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[Volume primo. Parte seconda.]
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Rotonda, apparlenente alla famiglia Ca-pra e cosi detta dalla sala circolare cheesce dal letto. II disegno di essa fu datodal Palladio, ma vi partecipö al compi-inento anche Vinceuzo Scamozzi.

Ciascuna delle sue quattro fronti haun prospetto uniforme, levandosi sopraeminente scalinata altrettante logge d’or-dine jonico, aperte di faccia in cinqueintercolonnj e di fianco in un arco, e fi-nite da hei cornicione modiglionato, acui non manca frontispizio e statue del-l’AIbanese sui loro acroterj.Sul resto dellafabbrica che forma ala alle logge, ricorreil medesiino intavolato colla cornice ri-dolla e si offre per ogni piano una fine-stra, in quello nobile ornat.issima.

L’altezza delle colonne e di nove dia-rnetri, il cornicione d'un quinto, il diainc-tro di metri 0,712.

Cannnina la pianta in un quadro per-felto di metri 25,M6 per lato, opponen-dosi cogli angoli ai quattro venli princi-pali. Quivi le logge , che risalgono fuoridel quadro, pongono in quattro anditi,due maggiori e due piü ristrelli. A cantode’primi trovansi due grandi stanze, edei secondi due camerini, serbando e que-sti e quelle una lunghezza d’ un quadroe mezzo. Gli anditi maggiori hanno unquadro e un quarto, i minori due quadricirca, e le logge due e mezzo. Tutto in-torno corrc vagamente Ia fuga delle aper-ture.

Dagli anditi si entra nella sala, che tieneun diainetro di metri 10,68, eil ha l’al-tezza di metri 17,556 sino a tutta l’im-posta del lanternino. La prima cornicegira a livello del piano de’mezzanini, ela seconda ne segna l’altezza, servendoquesta d’imposta alla cupola, e coronan-(losi l’altra d’una ringhiera di balaustri,a cui danno accesso quattro scalette achiocciola opportunainente disposte negliinterstizj che risultano dal circolo dellasala col quadro della stanze. Le medesi-me scale sono comuni agli ammezzati, ediscendono nel pianterreno, dove sono di-sposti, colla stessa superiore divisione, tuttigli agi per la famiglia.

P. Trissino dal Vello d'Oro. Se ne at-tribuisce il disegno al Palladio sol qua-drilustre.

Sopra il pianterreno aperto in cinqueareale sorrette da forli piedritti, elevasiil piano nobile con decorazione molto sem-plice, quantunque corintia, espressa inpilastri binati sopra piedestallo con so-praornato, la cui cornice per Ia modestia

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de’pn’ofili potrebbe convenire fors’anco adun jomico de’ineno ricchi.

Crtescono un poco i pilastri in altezzaoltre i nove diametri e mezzo, il corni-cione. e d’un quinto, e il diainetro di me-tri 0,865.

Sul ripiano della scala e innalzato ilbusto di Giangiorgio Trissino sulla fog-gia di quello giä erettogli nel Panteon diRoma .

A questo palazzo si aggiunsero a’ dinostri due ale con quattro arcate per cia-scheduna, le quali molto avvedutanienteconservano lo slile dell’antico fabbricato,e ne accrescono d’ assai la estensione ela vaghezza.

P. Anti. Murato sopra disegno del Cal-derari. La facciata si erge su d’uno zoc-colo comprendente delle finestre oblun-ghe, da cui hanno lume le cucine e gliaccessorj della casa. Segue una decora-zione jonica di quattro colonne, fra lequali s’apre rettarigola la porta d’ingres-so, oltre due finestre d’ egual forma consopra altre minori, ed una a mezzo cer-chio che «ccompagna il lume della porta.Termina 1’intavolato con bella cornice amodiglioni volta in frontispizio.

A canto del descritto corpo primarionuiovono due ale, spartile in fascie bu-gnate con fiuestra, che prende per cia-scun piano la linea delle prime. Anchequivi ricorre tutto il cornicione dell’ or-dine, camminando una fascia in luogodei modiglioni, e gira quindi un secondofrontispizio che abbraccia tutta Ia facciata:In questo sono aperte delle finestre ro-tonde a piombo delle sottoposte.

La pianta comprende un andito, unasala e due scale, e di dietro doveauvi es-sere due camere, nonche una vaga loggiad’ordine jonico, la quäle dando accessoad artificiose scale conducenti ne’sottopo-sti giardini, avrebbe formato il prospettoprineipale verso il Campo Marzio. Da que-sta parte Ia fabbrica vien liancheggiataprima da cedraje, quindi da luoglii ru-rali, ma pur leggiadramente decorati, nel-l’un de’quali sono distribuite le scuderie,e nell’altro alcuni luoghi ad uso dellegcnli addette alla coltivazione de’giardinie degli orti circostanti.

P. Trento . Grandioso puö dirsi que-st’edilizio, opera dello Scamozzi , benchespoglio degli ordini architettonici. Lo siammira principalmente per la vaga fine-stra sopra l’ingresso, la quäle componesid’un’apertura larga ed arcuata nel cen-tro, e.di due piü ristrette e rettangole a