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[Volume primo. Parte seconda.]
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VALLONARA. Comune del distretto diMarostica, nella provincia di Vicenza , dio-cesi di Padova .

Comprende le due seguenti frazioni:ValleS. Floriano e Predipaldo

Popolazione 1702.

Estimo, lire 17,915. B9.

E diviso in due parroecliie ed lia con-siglio comunale.

VALMALA o COLÜRBANA. Frazionedel comune di Urbana, nel distretto diMontagnana, provincia di Padova .

VALMAOR. Frazione del comune diMel, nel primo distretto della provinciadi Belluno .

VALMARANA. Frazione del comune diAltavilla , nel primo distretto della pro-vincia e diocesi di Vicenza . Awi una cliiesaparrocchiale di gius privato, dedicata aS. Biagio martire, con aniine 400 circa,e conipresa nel vicariato foraneo di So-vizzo.

VALMARINO, ossu VALLE di MARE-NO. Contado del Trivigiano, anticamentecircoscritto dal territorio di quella pro-vincia a mezzodl, dal Bellunese a levante,dal Feltrino a ponente e dal contado diMel a settentrione.

Gomprendeva sedici ville o colmelli,tra cui la celebre terra di Follina. Og-gidi appartiene al distretto di Ceneda,solo intitolandosi dal suo nome il castel-lo, giä rifabbricato verso la fine del se-colo XVII dalla famiglia Brandolini; ca-stello posto sopra un ameno colle, in vi-cinanza al confluente del Soligo nel Piave.

S’ignora il ternpo in cui venne per laprima volta edificato, ma se dee eredersial Mondini un conte Giovanni, da lui ri-tenuto della famiglia Porcia , ne avea lagiurisdizione fin dal 739. Il Tentori lodice costrutto dai Trivigiani l’anno 1194con lo scopo di far fronte alle scorreriede’ Coneglianesi e Cenedesi.

Fra la mancanza di antiche memorie eläudacia delle storiche congetture, si frap-pone del resto la certezza che allorquan-do, nel 1258, Bianchino III e Guecello daCamino si divisero i comuni possedimenti,il contado di Valmarino con Serravalle,Fregona ed allre terre venne a costitui-re il patrimonio di Guecello, i cui discen-denti si dissero i Caminesi di sopraj co-me quelli ehe sortito aveano la giurisdi-zione del territorio superiore di Ceneda;e dagli atti che passarono tra il vescovodi questa diocesi Alberto ed i Caminesi,tantoperla divisione de’feudi quantoperla nuova investitura che ricevettero dallo

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stesso prelato, e dedotto ch’ei riconosce*vano in lui 1’ alto dominio di tutto quelterritorio.

Il castello diValniarino fu soggetto aiCaminesi fino a che sussistette la lineaprincipesea, del cui grado era stata insi-gnita la famiglia de’ Caminesi di sopra,la quäle si spense con Rizzardo VI, mortonel 1558. Verde della Scala sua moglie,rimasla a tutelare i diritti delle tre fi-glie Beatrice, Claterina e Rizzarda, malseppe difenderli contro il vescovo di Ce-neda , che li volle ricaduti in se per laragione che Rizzardo non avea lasciatodiscendenza maschile e perche anche avearicusato, vivendo, di riceverne la investi-tura dal suo antecessore. Verde dopo molteliti dovette cedere e ritiraisi colle sue li-glie in Verona apprestso i suoi congiunti,e il vescovo Francescn Rampone offersealla repubblica veneist F investitura dellagiurisdizione sopra Serravalle, Valmarinoe gli altri feudi che appartenevano ai Ca-minesi di sopra. Marcio Morosini e MarcoGiustiniani ne presero possesso nel 1557a nome della repubblica, e il podestä daquesta spedito in Serravalle ebbe indi, peralcuni anni, anche il governo di Valma-rino, finche nel 1580 la repubblica stessainvesti di quel feudo Marino Falier coltitolo di conte di Vahnarino, investiturache a quel buon uomo dell’abate Tentorife’ credere fosse il feudo quind’ innanziappellato col nome del patrizio feuda-tario. Come il Falier venne decapitato, ildominio di Valmarino rientrö nella re-pubblica , la quäle vi spedi un rettorecol titolo di capitano, titolo in ap-presso cangiatosi con quello di podestä.Due iristi avvenimenti turbarono indiquesta valle. Il primo quando nel 1581le'genti di Valmarino tentarono di occu-pare il sovrappposto castello di Coste efurono respinte dai militi di BianchinoMartignago spedito dal Dandolo podestädi Trevigi a rinforzo della guarnigione.Il secondo, piü terribile assai, allorclienel 1575 gli Ungheri condotti da Fede-rico Vallonga podestä di Padova e dal Pe-raga, passato il Piave con deplorabile cru-deltä mis-ero a fuoco il Cenedese, il Mon-tello e Yalmarino sieche gli edifizj di que-sti luoghi furono distrutti.

Nel 1436 cessö 1’ amministrazione deipodestä, poiche il 28 febbrajo di questoanno la repubblica veneta, in ricompensade’grandr servigj ricevuti dai due com-pagni d” arme Erasmo da Narni , altri-menti Gattamelata , e Brandolino da Bagna-