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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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cenneremo alcuni, rimettendo chl piü bra-masse all’egregia operetta che il dott. Giu-seppe Maria De-Rolandis stampava del4839 in Asti intorno agli scrittori asti -giani. S. Brunone nacque in Asti circa il4450, ivi educossi nel monastero di SantaPerpetua, fu vescovo di Segui, ed ivi moriil 48 luglio del 4223. Le molte sue operedogmatiche, esegetiche e apologetiche so-no dettate con una chiarezza ed erudi-zione assai rara a que* tempi. — AlfieriOggerio: e questi il piü anlico storico delPiemonte . La sua cronaca, di cui unaparte stainpavasi nell’opera del Muratori,Rerum italicarum scriptores comincia dal-l’anno 380 prima dell'era volgare e terminacoH’aprile del 1294. — Ventura Guglielmo nacque nel 4250, fu scrittore e soldato.Militö a Cossano, e trovossi alle pugne diAlessandria , di Alta-Villa e Vignale. Re-giströ i fatti de’ tempi suoi, e il Napioneforse con soverchia lode scriveva di lui ,«che nessun altro superiore ad esso in na-turale discernimento, vivacitä d’ingegno,prudenza, sincerita, bontä di cuore puöniostrare in quei secali il restante d’Ita -lia. » Moriva circa il 4325. Ebbe a con-tilluatOf'e Yentura Srcondino, suo proni-pote. — Malabaila Filippo e Guido fra-telli, scrittori entrambi di cronache estorie patrie. Guido fu de’ primi che so-stenne la famiglia di Cristoforo Colombo originaria de’vicini colli di Cuccaro nelMonferrato. — Grassi Serafino , nacque inAsti circa il 4763, mori il 26 febbrajodel4834. Fu consigliere di prefettura, eruditonella letteratura, nella storia e nell’ artibelle. La piü pregevole dell’opere sue e lastoria della cittä d’Asti che stainpavasi nel4847. Fra gli uomini di lettere si segna-larono: Astesano Antonio nato nel 4412,Chiamossi il Virgilio astigiano, ed i suoicarmi piacquero per la fluidezza e sonorasoavitä che fu di compenso alla poca im-portanza degli argomenti. —■ AllioneGiorgio, di cui parlano il Quadri ed ilMazzucchelli. Piacquero le satire e le at-tiche lepidezze de’ suoi versi. FrancescoSilva del 4520 stampava in caratlere se-mi-gotico parecchi de’suoi poemetti. —Asinari Federico, conte di Camerano :nacque in Asti del 4527 e mori a Came-rano il 25 dicembre del 4575, Militö nelleFiandre ed in Ungheria contro ai Turchi,si distinse come diplomatico, scrisse ele-gantissimi versi, Apostolo Zeno e il Gi-raldi ne parlarono con inolta lode. Sopratutte le sue produzioni letterarie risplen-de il Tancredi tragedia assai lodata da

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Annibal Caro e che publicata dapprimain Parigi sotto il nome di Gisnionda fuattribuita al Tasso. ■— Vola com’ aquilasovra ogn’altro colui che basta alla glo-ria non d’Asti soiamente ma d’una na-zione: Viltorio Alfieri. Nacque egli in Asti il 27 gennajo del 4749, e mori in Firen-ze agli 8 di ottobre del 4803. In SantaCroce gli fu scolpito il mausoleo dal Ca-nova, e a diritto abita eternamente conque’ somtni. Ora auche la patria sua prov-vede all’erezione di un monumento che siadegno del grand’uomo e d’Italia . Ne man-cano ad Asti le sue illustri cultrici dellaeloquenza e della poesia, Tra quesle Mar-gherita Solaro, che di undici anni nrrin-gö Carlo VIII re di Francia; Camilla Sca-rampi che viveva a’ tempi di Lodovieo ilMoro; Cornelia Cotta, di cui s’inserironoalcuni componimenti nel tempio di Gero-nima Colonna, e Pelleta Margherita, ni-pote della Scarampi, celebre segnatamentepe’ madrigali indiritti a Giulia GonzagaColonna, una delle piü famose bellezzedell’etä sua, Qui avvertesi che anco nonguari vi fu chi si accinse a provare che acodesta famiglia Pelleta appurtenne Pon-zio Pilato, che, bandito dalla Giudea epassando a queila volta pel luogo del pro-prio esiglio , si trattenne per tre giornicon essa in Asti e vuolsi che una lapide,ch’io non vidi, ricordi questo medesimofatto. Non lo avranno certo ad offesa gliAstigiani se non corriamo la nostra lan-cia per assicurarli di quest’onore. — Gliserittori Iegali e i distinti professori asti-giani di questa scienza sono si numerosiche fa mestieri contentarsi di ricordarealcuni nomi piü ragguardevoli. Tra que-sti Grassi Giovanni, Natta Giorgio profes-sore di giurisprudenza a Pisa e Pavia ;quindi consigliere de’marchesi di Monfer-rato e loro ambasciatore appresso Inno-cenzo VIII e il duca Sforza di Milano;Nevizzano Giovanni, Bruno Alberto, BelliPietrino, del quäle scrisse il Tiraboschiche fu il primo ad applicare la scienzadelle leggi all’uso della guerra; Natta Mar-cantonio, Cacherauo Giovanni, RadicatiAlberto, Gambini Francesco, del quäleparlö con grandi encomii il Brofferio el’antologia di Firenze scriveva che « lachiarezza, l’ordine e la saviezza delle mas-sime rendono le opere del Gambini moltoraccomandabili ai lettori. » Nella medici-na si distinsero: Majolo Lorenzo che fuprofessore a Padova, a Pavia, a Ferrara egrande amico di Pico della Mirandola :mori nel 4504. — Danesio Giovanni che