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I bei lavori e i freschi della facciatasono del -1522; le statue, le colonne, ibasso rilievi sono in terra cotta, modellata,dorata e colorita con molto inagistero.
Merita menzione pure la collegiata didpi SS. Pietro ed Orso, eretta dal vescovoAnselmo 1, che occupö la sede d’ Aosta dal 921 al 960, Sorge questo sacro ediG-cio ov’ebbero cimitero i primitivi cristia-ni. Le due navate laterali vennero ag-giunte da Giorgio di Challand, priorecommendatario di questa chiesa tra ilXV e il XVI secolo.
Sotto il coro trovasi l’antica catacombaove fu sepolto il primo vescovo Gallo delVI secolo. Il chiostro e 1’ elevata torredella campana, furono erette del XII secolo.
L’ediüzio ad uso di collegio era nell’XIsecolo un convento di religiosi, dai qualifu ceduto ai canonici regolari del granS. Bernardo che l’occuparono per lungotempo.
II seminai'io edificato da Pier Francesco diSales, vescovo di Aosta , ä situato in mezzoa ridenti giardini a levante della catte-drale.
Tra gli edifici primarii e da rammen-tarsi Fepiscopio pel suo vasto salone, ovevennero effigiati tutli i principi della regiacasa di Savoja e tulti i vescovi della dio-cesi, ed il palazzo di giustizia.
Alcuni sotterranei che servono attual-mente ad uso di cantina, erano probabil-mente granai ad uso de’Romani. Dique -sti sotterranei si parla molto nella storiad’Aosta , ed alcuni credono che esistesseun’altra Aosta sotterranea che si prolun-gasse fino al di lä dal lato della Dora.
I contorni della cittä sono ameni, bencoltivati e copiosamente irrigati da fon-tane. E a notarsi l’edißzio del gioco deltiro posto fuori della cittä.
Percorrendo la via maestra, se ne at-traversa un’altra, detta Croix-cle-ville , perquella croce che sorge sulla colonna inpietra, nel cui basamento leggesi*.
Hane Calvini fuga erexit annoMDXLI, religionis constanliareparavit MDCCXLI.
Monumento destinalo a perpetuare lafuga di Calvino nel 1541, quando tentöinutilmente di propagare la sua dottrinain questa valle.
II forastiere che visita la cittä di Ao-sta , per valicare il gran S. Bernardo oportarsi a Courmayeur a godervi il bene-fizio delle acque salutari, non deve trala-
STATI SARDI
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sciare una visita alla torre del lebbroso ,che l’operetta morale del De Maistre resecosi famosa (1). Questa torre, ci narra ilBarufli nella sua letteraXXXI,direttaal ca-nonicoBertini, era chiamatadelloSpoaento,essendo tenuto per fermo dal popolo chela fosse abitata dagli spiriti, Le vecehie-relle d’Aosta nelle fosche notti vedonosbucare da quella torre una donna gran-de, vestita a bianco con una lampada inmano, Oggidi e detta del lebbroso, per-che la signoria vi alloggiö qualcheduno diquesti sventurati.
Si nota nella cittä d’Aosta una curio-sitä meteorologica, dovqta alla sua situa-zione in uqa valle circondata di altemontagne; ed e, che nel solstizio d’ in-verno il sole resta poche ore sull’ oriz-zonte, quasi come ne’ paesi polari, alzan-dosi dopo le 10 di mattina per tramon-tare dopo le 3 pomeridiane. Ke’ primigiorni di febbrajo il sole si vede a scom-parire Ire volte nello stesso giorno in bre-vissimo tempo dietro le tre punte cheso-vrastano al mezzodi della cittä, e la cuimedia ä detta becco di nona, ossia puntadel mezzodi, per essere appunto l’ora dimezzogiot'no quando il sole corrisponde atale punta, che in Aosta serve come dilinea meridiana naturale.
Il canonico Gal raccolse alcune meda-glie greche e romane trovate nella valled’Aosta.
Tra i personaggi storici della cittäd’Aosta si annoverano Sant'Anselmo, arci-vescovo di Canlorbery in Inghilterra, chela chiesa cattolica annoverötra i suoi dot-tori. Se ne mostra tultora la casa in unavia principale della cittä. Aosta rivendicapure tra i suoi cittadini S. Bernardo (ben-chö nato nel Faucigny , della famiglia deiMenthon) per avere in Aosta abbracciatola carriera ecclesiastica ove fu fatto arci-diaeono della cattedra'.e. Egli k il beneme-rito fondatore dei due ospizii del grandee piccolo S. Bernardo e venne chiamatol’Apostolo delle Alpi.
Una storia compiuta della valle d’Aostaö tuttora un desiderio.
CuoivoLOGU de’ vescovi d’Aosta .
La sede vescovile d’Aosta si puö sta-bilire verso la raetä del quarto secolo,perchä da quell’ epoca in poi si hanno lememorie dei suoi pastori, de’ quali il pri-
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