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cui interno consta di un'unica völta cir-colare, e cosi denominato da otto aper-ture, quasi altrettante bocche , quattromaggiori e ovali nel colmo della völta,il cui asse e di metri 6,078 e il piccolodiametro di 5,740; e quattro minori se-miovali, due per lato, a cui rispondonopur due cannoniere, per consistenza edornamento fornile gli orli di grosse pietre;aperture dalle quali scende chiara la lucenel sotterraneo, il cui diametro e di me-tri 5B,750 , essendo sostenuta la völta,mirabilmente condolta in giro con lievecurvatura, da un solo pilaslrone, che dalmezzo s’erge rotondo del diametro di metri8,388. Sulla circonferenza levasi ben re-golare la völta senza appoggi perpendi-colari, col solo angolo di 48 gradi, al-l’altezza di metri 8,168 nel maggior col-mo , ed aveva in alto corridoj per mo-scheitieri. La porta , a bozze rustiche, ealta metri 6,806 e larga 4,768. Ampia ela strada che mette alla piazza. Dal giu-dizioso arcliitetto, di cui sgraziatamenteignorasi il nome, vennero falte le detteaperture per iscemare lo scapilo del fumoe dello strepito che solitamenle dänno lestanze sotterranee o casematte, delle qualiquesto baslione rappresenta quasi tuttauna forma. Alle descritte parti aggiun-gasi poi la solidilä e l’eccellenza del la-voro, per cui, oltre la mirabile sua con-servazione dopo tre secoli di sussistenza,tale e tanta e la maestria, la grazia delsuo rigirarsi e levarsi sopra so stesso,ch’egli dee a J molti suoi pregi 1’ essereandato esenle dalle ruine, a cui coglialtri era giä stato condannato.
Castel vecchio. Sc ne cominciö la fab-brica il 28 maggio 1588 da Cangran-de 11, che lo eiesse a sua abilazione, efu lerminato nel corso di tre anni, suldisegno e colla direzione di FrancescoBevilacqua, che vi getlö la prima pietranel suddetto giorno. L’annesso ponte cheattraversa l’Adige e maraviglioso per unode’suoi arclii,il quäle misura metri 48,693di corda sopra 12,173 di saelta. Qui pres-so, in sulla strada del corso, era l’arcode’Gavi, che vuolsi erelto sul disegno diL. Vitruvio Cerdone liberto e discepolodi Vitruvio . Benche da tutli reputato unadelle piu leggiadre opere dei buoni secolideirarchitettura, per una militare pre-eauzione quesl’arco fu sventuratamentedemolilo il giorno 29 agosto 1808. Pressol’Accademia d’agricoltura e conunercio sene conserva l’esatto modello. I nomi deitre Gavj, compresa una donna, che alla
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metä del secolo XVI distintamente vi sileggevano ancora, mostravan chiaro es-sere stato questo un mausoleo erelto adeternare la memoria di quella illustre fa-miglia. Appare che quadrifronte esso fossee formalo avesse un quajdrivio. Le porlelaterali erano piü hasse, e forse con gra-dini a chiocciola per condurre nelle ca-merette supcriori dove custodivansi leceneri de’ personaggi le cui slatue eranoriposte nelle nicchie, come si puö concertezza argoinentare dai nomi che re-stavano: G. Gavio. C. F. Straboni . M. Ga-vio. C. F. Macro.
Castello S. Felice. Cominciato nel 1393da Galeazzo Visconti , fu poscia prose-guito dai Veneziani , indi da GiovanniBattista Spinello governatore di Verona per 1’ imperalore Massimiliano. Nel 1817,sul disegno del Sammicheli , la repuhblicaveneta lo condusse a fine, e nel 1801 fuatterrato insieme a tutte le altre fortifi-cazioni e alle fabbriche ad esso perti-nenti: ora poi venne ricostrutto sopra1’ esislenti rovine, ridotto molto piü forteche non era, e interna mente agiatissiino,essendo una delle piü essenziali partidelle fortificazioni sovradescritte.
Colle di S. Pietro. In quesla rilevataed amena collina eranvi un tempo le ma-ravigliose fabbriche de’Romani e de’Goti,cioe il Cauipidoglio ed il palazzo di Teo-dorico, con logge, atrio, portico, acque-dotli, terme cd archi. Ora altro non v’hache orti e le rovine del castello demolitonel 1801 unitamente a quelle dell’ anticachiesa ch’era stata costrutta coi fram-rnenti dei sopradetli regali edifizj.
Ponte Nuovo. Alberto I della Scala fecel’anno 1299, in questo ponte ch’era dilegno , fondar le pile di pietra a tutliquattro gli archi. L’anno 1839 fu poi rie-dificato sul disegno del Sammicheli , es-sendo il vecchio giä crollato fin dal 1812.Dal destro capo sorgeva una torre, de-molita pochi anni or sono.
Ponte delle Nmi. Costrulto dagli archi-telti Giovanni da Ferrara e Jacopo daGazzo l’anno 1375, costö a Can Signorio,o si veramente al pubblico, da 30,000fiorini d’oro: distrulto da un’inondazione,riedificossi Fanno 1493; quindi sul dise-gno del veronese Adriano Cristofoli l’anno1788 fu nuovamenle rifatto col pilone deidue archi rovesciaii per la strabocche-vole piena del 1787.
Ponte della Pietra. I due archi di que-sto ponte che slanno dalla parte del colle,e il principio del terzo, sono di romano