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[Volume primo. Parte seconda.]
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SAN

da sera del lago con la riviera bresciana, [dilellano chiunque ivi si reo,hi, sia leite-ralo o antiquario, o semplice ammiratoredella natura e del bello. La tavola del-l’allar inaggiore e tulla la cliiesa e di-pinla a granili ligurc da Paolo Ligozzi, acui fecero i ßenedellini esercilare 1’ artedel suo pennello ia varj luoghi de’ loropossedimenti.

ln Sandra risiede un vicario foraneo, dacui dipendono 7 parroccliie, cioe quelladi Sandra stesso e le allre di Castelnovo,Cola, S. Giorgio in Salici , Pacengo, Pa-lazzolo e Sona.

SAN DiUGO. Gomune del distretlo diMarostica, nella provincia e diocesi di Vi-cenza .

Comprende le seguenti frazioni: Anci-gnano, Lupia, Soella e Lupiola.

Popolazione 32IS.

Estimo, lire 181,124. 32.

E diviso in 3 parroccliie ed ha consi-glio coinunalo con uffizio proprio.

Nel suo territorio abbondano 1b viti edi gelsi.

San Drigo, capoluogo del comu'ne, sta5 miglia a libeccio da Marostica ed 8 agreco da Vicenza . Vi si tiene mercalo lulli

1 venerdi.

La sua chiesa parrocchiale, dedicata aSS. Giacomo c Eilippo, e di gius vescovile,e soggelta al vicario foraneo quivi resi-dente, da cui dipendono pure le parroc-chie di Ancignano, Bressanvido, Longa,Lupia e Pozzo .

SaNT’ELENA. Isolelta dolle lagune diVenezia , ed ostro da quella citta , quasi

2 miglia dislanle partendo dalla piazzetladi S. Marco. Quivi tra il 1170 e il 1178,Vitale Mielneli, vescovo di Castello, fon-dava un monastero con ospizio per po- |veri e pellegrini, traendo il priore e gliamministratori di questo da’ canonici re-golari. Volevasi trasferilo da Costantino-poli in quest’ isola, da certo Aiccardo, ilcorpo di SanLElena, madre del 1’ impera-tore Coslantino; epperö il monastero e lacliiesa. lino al secolo XIV, crebbero sem-pre di riputazione e di rendite. Nel 1407vcnnervi i nionaci Olivetani per conces-sione di Gregorio XII , e xi stettero linoal 1800, in cui fnrono concenlrati in Pu-dova con quelli di S. Benedetto. La cliiesaera pregiata per lavori d’ arte, fra’ qualine ricorderemo due: la pala dell’ altarinaggiore,ruppresentante la visita de’Magi,opera del veechio Pahna, ora ridla Pina-coteca di Brera in Milano , e il monu-menlo in marino di Vettore Cappello, Ira-

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sferito in Venezia sulla porla della rin-novata chiesa di Sant’Apollinare. 11 corpodi Sant’Elena e lutto di venerato nellaparrocchiale di Castello in Venezia .

11 eosmografo Cororielli ci lia lascialomemoria che a’suoi tempi, ossia nella Se-conda inetä del secolo XVII, fnrono inquestisola costrutli 54 forni per cuocerxiil hiscolto occorrenle alle milizie: fornia’quali si aggiunsero per avventura altrilocali nel 1788, cid che viene indicato dauno sleinma di S. Marco portanle questomillesimo oggidi se ne contano ancora 29di operativi.

Granai e mulini per la farina stannoal presente nella cliiesa surriferita edivisa a tal fine in due parli.

Qui ne piace il ricordare che ne’lempiandati era tale il metodo della panilica-zione, seguito cosi in questi di S. Elenacoine negli altri pubblici forni di SanBiagio in Venezia , che non awenne maiil caso di aver pane biscollo offeso daitarli; ma dopo mancati que’vecchi panat-tieri, non si ebberopiii egualirisultanienti,quantunque siensi adoperate le stesse fa-rine, forse la medesima acqua, lo stessocombustibile, e non cambiati ne forni,negranaj, ne deposili. Qual magislero fracoloro vi avesse per giungere a tanta per-fezioue di lavoro, oggidi s’ ignora deltutto, e solo positixamente si sa che unantico particolare magistero vi aveva. Taledecanlala proprietä del liiscotto venezia -no, di non soggiacere, cioe aU’altacco deltarlo, viene luminosamente comprovata dalfatto die nel 1821 cssendo offerto al cli.ing. Lasoni (com’egli medesimo scrive)alquanlo pane biscotto lasciato da’Vene-ziani in un magazzino di ( andia insiemea ceci, e fave ed a miccia di corda, allora(piando, nel 1669, cedettero quella rino-mata fortezza, ed oxe rimase trascuratoda’Turchi , fu veduto non senza meraxi-glia che quel pane , dopo un secolo emezzo, era tuttavia sanissimo, nienle dis-gustava al palato , milla ripugnaxa ailoslomaco, anzi, qualora non fossexi slatapreoccupazioue, Io si uvrebbe crcdulo an-cora gustoso.

La sorveglianza di quesl’aimonaria ain-ininislrazione era incumbenza della cosidetta Camera alCarmur^, che immcdiala-mente dipendeva dal Savio alla scriUura,magistrato graxissimo, che ora direbbesiMinist.ro del'a guerra.

SaNT'ELENa. Frazione del cornune diTorre di Moslo, nel distrelto di S. Dona,provincia di Venezia.