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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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ARO

rocchetto e moszetta, sta in atto di bene-dire la sua patria, e sostiene colla manosinistra il codice degli atti della ChiesaMilanese. Tutta la parte esteriore e for-mata di grosse laslre di rame; l’internoquasi tulto di muro, attraversato da astedi ferro, che da un lato servono per sa-lirvi, a chi, con 1’ ajuto di nna scala amano, vi entra per unapiegatura del roc-clietto. II capo, le mani e i piedi sontutti di rame.

Questa superba mole fu eretta dal car-dinale Federigo Borromeo , arcivescovo diMilano, per la maggior parte a speseproprie. La spesa sorpassö un milione di1 ire inilanesi. L’opera ebbe principio nel4614 e non pote essere compiuta che nel4697. E tanta la proporzione delle suesingole parti che non appare nel suo com-plesso cosi gigantesca come lo e infatti.Giovanni Bottista Crespi, detto il Cera -no, ne fece il disegno, Bernardo Falconi ,luganese e Siro Gianello di Pavia Io con-dussero a fine (!).

Sopra il monte, cosi detto di S. Carlo ,sorge una vasta chiesa e l’ediüzio del Se-minario, ove s’insegna umanitä e retto-rica ai giovani ecclesiastici.

La proprietä dei terreni di questomonte, quella della statua e della chiesa,e della biblioteca Ambrosiana di Milano che l’amministra a mezzo di un suo dele-gato in Arona.

A piedi della rocca, sul principio dellasuperiore contrada del Sempione, sta ilpalazzo Borromeo . Le armi gentilizie nefregiano 1' ingresso principale. In questacasa d'antica struttura, che serviva dinbitazione al feudntario, trovasi la Cameradi S. Carlo, un’umile cella in cui solevadormire.

Al palazzo Borromeo tien dietro il rao-nastero delle Salesiane, sotto il titolo diFisilazione di verqini Salesiane, ch’ebbeprincipio nel 4645.

Fra le chiese e notevole quella colle-giata di S. Maria, sorta sulle fondamenta

(i) II De Bartolameis rcca leseguenti ulteriori di-mensioni da lui medesimo notate nel suo libro Notizietop., eee. Altena del piedestallo piedi parigini. 36 ,statua piedi 72 ; circonferenza della testa piedi 20;larghezza della fronte piedi 7, 2; larghezza della fac-cia 7, 6 : allez.za del naso piedi 2, 7 ; larghezza esporgenza del naso piedi 1 ; lunghezza delle orecchiepiedi. 2, 7 ; larghezza degli occhi piedi 1, 6 ; lar—ghezza della bocca 2, 4 ; lunghezza delle hracciapiedi 28; altezza del breviario 13; larghezza delmedesimo 6, 6 ; grossezza 2. 6; larghezza delle ma-ni 4, 6 ; lunghezza del pollice 4, 3; circonferenzadel pollice 3, 2 ; lunghezza dell’indice 6 ; circonfe-renza dcll’abito Si ; larghezza del piede 4, 6.

ARO To

d'altra minor chiesa verso il 1460. Sveltob il disegno dell’interno d’ordine corintio.La facciata esteriore dinota un’ architet-tura piti antica. La chiesa di S. Graziano,conta nove seeoli e sorge su di nn rialtosovrastante alla piazza del lo siesso nome,La chiesa di Loreto e collocata sulla piaz-za del Mercato. Vi si ascende per mezzodi due gradinate che mettono ad nn atriodavanli la porta principale d'ingresso.

Nell’interno racchiude una minor chiesamodeilata interiormente stille traccie dellaS, Casa di Loreto. Il Cardinal FederigoBorromeo la eresse dalle fondamenta nel1592.

Oltre le descritte chiese ve ne hannoaltre di minor importanza.

Arona ha il suo ospitale rimpetto lachiesa di S. Maria; d’antica origine, ser-viva nel 4500 a ricovero de’ pellegrini.Nell’aprile 4847 venne aperto per ricove-ro de’poveri ammalati a vero uso di ospi-tale con 24 letti, con buona assistenza dimedici, infermieri, ecc.

Il collegio delle scuole publiche, l’excollegio de’ benedeltini, sono tra le fa-briclie che fermano I’attenzione del visi-latore di Arona. Quest’ ultimo, una dellepiü anliche case di Arona, esisteva giä nel979 abitata dai padri di S. Benedetto.S. Carlo vi alloggiava sovente e vi pernottöil terz’ultimo giorno della sua vita. Fuquivi che si rinvenne il manoscritto diTomaso da Kempis De imilatione Christi,e perciö dagli storici detto il Codice diArona. Questo libro si ritiene scritto daGiovanni Gessen di Cavagliä, che dal 4220al 4250 fu abate di S. Stefano di Ver-celli, Questo codice esiste nella bibliotecadella r. Universitä di Torino ,

11 Napione e ii Vernazzo lo attribui-scono pure al Gessen. II primo con dtteeruditissime dissertazioni confutö 1’ opi-nione di Desbillars che nel 4780 starnpöin Manheim un libro, nel quäle si sforzavadi provare che fosse lavoro del Kempis .

La costrtizione del porto b contempo-ranea a quella del muro di circonvalla-zione, eseguita dal conte Vitaliano Borro-meo nel 4456.

Arona ha un teatro elegante con trefile di logge, con atri e sale; frequenta-tissimo nell’aulunno dai molti villeggiantidel circondario.

Al mercato settimanale di Arona con-corrono gli abitanti delle limitrofe terredel novarese,- qtielli de’ colli snperiori ede’ paesi tutti che circondano il lago;grani, erbaggi, polli, burro, cacio, frut-