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In tale occasione tu anche tolta la mit-raglia di inezzo, che separava 1’entratain due parti, su cui vedeasi pinta di manodel Pordenone la Vergine col Bambino etre angioletti che suonano, trasportati,segando il muro, nel luogo ove adesso siammirano.
Nell’opposta parete vi sta il depositomarmoreo innalzato al luogotenente Tre-visan, fregiato a chiaroscuro di varie fi-gure di Pellegrino da S. Daniele. Salendola scala s’incontra la insigne porta diPalladio, la quäle essendo angusta e po-vera nella parte esterna, egli ha saputocol mezzo dei riguardi ingrandire, dan-dole la maestä conveniente ad una va-stissima sala. Si vede difatti, entrando inessa, sebbene non inai finita, che lequattro colonne corintic indicano conquarito nobili idee volevasi edificarla.
La sala del Consiglio era destinala adiventar famosa dovendo il palco essereseguito da Paolo Veronese invitatovi condecreto dei deputati; se non che ancora’ di nostri e senza veruna pittura, e soloappar compiuto il layoro dal canto deifalegnami.
Serbansi quivi le porlelle dell’anticoorgano di Pellegrino da S. Daniele, rap-presentanti, con i§lile grandiosissimo, laconsecrazione di Sanl’Erinagora e i quat-tro dottori della Chiesa.
Vi sono ancora, di maniera non ispre-gevole, molti rilrätti dei luogotenenti, evi si ammira il quadro raro e conserva-tissimo del Bellunello da S. Vito, cheraffigura Ge^u crocelisso.
Havvene uno di stile palmesco diFul-vio Grifloni, dove espresse il iniracolosopiovere della manna, ed altro dell’Amal-leo fatto giä vecchio.
Sopra una delle porle stassi il bustodel capitano Daniele Antonio, morlo sulcaiupo, scolpito dal Paliario.
Nella sala contigua Irovansi molti qua-dri de’ Secanti, ivi ricovrati dal castello,ed uno finito e studiato di Pahna il Gio-viiie raffigurante la Vergine e S. Marco.Nell’ ingresso delle alt,re stanze, dove ri-siedevano i deputati, vi erano due vescovidi antico autore, e di Secante Secanti ilritratto del cancelliere Fiducio, a cui vivoancora fu dalla gratitudine de’ concitta-dini suoi decretato. ln queste stanze sicustodiscono gli annali della cittä.
La residenza dei deputati , present,e-mente del podestä, e ornata di scelti di-pinti dell’Amalteo , del Floriani e del Car-neo, tolti giä , come dicemmo , dal ca-stello.
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Ve n’ha uno eziandio di Giovanni Bat-tista Tiepolo in piccole proporzioni, con-dotto con la solita magia di colorito, chepone sott’occhio il consiglio tenuto inMalta nell’occasione dell’ istanza fattadalla nobillä di Udine , acciocche fosseroammessi i titoli di lei a quell’ ordine dicavalieri.
Monte di Pieta. Nel centro della cit-tä, nel Mercato Vecchio, dove nuovefabbriche sono aggiunte alle antiche,sorge queslo edifizio , condotto a compi-mento l’anno 16ft0. Esso e grandiosobensi e torreggiante, ma lo stile n’ ebarocco al pari dell’idea di chi pose aiquat-tro angoli della facciata, per quattro voltereplicata, la stessissima rappresentazionein inarmo di Maria col Cristo morto . Ilmedesimo soggetto e scolpito nella cap-pella , dov’ egli giace fra le sue bracciacon due angeli piangenti che tengonlosollevato. Come si rileva dall’ iscrizioneposla sullo zoccolo della statua, F autoren’ e Enrico Merengo , veneziano , inglo-riosamentc noto per le sculture dellafacciata di S. Mose. Dipinse la cappellastessa , lodata forse oltre il dovere, ilQuaglia, che immaginö storie della di-vina passione.
Nolle Vitrio stanze avvien di trovarealcune cose mediocri del Secanti, delBrunellcschi e del Lorio; se non che fraqueste primeggia, solito argomento , labella Deposizione di croce delFAmalteo.
Case private. Laddove si eresse ilnuovo Seminario , ehe ad abbellire lapiazza areivescovile ccn magnificenza egrandiositä aveva editicato l’arcivescovoGradenigo, e che ora e fatto quartieredi soldali, vedeasi la casa Ettorea tuttafregiata delle pitture del Grassi. Conser-vansi dello stesso gli avanzi in quelladegli Onestis nel borgo di S. Bartolomeo.Vicino al palazzo, in una conlrada angu-sta, sulia facciata della casa Belloni, dassia vedere il grandiosissimo S. Cristoforo,mirabile concetto di Pomponio Amalteo' tl palazzo Tinghi, altre volte albergo conF insegna della Croce di Malta , e tuttodipinto dal Pordenone : che se dal teniponon fosse guasta, sarebbe questa la bel-lissima delle case pei lavori stupendi disi valent’ uomo. Quivi ha una stanza conun fregio insigne di pultini, dell’Amalteo .Vicino si rinveniva , a quanto dice ilVasari , un S. Giovanni evangelista, dicui non si conserva pifi traccia, di Ba-stianello Florigorio; e accanto allaPuritä,un S. Girolamo di Francesco Alessiis, inqiiusti Ultimi anni cancellato.