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[Volume primo. Parte seconda.]
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F/ diviso in 5 parrocchie ed ha eonsi-glio co nuinale.

I prodotti del suo territorio consistonoin vino, seta e cereali.

REANE. Frazione del comune e di-slretto di Auronzo, nella provineia di Bel-luno.

Sla presso l’Ansiei, afduente nel Piave,alla sponda destra.

REANT. Frazione del connine di Tor-reano, nel dislreKo di Cividale , provineiadi Udine .

REGOARO. Gomiine del dislrelto diV r aldagno, nella provineia e diocesi diVicenza.

Gli e unita la frazione di Povegliana.

Popolazione 8202.

Estimo, lire 48,702. 61.

E’ diviso in tre parroccliie ed ha con-siglio couiunale con uflizio proprio.

Recoaro, capoluogo del comune, slapresso le fonti dell’ Agno, poco lungi da-gli alti nionti che dividono il Vieentinodal Tirolo Italiano, 18 miglia a maestroda Vicenza e 8 da Valdagno

E’ attraversalo dalla Bella slrada cheda Vicenza conduce nel Tirolo, accessi-l)ile a qnalsiasi ruotabile benche percorraanguste valli ed alpestri monti.

Una seconda via comincia alle Taver-nelle, alla destra della slrada poslale cheda Vicenza conduce a Verona , passa perMontecchio Maggiore, la Ghisa , poi difianeo a 7’rissino, per Palazzetto, Cornedo,Valdagno , Novale, S. Quirico e mettecapo a Recoaro. La sua lunghezza dalleTavarnelle a Recoaro. e di metri 56,874,ossia pertiche viccQtine 17,-084, pari amiglia 19 e tre quarti circa. Facilila l’ac-cesso alle acque ininerali di questo paese,e nella stagione in che sono frequentatesi stabiliscono slazioni di cavalli di postaalla Ghisa, a Valdagno ed a Recoaro.Non varca di notevole che il torrenteAgno, vicino a Valdagno .

Recoaro 6 residenza d’un vicario fora-neo da cui dipendono Ire parrocchie, cioequella locale, di gius vescovile, intitolataa S. Antonio Abate , e le altre due diFongara e Rovegliana.

I monti che circondano Recoaro, inallo sono calcarei secondarj, ina gessiferimanganesiferi e abbondanti di brunispato,didisteno manganesifero ed epidotioman-ganesifero: in basso, di schisto micaceorossiccio o piuttosto di vero schisto ar-gilloso o thonschiefer conteneiite ferrooltaedro.

Raccogliesi dnnque nelle vicinanzc di

REG

quesla borgata gesso, marmo rosso e pie-lre da macina; ina la vera importanza ela celebritä di Recoaro derivano unica-mente dalle acque minerali che seaturi-scono dal monle Spitz (V.), acque rino-matissime, di cui se ne mandano grandiquantita per tutla ITlalia ed anche inGermania , e le quali chiamano numero-sissimi forastieri a berle nel luogo, percui vi fn eretto apposito stabilimento ac-comodato agl’infermi di qnalsiasi condi-zione.

Dopo 1’ apertura della nuova strada, esegnalamente nel 1854, si recarono allesorgenti 5266 persone; nel sologiorno 27di luglio ne furono contale 1597. Quelleacque hanno virtü risolvenle, (oniea eeorroborante.

Atlesa quindi tale e tanta rinomanzanon sarä inutile ne inopportuno se cidilungheremo alquanto sulla scoperta, ela composizione chimica delle medesirae,togliendo a scorta il Trattato dirjeognosiadel ehiarissimo professore Catullo

La scoperta dell’ acqua acidula-ferru-ginosa di Recoaro e dovuta a due alpi-giani tirolesi, i quali si recavano ognianno a Gastelgomberto per farvi acquistidi vino, che poi trasportavano ai loropaesi col mezzo di iniiie e di cavalli, co-me si pratica anche a>desso inmolti luo-ghi di monlagna.

Nell’avvicinarsi ad una piccola sorgenleper abbeverare codestebestie, si.avviderodella differenza che passava tra quellae I’acqua ordinaria, quindi nacque inloro il desiderio di raccoglierne buonadose per offerirla al conto Lelio Piovenedi Gastelgomberto, presso cui trovavanoper consueto graluito ricovero. Ciö av-venne l’ anno 1689, ed e quanto per tra*dizione si conosce dagli abitanti di Ga-stelgomberto, i quali racconlano inoltreche il conte Piovene trasferissi sul luogodella scoperta in unione ai due Tirolesiper assicurarsi dell’ esistenza dell’ acquae riconoscere ad un tempo il sito dondescaturisce. Giononpertanto il merito dellascoperta vuolsi a buon dritto attribuireal Piovene, come quegli che nessun mezzolasciö intentato onde procurare alla fontequcl Iustro che di certo non poteva rice-vere da niun’allra persona. Infatti eglichiamo 1’acqua di Recoaro all’uso ine-dico col farla somministrare a quei ma-lati che, essendo privi di mezzi per cu-rare le loro infermitä, lottavano col malee con la morte; e pote avvedersi chemerrä 1’ uso inlerno di quell’ acqua ria-