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[Volume primo. Parte seconda.]
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pali d" incendio, e parte rovinö, ma fu

risarcita.

Nella pesle dal 1876 1’ isola fu asse-gnata agl’ infermi.

Nel 1808 venne riedilicata la chiesa,essendosi i (Vati a lei ricondotti.

Nel 1G8G il monastero fu eretto in eol-legio pei eliieriei dell’ Osservauza, manon dnrci qneslo die tre soli anni.

Soppressi nel principio del nostro se-eolo gli onliiii reiigiosi, l’isoletta in can-giala in custodia di polveri; eil ora vi sicerrherebbero inntiliiiento gli antichiedilizj.

Poco stanle da San Secondo e la lorredi S<ni Ghilinno , ove in anlico i depu-lali del comune di Treviso riscuotevanoi dazj. — V San Gh i.iano.

SAN SELVANO. Frazione del comunee dislrelto di Monselice nella provineiadi Padova .

SAN SELVANO. Frazione del comune diUrbana, nel distretlo di Montagnana, pro-vincia di Padova .

SAN SERVILIO, volcarmente SAN SER-VOLO. Isoletta delle lagune di Venezia ,nella parte auslralc, un miglio e mezzodislante da quella citlä parlendo dallapiazzetta di S. Marco.

Giace a scirocco d’un canale egual-inente cliiamato di S. Servilio, il quälea libeccio comunica con qucllo del Lazza-retto veccliio ed a borea con queili diS. Elena e del porlo del Lido.

Vuolsi che in quest’isola, il cui peri-meti'o e di circa 500 passi, fossevi dap-prima una piccola chiesa intitolala aS. Cristoforo, e che i Benedettini vi c.ri-gessero poi altra chiesa con annesso con-vento, dedicandola a S. Servilio.

Di tali Benedettini le sicure notizie co-minciano con I’anno 819 . essendo falleloro alcune donazioni dai dogi Angeloe Giustiniano Partecipazio .

Ospitö quindi l’isola monache Benedet-tine dei Santi Basso e Leone di Mala-moe.co, allorquando l’antica isola di que-sto norae fu soimnersa dal mare, cioe nel1109 , in cui rifabbricossi il convenloinerce le eure delle famiglie Galbaja edel Fianco.

Dopo cinque secoli, e propriamente nel1615, logorato l’edificio, le monache par-tirono, recandosi nel monastero di SantaMariadell’ümilta in Venezia , abbandonalodai Gesuiti pel famoso interdetto di cuiscrisse frate Paolo Sarpi e l’isola rimasedeserta.

Nel 1648 vi ripararono monache di

SAN

Candia , rifabhrieali chiesa c convenlodal senalo, 6 stettervi fino al 1715, in cuiridotte a sole quatlro, vi sotlentraronoi padri Ospitalieri di S. Giovanni di Dio .

Donata l’isola a questr padri, la vene-ziana repuhhlica l'ece edilicare adatlo con-venlo, di cui vuolsi architetto GiovanniScalfarotlo, zio malerno del Temanza edal Temanza slesso la chiesa. Furonoquesti lavoi'i cominciati nel 1734, termi-nati nel 1759 e la chiesa consacrata dueanni dopo.

Nel 1725 erasi stahililo die quivi do-vessero accogliersi i pazzi di palrizio fa-miglie; ma nel 1797, con piü generosoconsiglio, il henelizio venne esteso ancheagli alli'i cittadini, i quali erravano primad’allora per le vie, se innocui, o, se vio-lenti , rinchiudevansi nelle pubblichecarceri.

Nel 1808 n'escirono i malati mililari ,in Inogo de’quali ci venne lanno dopoun egual numero d’inferini, d’ambo isessi, affetti di malaltie chirurgiche.

Nel 1829 furono esclnse le donne diquesta ultima classe e nel 1854 anchele mentecalte , essendo loro aperto il ci-vico spedale dei SS. Giovanni e Paolo,in Venezia .

I padri Ospitalieri lianno la direzioneed ainministrazione tanto della sala dimalattie xdiinirgiche, quanto dell' intcromanicomio. Si occupa in quelle uno de’religiosi che abhia compito gli studj inqnalche universitü dell' impero, n’ e chi-rurgo primario e pratica tulte le grandioperazioni che il bisogno dei malati ri-chiede. Egli presta ajuto al medieo pri-mario nella cura de’ maniaci, e si ado-pera con mezzi morali a regolare lo spi-rito di questi infelici, a’quali i padriOspitalieri predetti consacrano le pietoseloro sollecitudini.

Nuove fabbriche a spese dell’ erarioingrandirono il morocomio, nel quäle sitrovano grandi sale, polite stanze, lietipasseggi, vasla ortaglia, dove i dementis’impiegano a lavorare il terreno ed inaltri mestieri.

Amene prospettive di Venezia , del ma-re, delle circostanti isole rallegrano tutligli angoli dello stabilimento, e le acquedella laguna non impaludando vicino adesso, lasciano ali’aria la sua naturale pu-rezza.

Una magnifica sala terrena, pochi annisono ristaurata dal governo, comprende90 letti per gl’ infermi di chirurgiche ma-lattie.