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uomo sommamente versato nclla erudi-zione e nelle lingue, giudice di Verona del 1537 e grande amico del Petrarca :abbiamo di lui un’operetta rarissima in-titolata : Liber de viris illuslribns.
Guarino, il cui solo nome basta per illu-strare il suo secolo (XV) e la sua patria.Nato nel 1370 si portö (in dai primi anniin Grecia a studiarvi le lingue e le scienzesotto la disciplina di Einanuele Crisolarache in propria casa lo accolse. Di hi ri-tornato con soprannome di rettorico cdi oratore, primo degl’ Italiani in Ttaliaapri pubblica scuola di greco. Stipen-dialo in patria fin dal 1420, quäl si fosseil motivo si licenziö e andö ramingo aVenezia, a Roma, a Firenze, Padova, Bo-logna, Trento , e in altre ciltä, dapper-tuttoinsegnando. Ripatriö ma l’invidia elapesle lo fecero nel 1429 passare a Ferrara ,ben accolfo da Nicolö III d’Esle, ehe lovolle maeslro di suo ligliuolo naturale Lio-nello ed ivi mori in etä d’anui 90. In-terpretö iscrizioni, connnentö autori clas-sici, frugö nei eodiei e lavorö molto in-torno a traduzioni dalla lingua greea nellalalino. Ci reslano di lui la Geografia diStrabone, piu Vite di Plutarco , altre fatteda lui, molte poesie e le istiluzioni gram-maticali dirette al ligliuolo Girolamo,uomo di lettere anch’esso.
Fra le molte donne celebri che vantaVerona primeggia Isotta Nogarola , mara-viglia del suo sesso per bellezza e pertalenli; fu filosofessa, teologliessa e dottain ogni maniera di scienza. Per attenderealle lettere volle restar nubile nella casapalerna. Guarino, Maiteo Bosso, ErmolaoBarbaro , il cardinale Niceno, i ponteficiNicolö V e Pio II , lutli insomma i saggidi quel secolo illuminato (XV) si vanta-rouo di trattarla o conversando o conepislolare commercio. Mario Filelfo scrissein versi la di lei vita; e tanti altripoetine celebrarono le lodi. Scriss’ella il bel-lissimo dialogo : Chi piü peccasse, Adaniood Eva; e, com’e ragionevole, difende ilproprio sesso. E stampato presso Aldo.1863, in quarto, unitamente ad alcuniversi della stessa. Altre opere in prosaed in verso si hanno manoscritte nellaBiblioteca Ambrosiana di Milano ed inquella Capitolare di Veroua. Fu sua so-rella la celebrata Ginevra maritata inGambara di cui si hanno lettere dottis-sitne. Si aggiungono a queste Nogarolealtre non meno illustri: Laura, mogliedel doge Tron, Angela moglie del conted’ Arco ed un’ Antonia.
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Fra Giovanni Giocondo , uomo univer-sale, fu prima domenicano, poi sacerdotesecolare e per ultimo francescano. Deldi lui rnerito letterario fan prova lasua raccolta d’iscrizioni giä ammirata daPanvinio e Grutero e le accuralissime edi-zioni da lui correlte e illustrate. Ma lamaggior gloria gli derivö dalla sua pe-rizia nell’ architettura si civile che mili-tare. Lavorö molto in tutte le parti d’ I-talia e fu chiamalo in Francia ove si puödire che portö la buona architettura. Natoprima della metä del secolo XV, morivecchissimo nel secolo susseguente.
Sopra quanti illustrarono il secolo XVIporta il vanto Girolamo Fracastoro , filo-sofo, poeta ed aslronomo sommo, avendoegli conosciuto il telescopio assai primadi ogni altro: principalmente ebbe famagrandissima come medico. Nacque nel1483 e mori settuagenario nella sua casad’Incaffi. Varie edizioni fecersi delle ope-re di lui: soprattutto gli portö fama digran poeta e di gran medico la Sifilide ,che non fu perö esente dal morso dei de-trattori.
Onofrio Panvinio , uno dei primi lumi-nari in fatto di antichitä romana, dopoaver fin dall’ etä di undici anni diligen-lemente ricopiate le iscrizioni ch’eranoin Verona e nel suo noviziato fra gli Ago-stiniani vedute a Roma lapide , medagliee monumenti di ogni genere,compose findalla prima giovinezza opere di tanta eru-dizione, da far dire di se che avea re-stituito Roma a Roma . I cinque libri deiCommenti ne 1 Fasti, ch’ egli compose ilventesimo anno dell’etä sua e che stam-pö in Venezia nel 1888, lo fecero cono-scere per quell’erudito ch’egli era ed am-mirare : ad essi tennero dietro i libri Deludis circensibusj De imperio romano,De coloniisj ed allri, tutti stimatissimi,sul medesimo argomento. Mori in Paler-mo nella fresca etä di 38 anni il 18 mar-zo 1868.
Il celebre cardinale Enrico Noris , natoi’anno 1631 dopo la peste, deve la suaesallazione tanto agli eruditi libri checompose quanto ai molli suoi avversarjche il fecero conoscere ancor piu. Fattoagostiniano, fu professore di sloria ec-clesiastica in Pisa, indi passö a Roma cu-stode della Biblioteca Vaticana , il che glidiede adito ad esser creato cardinale daInnocenzo II ; e poco mancö che nel con-clave del 1700 non sortisse pontelice. Morinel 1704 ai 23 febbrajo nell’etä di circa73 anni. Molte sono le sue opere.