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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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mori in Francfort uel 4546, e tra le al-tre opere tradusse Dioscoride in linguaaiemanna. — Botalio Leonardo, laureatodel 4530 in Pavia , arcbiatro alla cortedi Francia, anatomico peritisimo chediscoperse qiiel foro ovale nei cuoreche tuttavia porta il suo nome. Sci'issejnnumerevoli libri che piü volle si ristam-parono. Fu amico del salasso e nei di-zionario delie Scienze Mediche si scrisseehe rese egli accetto quusi generalmenteil sislema di salassare ad ollranza pertrar fuori dalle vene il catlioo sangue enon laseiarvi che il buono. — Argente-rio Giovanni che nacque nei 4543 e fuprofessore di medicinain Anversa, in Bo-logna, in Pisa, Roma, Napoli e Torino nei 4566, ove mori del 4572. Fu il primoche in Europa si accignesse ad abbatteredavvero i domini Galenici e ad intro-durre una ragionata indipendenza nellemediche discipline. Scrisse parecchie ope-re importantissime, e tra queste, e cele-bre quella che stampossi in Venezia del4533 e porta a titolo: De erroribus vete-rum medicorum. — Riva Gianguglielmo:nacque nei 4627, iaureossi alla Sapienza diRoma nei 4652, e si distinse in ispecialmodo nella chirurgin. Fu maestro al Lan-cisi, amico del Bartolini, dello Stenone ,del Malpighi, Il primo tentö in Italia latrasfusione del sangue, operazione ese-guita publicamante in Campidoglio nei4667 nella persona stessa del medico Si-nibaldi. Ond’e che oltre a parecchi altriscritti trovasi di iui stampato anche ilseguente: De triplici infusione sanguinisexperimento , — ßrovardi Nicolö: nacquenei 4746. Compose parecchi trattati dianatomia, di terapia, di fisiologia. Conob-be a fondo la lingua itaiiana e lalina:coltivö ii disegno, l’incisione, ia chimica,le fisiche, le matematiche e la meccanica.Mori ottuagenario e lasciö eslesi poderiall’ospitale deila Caritä in Torino . — Gar-dini Francesco Giuseppe : nacque il 22gennajo del 4740. Del 4783 leggeva filo-sofia in Alba, del 4800 in Asti, Esercitö con celebritä e graiule profitto la medi-cina : amico d’una terapeutica semplicepromosse l’uso deU'elettricitä insieme allenuove teorie chimiche. Scrisse e stampöopere molte segnatamente di fisica e dimedicina, Scoperse il primo 1’ elettricitä,detta animale e la descrisse nella memo-ria intitolata: De natura ignis electrici,per cui il Galvani seriveagli che il fluidoscoperto era piü degno d’essere chiamatoGardinismo che Galvanismo, Mori d’apo-

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plessia il 45 maggio del 4846, e si dissedi lui essere difficile ritrovare un altrouomo che accoppiasse ad una Sana mo-rale trtiita sensibilitä, scienza e filantro-pia. — Giobert Giovanni Antonio: nacquein povere fortune il 28 ottobre 4764. Piüche i licei fu egli l’educatore di se stes-so. Nei 4776 fu ascritto fra i dottori col-legiati di filosofia; nei 4800 veune creatoprofessore di economia rurale di arti edj manifatture e nei 4802 professore dichimica e di mineralogia. Fu in seguitoprofessore di chimica generale applicataalle arti, membro del consiglio delie mi-niere e direttore deila elasse fisico-mate-matiche dell'accademia delie scienze. Moriil 44 settembre del 4834. Varie scoperteinteressantissime, innumerevoli e nuoveanalisi di sostanze non bene determinate,e in ispecial guisa nuove ed ulilissime ap-plicazioni alle arti ed all’agricoltura eter-neranno Io memoria di tanto uomo, edavrä il migliore de’ monumenti nelle sueopere iinmortali e nella riconoscenza deiproprii concittadini, — Majolo Simeone:nacque il 4520 e del 4570 era vescovo diVolturata, I colloqui di questo vescovosono un prodigio di erudizione, per cuiebbe il nome di Plinio asligiano. Ebberoe commenli e traduzioni parecchie. Scris-se pure per ordine di Sisto V le vite deisomrni pontelici. — Gollieri Luigi Camillosacerdote: nacque in Asti del 4746, an-ch’egli in povere fortune, compi gli stu-dii in Roma, e del 4780 portossi in Fran-cia come educatore. Ad un alto ingegnoassociava le piü belle qualitä del cuore,era modesto, appassionato per la gio-ventü e possedeva un conversare vivo, fa-cilissimo ed instrultivo. Con queste doti,con acconci metodi da lui inventati, conottimi libri elementari, cui scrisse, non ea dirsi quanta fama guadagnasse la suamaniera di educazione, I rivolgimenti diFrancia lo portarono all’^ia. Molle fa-miglie di emigrati italiani e francesi do-miciliate in Londra lo persuasero a pas-sare in quella metropoli. Divise co’ fra-telli d’infortunio i propri guadagni. Aper-se un liceo pe’ ligli degli esuli italo-fran-cesi e porse gratuite le sue lezioni. Comu-nicö a’ rifuggiti il suo sistema di educazione,e se ne associö parecchi a compagni, pro-cacciando loro i mezzi di sussistenza. Undi gli sconoscenti lo abbandonarono.Pianse di rammarico: nia ricorse tosto alleclassi, scelse i giovani piü valenti, li indi-risse ad ammaestrare i propri compagni,e prosegui le sue lezioni, Ecco il primo