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[Volume primo. Parte seconda.]
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cquistavano la sanitä. Fu allora c!i’ ebbecura di raccogliere la polla in appositoeanale, onde non si dovesse confonderecon l’acqua dolce delle polle vicine, lequali avrebbero sommamente diminuilola forza e la virtü della minerale. Dicesiancora che la fonte sin da quell’ epocasia stata coperla di una teltoja, ed abbiaricevuto il nome di Lelia.

Sebbene le acidule di Recoaro abbianocominciatoadesserein uso nelfanno stessoin cui furono scoperle, e tuttavia comuneopinione che nulla sia slalo scritto in-torno alle medesime prima del 1701; ese qualche opuscolo , com'e probabile ,vidde la luce sul cadere del secolo XVII,esso non e allrimenli conosciulo dagliscrittori che si occuparono della loro sio-ria. Quindi le prime osservazioni sullafonte recoarese si attribuiscono a Gio-vanni Graziano, professore di lilosofia inPadova , osservazioni le quali si trovanounite ad im’ allra opera dello stesso au-tore direlta ad illustrare le termali diAbano.

Narra il Graziano nel preambolo dellasua disserlazione doversi consentire lascoperla della fonte al nominalo contePiovenc; ed aggiunge che sollanlo cin-que anni dopo, eine nel 1694, venne quel-1’acqua generalmente adottala oome >ri-medio nella Medicina; il che prova esserestata negli anni antecedenti sperimentatadai medici di Vicenza . Poi discende a par-lare del sito della foule, e dei caralleripiü appariscenti dell’ acqua; indi n’ esa-inina la composizione onde nieltere in piüchiara luce le soslanze da cui derivanole sue mediehc qualitä.

Il Graziano conchiuse da’suoi speri-menli, che nella Recoarese esistono so-stanze fisse e soslanze volalili ; le primedi natura ferruginosa , le seconde di na-tura acida, consistenti in uno spirilo lü-gacissimo, congiunto esso stesso al ferro.Nel 1784 all’analisi del Graziano succe-delte quella del inedico Gallo, accademicodi Bologna , il quäle con la scorta dell’os-servazione raddrizzo alcune proposizionidel Graziano ed espose le sue idee sullafacile alterazione dell’ acidula quando sitrasporta lungi dalla fonte; e cio in causadel principio fugace ch’essa perde, di cuinon giunse perö a conoscere la natura;quantunque Vau Helmont avesse insinuatoun secolo prima, di dare il nome di gassilvestre a quell’aria che si eleva durantela fermentazione vinosa, nonche all’ altrache si sprigiona del carbonato di calce

VENF.TO

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col mezzo di un acido. Vedremo in pro-gresso, che neppure le scoperte di Blacke di Keir valsero a facilitare ai chimicila conoscenza dell’ acido contenuto nelleRecoaresi, ma si vacillö fra l'errore e laveritä fino al 1780, prima che quel prin-cipio fugace fosse riconosciuto per ariafissa od acido aereo di Bergmann.

Gli sperimenti ai quali il dottor Gallosoltopose l’acqua acidula, lo fecero ac-corto della presenza di un acido libero;poscia dell’esistenza del ferro e di alcunisali lerrosi. Ripete le sue indagini a Val-dagno nell’oflicina dello speziale Pedoni;e desideroso che alcuno dei membri del-l'Istituto bolognese polesse occuparsi dellostesso soggelto, cercö separare col mezzodell’evaporazione di un dato peso di ac-qua le parli lisse per seco portarle a Bo-logna . Quivi giunto , lesse all’Istituto larelazione delle osservazioni e delle spe-rienze da lui fattc alla fonte e poscia aValdagno , eccilando quell’iliustre consessoa voler condurre a compimento il lavorocix’ egli avea cominciato. Alle istanze deldottor Gallo condiscese l’Istituto, il quäleincaricö il celebre Beccari d’esaminare ilsediiuenlo oltenuto dalla evaporazione del-l’acqua di Recoaro, onde ritrarre piü estesecognizioni sulla sua natura. 11 Beccari,che collivava con fervore la cbimica, nonmono che le alt re parli della storia na-turale, si accinsc con zelo all’impresa; etolse innanzi lulto a speriinentare soprail deposito che 1’ acqua abhandona scor-rendo sul suolo; poscia esaminö il sedi-menlo che il dottor Gallo avea ricavatocol mezzo della evaporazione; e finalmentesotlopose all’analisi l’acqua spedilagli inquei giorni dal farmacista Pedoni di Val-dagno . Dai falti sperimenti il Beccari dedusse, che 1’ acqua minerale contiene unsottilissiino spirito dotalo di grandissimaforza elaslica e di acido sapore ; che frale soslanze fisse esiste il ferro, la seleniteo solfato di calce, ed una materia salinamolto analoga al sale d’Inghilterra, dellaquäle perö non giunse a dimostrare lanatura. Quindi egli conchiuse che i sa-lutari efl'etti ottenuli fino allora dall’ usointerno di quell’acqua si dovessero attri-buire alle sostanze tanto concrescibiliquanto volatili delle quali e composta.Dopo il Beccari trascorsero selte annisenza che qualche naturalista rivolgessela sua attenzione alle acidule recoaresi;e solo nel 1789 si risvegliö in GiovanniArduino il desiderio di farne 1’ analisi,studiando prima il suolo da cui scaturi-

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