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ARO
ARO
Hovimi'iito del eommercio della ritt» rl* V t-omc»(‘Sill amii 1843, 1844 e 1841-48-49.
Colle vetture pubbliche, persone provenienti du, o dirette perNovara e oltre N.
Colle vetture private. »
A piedi 4.° Tutta la popotazione vivile delle valli d’Intra eCnnnobio tre volte all’anno andata e ritorno2.° Tutti gli artieri chesi spandono per tutlo Io Stato dallaSvizzera e provincin di Como , circa N.
Dall’Ossola »
Dal Milanese per l’Ossola e riviera d’ Orta »
1843
1844
47-48-49
numero
nuraero
num. medio
delle
delie
delle
persone
persone
persone
44000
44600
46762
6800
5600
4500
48000
48000
20000
6000
6000
6000
4000
4000
4000
II territorio Aronese non b molto este-so; ma 6 ferlile in vini ed in cereali,Oltre all'Agogna e al torrente Rezza scor-rono nel mandamento il torrentello Ye-vera e l’Erna che scende dal Mergozzolo.Alle falde dei monti che sorgono dal latodi Arona e specialmente di quell! che tro-vansi a pie della salita che conduce alMonte di S. Carlo si trovano delle cavedi calcare. V’hanno parecchie fornaci; lacalce che se ne trae e molto economica eresistente. Sülle fini del caseggiato, nellaparte superiore del paese, sorge un altosasso chiamato la Rocca, a ponente diArona, quasi a picco dalla parte del lagosu cui scorgonsi ancora gli avanzl di unantico castello fabricato anteriormenteal secolo X, s’ignora se dai Longobardi o dagli arcivescovi di Milano.
Fu testimonio delle gare insorte fraTorriani e Visconti; piü volte smantellato,piü volte risorto. Lo difendeva un tri-plice recinto di mura, di bastioni di enor-me grossezza ed un’altissima torre. Eraprovvednta di ampie caserme, di sicurimngazzini, di ponti levatoj (1). Ma questamole che seppe resistere all'urto di tantisecoli e di tante vicende, cadde per il trat-tato di Marengo del 4801; ed ora sullesparse inacerie cresce l’edera e l’ortica.
Antica oltre nove secoli, sembra nonpotersi elevar dubbio che Arona fosse intempi remoli un borgo appartenente aiRomani . La sua cittadella era in piedigiä (in dal secolo VIII. Verso la fine delsecolo X tu ristaurata dalconte Opizzone.
(1) Müdoni. Guitla di Arona.
Signoreggiata sin verso il 4270 dagli ar-civescovi di Milano, i quali come contideH’impero signoreggiavano il castello nonnndö esente dalle fazioni, che s’agitavanoin quel tempo, come vidimo piü sopra.Nel 4325 ceduta a Stefano Visconti, ebbequesti a cederla a Gaspare Visconti che latrasferi, nel 4439, al conte Vitaliano Bor-romeo, il quäle nel 4458 la cinse di mu-ra, riformö la rocca, deputö un Castel-lano al forte e un governatore nel paese.
I Francesi l’assedinrono nel 4525 e poinel 4644, ma sempre invano. Nel trattatodi Vorms passö Arona nel dominio delPiemonte . l)opo i rovesci del 4799 formöparte del regno d’Italia .
Nel 4802 i Francesi smantellarono larocca, che nön avevan saputo prendere, 0la ridussero un mucchio di rovine.
II viaggiatore che viene di Lombardia , odalla vicina Svizzera o da altri siti non tra-lascia trascorrendo il Verbano di far sostain Arona per visitarvi un grandioso mo-numento, che sorge sulfalto d’uua collinaed e visibile per tutta l’estensione del la-go, il colosso di S. Carlo .
Trapassata la via che si stende lungola riva a pie della Rocca, a duecento passicirca dal paese, s’incontra unasaliente stra-dicella che sebbene torluosa si puö age-volmente correre in vettura. Dopo unquarto d’ora di cammino, tra due filarid’indico castano, sopra un verde tappeto,posa la gran mole. Appoggia i! colossosopra un piedistallo di granito e di pie-tra calcare (alto metri 44. 94), La statuacolossale di S. Carlo Borromeo (alta me-tri 24. 44) ha il capo scoperto; vestitodi