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123) 1692. — Pietro Leone
124) 1697, — Giovanni Francesco Bar-barigo.
125) 1714. — Marco Gradenigo, 1714 al1725, in cui fu trasferito al patriarcatodi Venezia .
126 ) 1725. — Francesco Trevisani , tra-slato da Ceneda. Dal 1725 al 1732.
127) 1732. — Giovanni Bragadino. Sarasempre meinorabile il tempo, in cui resse lanostra chiesa questo pastore, per la sommadi lui abilitä e prudenza, e per i tantiuomini dotti e pii del clero veronese ,che da lui incoraggiati allora fiorirono.Passo alla sede patriarcale di Venezia .Dal 1732 al 1758. Sotto lui fu fatto ilbell’altare della Madonna delle Grazie allaScala. Cominciata la nuova chiesa diS. Michele extra.
128) 1758. — Nicoeo Antonio Giestimani,Iraslato da Torcello nel 1758: dopo quat-tordici anni passö alla sede di Padova .Resta memoria eterna della di lui caritä.
129) 1772. — Giovanni Morosini, traslatodi Chioggia nel 1772. Mori nel 1789.
130) 1790. — Giovanni Andrea Avocadro.Eletto nel 1790, cessö perrinuncia al 1805.Mori in Padova .
131) 1807. — Monsignor Innocenzo Liruti,nacque a Villafredda, nel Friuli , il 7 ot-tobre 174t, benedettino di Praglia, pre-conizzato in concistoro il 18 settembre1807, inorto li 11 agosto 1827.
132) 1828. — Monsig. GioseppeCcraster,nato in Arundz nel Voralbcrg l’anno 1783,preconizzato li 18 dicembre 1828, traslatoda Treviso , morto li 22 novernbre 1839.
133) 1840. — Monsignor Pietro AcreuoMldi, nato a Bergamo il 10 settembre 1775,benedettino di Praglia, preconizzato 14dicembre 1840, traslato a Venezia nelconcistoro li 15 marzo 1852.
134) 1852. — Monsignor Giuseppe Treva-sanato, di Venezia , preconizzato vescovonel concistoro il 15 marzo 1852, traslato adUdine , senza che venissö a prendere ilpossesso di Verona , nel concistoro del 27settembre successivo.
135) 1852. — Monsignor Lugi Gcglielmi,natoil 15 agosto 1803 a Lizza, vescovo diScutari, trauslato a Verona nel concistorodel 24 settembre 1832, morto a Zaraprima che fosse incardinato vescovo.
136) 1854. —Monsig. Benedetto de'Ric-cabona, nominato il l.° febbrajo 1854, pre-conizzato il 7 aprile 1854: non prese peranco possesso della sede.
Biografia. — Pronto, svegliato , gio-condo fu sempre l’ingegno dei Veronesi ;
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quindi Verona fu sempre feconda d’ uo-mini illuslri.
Fra gli antichi primeggiano:
Catullo , uno de’primi e supremi lumidella poesia , da Ovidio e Marziale dettol’onore di Verona la grande ■ nacquequasi un secolo prima dell’era cristiana.La migliore e piü rara edizione delle sueopere e quella di Parma, in-foglio, 1475.
Cornelio Nepote , fu suo contemporaneoed amico; purissimo ed elegantissimostorico, le di cui opere sono per la mag-gior parte perdute, non rimanendoci chealcune vite degl’illustri capitani.
Emilio Macro , filosofo e poeta, amicodi Virgilio, che si vuole lo abbia indi-cato col nome di Mopso. Se ne fa men-zione nella cronaca eusebiana, ove si col-loca all’anno di Roma 737 .
E tra altri ancora Plinio Secondo , chead onta di grandi argomenti in contrario,pur e fra gli scrittori veronesi il piücreduto , sincero e il piü indubitato. Lasua Storia naturale ci fa testimonianzadel suo profondo ingegno e della sua va-stissima erudizione.
Seguono indi fino al secolo XVI:
Anselmo, giä duca del Friuli , poi mo-naco, primo abate del monastero di No-nantola, istitutore di quello e di altrimonasteri e spedali. Fu uoino di letteree piü di maneggi politici; e dopo di averfigurato moltissimo sulla scena del mondo.mori con fama di santitä nell’803.
Pacilico, arcidiacono, fondatore e rego-latore della biblioteca capitolare ed unodegli uomini piü illuslri del secolo IX inVerona e in Italia .
Il pontefice Gregorio V. Da Ottone fi-gliuolo di Corrado e marchese della marcadi Verona nacque Brunone , che fu poiGregorio V. Siccome il marchese solevarisiedere in Verona , si tiene probabiledal Maffei che quel pontefice quivi sianato; e lo colloca perciö fra gli scrittoriveronesi. Fu eletto pontefice nell’ etä di24 anni: di ottima indole e istrutto nellcscienze, parlava le tre lingue allora piüneeessarie, il tedesco , il latino e il vul-gare. Di lui si hanno quatlro epistolenella collezione dei Concilj.
Le vittorie dei Pisani, che si fecerotanto ammirare nel secolo XII, furonocantate da un veronese testimonio ocu-lare: questo fu Lorenzo diacono, che stavapresso l’arcivescovo di Pisa . Di lui ci re-sta un poema latino su quell’argomentoin versi esametri.