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Piermaria Pennacchi, Io sguardö arrestasinella quarta, sulla pala dell’altare, ovePaolo Veronese stupendamente colori laRisurrezione di Cristo.
Lodata opera di Battista Franco dettoil Semolei e nella seguenle il Battesimodi Cristo, com’e pur ammirabile nellacappella sita a destra nella crociera lapala di frate Antonio da Negroponte conla Vergine in trono e il Bambino, collo-cata sovra elegante altare lombardesco.
L’architettura interna della porta late-rale, e monumento a Domenico Trevisan,disegnato da Jacopo Sansovino .
L’ altar maggiore venne costrutto nel1649 sopra il disegno di Baldassare Lon-ghena.
Sülle pareli che lo fiancheggiano avvi,a destra, il monumento a Triadano Gritti,avo del doge Andrea, Stile palladiano diignoto del secolo XVI; a sinistra, quelloal delto doge, stile pur palladiano d’ i-gnoto del medesimo secolo.
Ma sovratntto degnissima d’ osserva-zione 6 la cappella Giustinian ove la squi-sitezza del lavoro va del pari con la ric-chezza de’marmi. Fu edificata nel secoloXV da ignoto lombardesco.
Sul parapetto dell’altare e figurato ilgiudizio finale; ngll’ancona i santi Anto-nio, Girolamo e Michele; quivi stessonella parle superiore la Vergine e nel-l’inferiore tre azioni di S. Girolamo , fraputti che suonano.
Salle pareti laterali, 12 profeti e i quat-tro evangelisti; intorno al fregio, 18 fattidella vita di Cristo.
Tutte queste leggiadre e finissiine scul-ture sembrano al Cicognara di tre epo-che fra loro poco distanti, e tutte del se-colo XV. Alla prima spetlerebbero lesculture dell’altare; alla seconda i profetie parte delle azioni di Cristo; alla terzale rimanenti di queste e i quattro Evan-gelisti.
L’architettura interna della porta late-rale vicina e monumento al doge Mar-cantonio Trevisan, forse opera del San-sovino . Il sigillo sepolcrale sotto cui stannole ceneri del doge giace nel mezzo dellacrociera.
Per questa porta entrasi in un eorri-dojo conducente nella cappella santa enella sagrestia.
Nella prima e a vedersi la Vergine colBambino e quattro santi, mezze figure diGiovanni Bellini , neH’altra l’ancona del-l’altare a sinistra co’santi Girolamo, Ber-nardino e Lodovico, attribuita a JacobelloDel Fiore ,
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Tornando quindi in chiesa e continuan-done il giro meritano d’esser vedute: so-vra il pulpito, la tela con Cristo ed ilPadre Eterno di Girolamo Santacroce ; lapala di Paolo Veronese con la Vergine,e quattro santi, nella prima cappella delbraccio maggiore; quella con la Verginee due santi, di Giuseppe Del Salviati,nella seguente; i monumenti al doge Ni-colö Sagredo e al patriarca Alvise dellastessa famiglia, opere di Antonio Gai delsecolo scorso, nella terza. architettala daTommaso Temanza ; le Statue de’santiAntonio, Sebastiano e Rocco, nella quartadove son pure sulla parete a sinistra1'ultima Cena bellissima opera di Fran-cesco Santacroce, e a destra la Risurre-zione, dipinto in istile giorgionesco forsedi Pietro Vecchia .
La pala dell’altare, nell’ultima, tigurantela Visita de’Magi, e copia di Michelan-gelo Gregoletti tratta dalla preesistentedi Federico Zuccari , deperita.
Di Tiziano Aspetti o piuttosto di Carn -millo Bozzetti son quivi stesso le dueStatue di bronzo collocate a’lati dell’al-tare e di Battista Franco il fresco sullaparete a destra col risorgimento di Laz-zaro.
La statpina in bronzo, rappresentanteS. Francesco, sovraposta da questa partealla pila dell’acqua santa, e, come l’altragiä mentovata che le corrisponde a de-stra, di Alessandro Vittoria .
La chiesa e ufficiata da Frati Minori .
L’antico monastero, convertito in ca-serma militare, fu asilo di molti uominiillustri per dottrina o pietä, come Ber-nardino da Siena e Bernardino da Feltre .
V. Martino. Architettura semplicissimadi Jacopo Sansovino ; cominciata nel 1840,ultimata nel 1683.
Nell’interno, sopra la porta laterale adestra, e il mausoleo del doge FrancescoErizzo , sontuosa opera nello Stile delladecadenza, architettata e scolpita da Mat-teo Carnero nel 1633.
Dal lato stesso, nella cappella lateralealla maggiore avvi di commendabile lapala dell’ altare con la Risurrezione , diGirolamo Santacroce .
L’ altare molto ad uso di battisterioche vedesi presso il pulpito, e sostenutoda quattro angioletti scolpiti da TullioLombardo .
Bellissimo e il parapetto dell’organo,su cui Girolamo Santacroce dipinse, nel1849, l’ultima Gena.
Questa chiesa era in antico dipendentedal patriarca di Grado.