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bassorilievi, tegole inscritte e membrature
architettoniche.
Notiüie storiche. — Giusta l'opinioue dialcuni eruditi Ia denominazione di SanPietro Montagnone risalirebbe all’ an-tidiitä piü rimota, nella quäle Abano siestendeva molto piii ehe non al presentee comprendeva anelie questo sito, oltreMonte Grotto e Gasa Nuova. Splendidefabbriche eoprivano tutta o grau parledella superficie interposla fra le localitäindicate adesso eon quesli nonii. II teinpoe le cause della ioro distruzione sonoquesiti non soluti dalla storia. Alcuni, etra questi il Mandruzzalo, inelinano acredere che fossero giä rovinate quandoscrissero di Abano Glaudiano, Cassiodoro ed Ennodio , perche in cotesli autori nonsi trova una descrizione di bagni niar-inorei, di mosaici, di stalue, di colonnati,d’iscrizioni e di fonti caldetanto o quanlolontane dalle fonti di Monte Irone, rnasolamenledi questo monticello, delle acquescalenti dal medesimo e delle abitazioniimmediatamente adjacenli. Gli scavi pra-ticati posteriormente chiarirono la mag-gior estensione delle terme aponensi an-teriore a Claudiano, a Cassiodoro , adEnnodio ; e le reliquie trovate per quesliscavi si ne’dintorni di S. Pietro Montagnonecome in quelli delle altre due localilasuccennate, mostrarono Ia magnilicenzadegli edificj cui appartenevano.
Nel 1766 si discoprirono presso MonteBorlolon tegole letlerate, un bagno lastri-calo di fini niarmi, un acquedotto pene-trante nel monticello di S. Pietro, unrocchio di eolonna scanalata, una statuadi bei marmo altacinque piedi tenutaperun’imagine di Esculapio e trasportata nelmuseo di Venezia , ed alcune parli di al-tra slatua colossali, frammenti di mosaicovennicolato, e molti frantumi di bagni edi fabbriche. Nel 1781 e 88 furono sco-perti Ire bagni bellissimi di marmo, en-esso a questi gl’indizj di parecchi altritagni e di un’ainpia fabbrica relativa aimedesimi con basamenti designati a sop-portare colonne e stalue; delle quali statuerestavano solo alcune parli spezzatc, cquasi intiero un piceolo Arpoerate tra-sferito al Cata jo; una monetad’oro che hanella laccia una testa di Vespasiano e nelrovescio ii medesimo Vespasianoe la vit—toria che lo incorona: un’altradi argentodella gente Anfidia: molte frazionidi mein-brature architettoniche in niarmo e dicolonne: parecchie Iucerne ed urne ci-nerarie e lacriinatori e prefericoli ed un-
SÄN
guenlarj e talismani e monete e mosaicietre iscrizioni relative alle acque aponensi,e acquedotti in pioinbo e in macigno dilavoro diligentissimo. II frutto di questeescavazioni andö per la maggior parte odisperso od inipiegato nella costruzionedi nuovi bagni ben lonlani dalla splen-didezza degli anlicbi. Sülle rovine di que-ste sontuosc costrutture di tempo romano,si congeltura dagli eruditi si inurasseropresso Monte Irone e ne’rlintorni liuovema piü modeste fabbriche; e queste, non«ia le prinie, cadessero sotto le barbari-clie orme di Agilulfo longobardo. Alle ine-desiine poi stimarono appartenere l’ampiobagno di macigno che ancora vedesi inS. Pielro Montagnone.
Pensano inollre che inlorno al seco-lo IX altri nuovi bagni relativi alla pocaciviltä di quell’epoca si costruissero d'ac-toslo alle fonti di S. Pietro e di Monte-grolto; e ne traggono prove soddisfacentida vetuste carte.
In que’ secoli guerreschi torreggiava ncima al colle vicino a S. Pielro Monta-gnone una rocca possedula dalla pado-vana fainiglia de’ Musaragni; rocca spia-nata poscia da Eccelino, per cui oggidise ne veggono appena i fondamenti.
Niun vestigio rimane invece delle fab-briche le quali servivano nel secolo XIVall’ estrazione del sale dalle acque ter-inali ; ma esse indubbiamente sorgevanopresso a Montagnone e a Montegrolto, eprobabilmente nel sito che si denominaCasa Nuova.
Süll’ etimologia della voce Montagnonemolto sottilmente disputarono gli eruditi:fra le diverse opinioni sembra preferibilequclla che la deriva da una famiglia pa-dovana di questo nonie.
Della chiesa intilolata a S. Pietro sitrova falta tnenzione in documenti anti-chissimi.
Alcuni asseriscono tenga il posto deltempio di Gerione .
Ma che sia anteriore alla seconda metädel secolo IX ne fanno buona prova ilcalice in piouibo e la pisside in legno con-servali in quesla chiesa , perche papaLeone IV nell’S'i? interdisse l’uso di vasisacri cosiffatti.
A compimento delle antiche memorierelative a questo luogo diremo, che, giustal’opinione de’cronisli padovani, fu diMontagnone la Berta contadina, la quälea Berta imperatrice donö nel 1085 quelsottilissimo filo che le valse tanlo di ter-reno quanto lo stesso lilo ne circondö;