BEL
BELVEDERE (di NIZZA ). Com. nelmandamento di S. Martino Lantosca, dacui dista tre ore e mezzo, (Provincia diNizza).
Popolazione -133-1.
Antico borgo; uno de’ piü deliziosi sog-giorni delle Alpi . E posto in sito elevato,cinto da folti castagneti e da verdi pra-terie, irrigato da limpide acque. Fertilein grani e frutta. La valle entro cui siedee detta Gordolasca.
BELVEDERE(d’ASTI ). Com, nel mand.di Mombercelli , da cui dista un’ora, (Prov.d’Asti ).
Popolazione 921.
Fu giä feudo imperiale. Giace sulla si-nistra del Tiglione. Vi si raccoglie moltofieno,
BELVEDERE (di MONDOVI’). Com.nel mand. diDogliani, da cui dista un’ora.(Prov. di Mondovi).
Popolazione 574,
Posto sulla vetta di iin monte da cuiscorgesi gran parte della catena delleAlpi Marittime e partie delle Cozle, con lesottostanti pianure dtd Tanaro , da cui di-sta due rniglia, II ristretto territorio, perlo piü montuoso e scarso d’acque, b pocofertile, esposto a gagliardi venti e spessopereosso dalla grandine. Gli sovrastaun’ainpia e mezzo diroccata torre che fugiä parte d’antico castello smantellato daiFrancesi nel secolo XVII.
BENE. Mandamento nella provincia diMondovi.
Popolazione delEintero mand, 7594.
E composto de 1 ! due Comuni di Bene edi Lequio. Confina a tramontana colmandamento di Cherasco, all’est col Ta-naro , al sud coi mandamenti di Carrü edella Trinitä ed a ponente con la Stura.E irrigato dalla Bealera di Bene checorreper 45 miglia , dal torrente Mondalavia edal Rilavetto.
Bene, capoluogo di mandamento, distada Mondovi cinque ore.
Popolazione 6039.
S’alza a metri 370 sopra il livello delmareje posto sopra un’altura che so-prasta alla pianura che estendesi a! nordiino a Cherasco ea libeccio fino a Cuneo .
II territorio e costitnito da rocce ges-sose e da strati d’argilia, che si ccltivanoper le fabbriche di tegole e mattoni. Imaggiori prodotti consistono in grano,vino e seta. Non si consuma che ia metädel ricolto dei grani e due lerzi del vinovengono esportati. Vi si raccolgono annual-mente da circa 3600 rubbi di bozzoli.
BEN 401
La cittä 6 divisa in due ampfe con-trade intersecate da altre men comode epiü anguste. Comprende varie chiese, pa-lazzi e due piazze. Rimangono ancora al-cuni tratti delle mura che la ricingevano.V’hanno istituti di beneficenza, un ospe-dale, un collegio, un teatrino, varii con-venti, un orto botanico, ecc. Nell’ingressodella cittä dalla parte australe trovasi unapiazza per la fiera annua che chiamasi iaSpianata, perche aperta sulle antiche for-tificazioni demolite nel 4774.
Ce.v'm STORrcr.
La tribü ligure dei Vagienni o Ba-gienni, che occupö gran parte delle AlpiMarittime settentrionäli, fu soggiogata daiRomani verso l’anno 630 di Roma , ed ot-tenne forse vittoria su di essa quelFlacco di cui si sono dissotterrate in va-rie parti delle iscrizioni votive.
Vejlejo Patercolo die notizia esserepoi staia dedotta una colonia ne’ paesidei Vagienni, 90 anui prima dell’ era vol-gare. La cittä fondata dai nuovi abita-tori prese il noine di /hujmta Fügtenno-rum. Illusi dalla somiglianza del nomecredettero alcuni che venisse questa co-strutta presso Bassignana. Cluverio sup-pose che quell’Augusta fosse Carmagnola ,Lodovico Della Chiesa laritrovöin Ostanaed Agostino dello stesso casato la trovöin Saluzzo . II Durandi pose fine alle in-certezze convalidando con documenti chela capitale de’ Vagienni fosse presso Bene,ove in luogo presso la Ro'ncaglia furonodisotterrati edificj di terme e di torri peltratto di un miglio, con iscrizioni conte-nenti il nome di varj magistrati dellacolonia.
Nelle incursioni fatte da Alarico sul co-minciare del V secolo subi questa cittäl’infausta Sorte delle altre. La dispersa po-polazione ricoslrui poi 1’ attuale cittä diBene, la quäle dngli imperadori venne ce-duta nel X secolo aivescovi d’Asti e sottodi essi rimase fino al 4388. In quell’annopapa Urbano VI istitui la diocesi di Mon-dovi, ed allora cambiö Bene di giurisdi-zione temporale, passata essendo col con»senso di Luigi d’Angiö sotto il dominiodella casa di Savoja.
Sul cominciare del secolo XVI erasenereso padrone Francesco I di Francia , edEmanuele Filiberto ne fece poi permutacon due castelli della Bressa.
Carlo Emanuele III volle dare nuovolustro a que3ta cittä nel 4762, dichia-