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glionare e sull’ angolo destro un' ala al-quanto saliente con una finestra per cia-scun piano ed altra egtiale a sinistra.
L’entrata rimane aperta posteriormentein tre intercolonnj dorici ed offre a de-stra una maestosa porta nobilmente de-corata, che dä ingresso alia scala ed efronteggiata da una nicchia con istatueavente la stessa decorazione.
P. Bonin. Costrutto sopra disegno delCalderari. La decorazione del prospettoconsta di due ordini, dorico e jonico .Bellissime sono le finestre del secondopiano per giusle proporzioni e per vaghiornamenti. Nel pianterreno s’apre unportico pubblico e poi un andito di in-gresso comune a due camere.
Tutto il rimanente e opesa d’altro ar-chitetto.
P. Caldogno. Comoda ed elegante n’ &1’ interna dislribuzione, ma i difetti chevi si notano esteriormente fanno assaidubilare sia opera di Scamozzi o Palla-dio, come vorrebbero taluni. Fu perö co-strutto ai loro tempi, cioö nel 1878.
P. Cordellina. Una delle piü stupendeinvenzioni di Ottone Calderari , dellaquäle sventuratamente non venne ese-guita che la terza parte. Apresi sull’ in-gresso un grande atrio con sedici co-lonne doriche reggenti sulla cornice ar-chitravata le völte, non mancando d’in-torno ornamenti di nicchie e porte condecorazioni non inferiori alla ricchezzache regna generalmente. Dali’ atrio sipassa in un vestibolo, ed in qualtro ca-mere con camerini di servigio e scaleche mettono al piano superiore. Seguequindi magnificentissimo un grande cor-tile con superbe logge in due ordini, chegirano tutto intorno. Hannovi nell’ordineprimo ventotto colonne doriche e altret-tante joniche nel secondo, sormontato daleggiadra ringliiera di balaustri. E nic-chie e statue adornano le mura frarn-mezzo agl’intercolonnj del descritto cor-tile, da un lato del quäle sono dispostedue scale con varie stanze.
Cresce la magnificenza nel secondoeorpo della fabbrica veramente princi-pesca. Un grand’ atrio a crociera , sor-prendente pel numero delle colonne, perla vaghezza delle völte , per la nobiltädelle proporzioni, dä accesso a maestosascala, a sette stanze tutte libere, ad altroatrio ed a camerini.
Fra questo eorpo e 1’ ultimo che chiudela fabbrica resta una gran corte quadralacon superba scuderia , rimesse ed altri
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accessorj, in aggiunta a parecchie scale,che guidano al piano superiore convertitoin appartamenti. Di dietro non mancafinalmente un’ opportuna corticella perservigio della scuderia.
La facciata riceve ornamento da dueordini, il primo dorico, l’altro jonico , daun attico che la corona e da rieche fine-stre a foggia di tabernacolo che deco-rano il piano nobile.
L’ ultimo de’ Bissari, a cui apparte-neva questo nobile edifizio, legollo, inuno ad altri possedimenti, al collegiocomunale di Vicenza .
P. Trissino. E reputato una delle mi-gliori fabbriche scamozziane. Fu princi-piato 1’ anno 1892, e compiuto, quantoal prospetto e al cortile , dopo 70 annida Marco Antonio e Lodovieo Trissino.Colla direzione del Calderari venne poiultimarnente ridotto allo stato presente.
Apresi un portico lungo e spazioso conintercolonnj d’ ordine jonico , rimanendopiü anipio quello di mezzo e quindi piüstretti i due laterali, finiti da colonnebinate, acciocche il primo si presli me-glio al passaggio de’ cocchi e gli altrireggano piü solidamente il sovrastanteedifizio. Quindi seguono tre eguali in-tercolonnj per parte con due colonne ,pure appajate sugli angoli , delle quali1’ estrema, secondo l’idea dello Scamozzi ,doveva esser quadrata. Pompeggia al disopra una decorazione di pilastri corintjcon piedestallo, in mezzo a’ quali stannole finestre del piano nobile, con trabea-zione e frontispizio triangolare, passandola prima, tutto lungo le mura a reggere,in luogo d’ imposta, V arco della finestracentrale; poscia piü in alto, a livello diquest’arcuata finestra, s’aprono altre fi-nestre quadre per uso de’ mezzanini. Letrabeazioni hanno belle cornici modiglio-nari, e quella dell’ultimo ordine seconda,con risalite, il rilievo de’pilastri.
Nel primo ordine 1’ altezza delle co-lonne e di nove diametri giustissimi edi dieci e mezzo nel secondo, il corni-cione in ambo i casi d’ un quinto, ilpiedestallo d’un settimo circa, e il dia-metro prima di metri 0,682, poi di 0,623;proporzioni quasi del tutto confonni alledottrine dell’ autore , esdusa quella delpiedestallo, che qui vien necessariamentcdiretta dal podio delle finestre. Anche ledivisioni principali degl’ intavolati cor-rispondono alle regole scamozziane , ri-tenendo cinque parti l’architrave, quattroil fregio e sei la cornice.