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molto dopo il tempio interno ed ha stilequasi per intero bisantino.
Le colonne che vi furono adoperatepajono tolte a piü vecchi edifizj, forse diGrecia , ma fors’anche delle distrulte cittäd’Eraclea e d’Altino.
Nel piano inferiore e composta di dueordini di colonne che fonnano cinquegrandi nicchioni.
Al di sopra corre un kallatojo, dietroil quäle sollevasi il secondo piano pureornato di colonne che reggono arcate.
Va terminala da cuspidi a foglie ram-panti, da pinnacoli e da moile statue, la-vori dei secoli XIV e XV.
I uiusaici de’cinque archivolli inferiorirappresentano: il trasporto del corpo diS. Marco da Alessandria , eseguito suicartoni di Pietro Vecchia verso il 1660 ;il corpo del medesimo santo sharcato aVenezia , condotto sui cartoni dell’autorestesso; il Giudizio finale, opera di Libo-rio Salandri, sui cartoni di Lattanzio Que-rena, 1856; i Magistrati di Venezia chevenerano il corpo di S. Marco, di Leo-poldo Dal Pozzo, sui cartoni di SebastianoRizzi, 1728; la fronte della chiesa, men-tre vi e portato il corpo di S. Marco ,opera antica, ma non anteriore al 1205,perche vi si vedono effigiati i cavalli al-lora soltanto quivi collocati.
I bassorilievi fra gli spazj interpostialle völte raffigurano: S. Demetrio e SanGiorgio in marmo greco , entrambi distile latino , ma il primo appartenente alsecolo sesto, il secondo al decimoterzo ;altri due Santi senza nome, pure di stilelatino del sesto secolo; due forze d’Erco-le, anche queste di stile latino e del me-desimo secolo.
L’architrave della porta verso l’orologioha figure assai tozze, che al Cicognaraparvero di stile bisantino.
Dei bassorilievi che adornano gli ar-chivolti, giova mentovare i tre della portacentrale. Il primo che raccerchia imme-diatamente la porta, presenta fogliami,animali azzuffantisi e figure in varie mo-venze, piü forse ad ornamento che ad al-lusione sacra. Questo e de’ tre il piü an-tico. Il secondo, che s’involta sopra laterza colonna, formante la porta slessa,offre nella sua fronte le otto Beatitudinie le otto Virtü principali.
Nel soflitto della ghiera i dodici mesidell’anno co’ loro emblemi. Pare operadel secolo XIII avanzato. Il terzo, cheforma una delle cinque arcate di questopiano, e ornato nella fronte da parecchi
YENETO
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Sanfi; nella ghiera sottoposta varie figuredi artigiani intenti ai loro mestieri.
Arieggia alcun poco lo stile di mastroBartolomeo.
E tradizione che 1’ uomo eolle grucceche sta mordendosi il dito (a sinistra dichi osserva) sia l’architelto della chiesa,il quäle avendo promesso di erigerla lapiü magnifica del mondo, voleva in pre-mio gli fosse inalzala,una statua.
Parendo al doge che l’edificio non ri-spondesse a tanta promessa, gli sarebbevenuto in pensiero di far efligiare 1’ ar-chitetto con un dito sulla bocca in attod’indicare il dispetto per la mal riuscitaopera.
Le porle esterne söno chiuse da valvedi bronzo gettate a spina di pesce vuota;teste di leone ne formano le maniglie.
Nella seconda verso P orologio sta 1’ i-scrizione:
MCCG.
Magister Bertccics Aijrifex Venetus
ME FECIT.
Ma tra gli ornamenti piü preziosi enel medesimo tempo i piü storici, cheoffre questo principale prospetto, si no-tano i quattro cavalli di bronzo collocatinel centro del secondo piano. Son dessifusi in rame e dorati. Giusta il Cicogna-ra, appartenevano all’arco di Nerone inRoma , donde Costantino li portö a Bisan-zio quando vi trasferi la sede dell’imperoe li collocö all’Ippodromo.
Andrea Mustoxidi li reputa opera grecadell’isola di Chio trasportati a Costanti-nopoli nel IV secolo per ordine di Teo^dosio.
La prima conghiettura (dice Selvatico)pare la piü probabile, perche il caratteredi questi cavalli si accosta piü allo Stileromano che afl greco.
Nella corfquista di Costantinopoli i Ve-neziani li tolsero alllppodromo, e MarinoZen gl’inviö a Venezia nel 1205.
Furono dapprima collocati nell’aneenaleindi sulla fronte della chiesa di S. Marco,nel sito presente.
I Francesi li trasportarono a Parigi nel 1797, ove stettero sull’arco del Car-rosello, finche l’imperatore Francesco I lirestitui a Venezia nel 1818.
II peso di ciascheduno e di libbregrosse venete 1780, pari a chilograrami878' circa.
De’ cinque comparti dell’ indicato se-condo piano, quattro recano altrettanti
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