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[Volume primo. Parte seconda.]
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minei dai seguaci di Giotto , di cui allievoe snccessore fu Giusto Padovano, eosidetto per la citiadiuanza e pel domicilio,benche di nascila (iorentino: vennero poiJacopo Davaozo , il Gnariento, GiovanniMiretlo Aldighieri e Stefano da Zevio ,Ptcino e Pietro da Nove. Di proprio stiielavorarono : Nieold Semiteeolo, Stefano daS. Agnese , Simone da Cusighe , NicolöFriulano e Jacopo di Alberegno.

La scuola veneta progrediva nel seco-

10 XV preparando gradatamenle la stradaalla maniera adoltata poi dal Giorgione e dal Tiziano ; lo Stile cornincid a ini-gliorare in Murano e si perfeziond posciain Venezia. Qnirico, Bernardino e Andreada Murano allora operavano, e quest’ul-timo mostravasi piu ragionevole disegna-tore anche nelle estremitä e nella posadelle figure. Da lui venne introdotta Partenella casa dei Vivarini, che per quasi unsecolo continuarono poi la scuola di Mu-rano eil empirono Venezia dei loro lavori.Jacopo Nerito, il Nasocchio, Jacopo Bel-lini e i suoi figli Giovanni e Gentile chesupcrarono il padre, Francesco e Jaco-bei lo dei Flore, il seeondo assai piii va-lente dei prirno, slettero tutti a com-petenza de’ Vivarini. Passando ad altriluoghi dello Stalo Veneto, ricordiamo laMarca trivigiana che aveva in Conegliano un Giambattista Ciina, piltore diligente,grazioso, vivace nelle mosse e nel colo-rito. Il Friuli ebbe Giovanni Martini eMartino da Udine , che propagd quellascuola sotto il nome di Pellegrino daS. Daniele, iinpostogli per encomio dal suoistitutore Bellini; e quivi lasciarono ezian-dio buone -opere Antonio e Liberale daCampo, Giorgio da Trevigi, con altri. InBassano fioriva Francesco Da Ponte , il dicui figüuolo vedremo fondatore di unascuola in epoca piu avanzata. In Vicenza seguirono le tracce dei Bellini i due Mon-tagna,Giovanni Speranza e Giovanni Buon-consigli. A Verona appartengono il giänominato Stefano da Zevio e Vittore Pi-sanello da S. Vito. Brescia ebbe Fiora-vante Terramola e Paolo Zoppo, premiato

11 primo da Gastone di Foix pel suo va-lore pittorico, morto il seeondo di doloreper la rottura di una miniatura in cri-stallo da esso fatta pel doge Gritti. Anchein Bergamo furono bnoni pennelli, tracui si distinse Andrea Previtali uno deipiu eccellenli discepoli di Giovanni Bel-lini . Ma de’ prelodati fu artista iniglioreil padovano Francesco Squarcione , eccel-lente nel colorito, nella espressione e so-

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vratutto nella prospettiva ; abilissimocom’ era nell’ insegnare, ebbe 157 allievi,fra i quali il Mantegna . Coi due Bellini,il loro concittadino Vittore Carpaccio di-pinse a compelenza nel palazzo ducale edallrove, e fece suoi allievi Lazzaro Seba-sliani, Giovanni Mansueli, Marco e PietroVegiia, e Bencdetto Diana. Coi Bellini ga-reggiö pure il friulano Marco Basaiti , dicui esiste nella galleria imperiale di Vien-na , ripetuta in tavola, una vocazione diS. Pietro. Fra i discepoli di GiovanniBellini si annoverano il Giorgione e Ti-ziano , da’quali comincia I’epoca illustredella scuola veneziana .

Giorgio Barbarelli di Castelfranco neltrivigiano, nato nel 1477 e comunementedenoininato Giorgione , lasciö numerosiaffreschi sulle facciate delle case in Ve-nezia , oggidi quasi intieramente periti; male tavole ad olio che tuttavia rimangonone atteslano la grand’anima nel disegnoe nel colorito, L’immatura morte non gliconsentl di fare se non poche allievi, equesti pure sono controversi, come fraSebastiano dei Piombo, Giovanni da Udine e Francesco Torbido . Fra gl imitatori deisuo Stile citansi poi Lorenzo Lotto , RoccoMarconi, Paris Bordone , Girolamo da Tre-vigi, Palma il Vecchio, Giovanni Cariani e Giovanni Antonio Licinio detto il Por-denone. Quest’ultimo ebbe pure i suoi al-lievi e seguaci: tali furono tre Licinii con-giunti suoi, cioe Bernardino, Giulio eGiovanni Antonio il Giovane, di cui fuscolare egregio un Calderari. Dai prefatiGiorgionisti non hanno a disgiungersiFrancesco Beccaruzzi da Conegliano ePomponio Amalteo da S. Vito, genero deiPordenone , che fu il migliore fra i di luiallievi.

Tiziano Vecelli fu di Cadore, ove nacquenel 1486. Di lui parlando, i critici nonconcordano in quanto al disegno, benchesia certo che in varie sue opere mostrossianche in questo eccellente; sono peröunanimi nel confessare, perfetto e noneguagliato da alcuno il suo colorito. Frai pittori lizianeschi giova notare anzitultoi non pochi della stessa agnazione che inCadore e in Belluno fiorivauo, cioe Fran-cesco, Orazio, Marco, Fabrizio di Ettore,Cesare, Toramaso e Tizianello (cosi dettoa scanso d’equivoco), il quäle dipingevaentrante il secolo XVII. Discepolo ed ajutodi Tiziano fu Girolamo Dante , le cui opereritoccate dal maestro, imbarazzano tal-volta i conoscitori. Lorenzino da Venezia ,Natalino da Murano , Polidoro veneziano

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