrere a’rispettivi magistralidella dominante, come aliora dicevasi Ve-nezia ; vale a dire, nelle cause civili agliduditori nuovi delle sentenze e nelle cri-minali agli *dvogadori di Conmne.

N'acquero alcuni dissidj in Pordenone nel secolo XIV per competenze di foro,ma il Senato neglianni 1847 e 1870 rias-sodö la polizia stabilila nel 1837 , convarj decreli che leggonsi negli statuti diessa cittä, libro Ul.

Le regole finalmente e i metodi che do-