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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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CAI

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Zappatoni e

Brogno.

La prima frazione, ch’e la principale,prende nome dal torrentello Ferraniettache viene da Montenotte . Celebre e que-st’ultimo luogo per la battaglia combat-tutavi i giorni 40,44 e 42 aprile del 4796,la quäle dischiuse a Buonaparte le vied'Italia . Erano penetrati per questa parte iFrancesi anche nel 21 settembre 4794 ,ma ne furono poscia scacciati.

Vi si raccolgano grano, meliga, mar-zuoli, patate, castagne, vino e seta; que-ste due ultimeproduzioni sono abbastanzaconsiderabili; non cosi le altre.

Gairo era un feudo degli Scarampid’Asti , che lo comperarono nel 4337 daManfredo marchese di Saluzzo. II suo no-me orientale, significante cittä o grossovillaggio, e buon argomento a crederloantichtssimo. Gli Scarampi, stanchi dellelunghe contese tra gli uomini di Savona e quei del Cairo, per cagione dei pascoli edella iegna, stabilirono nel 4314 un com-promesso coi Savonesi nella persona diLuigi Del-Carretto, vescovo cantuariense,per terminarle. Senonche, ovendo mnncatodi fede ai duchi di Savoja, furono posciagli Scarampi spodestati di questo loro do-minio, il quäle renne infeudato nel secoloscorso ai marchesi Seyssel d’Aix.

Ca ro ebbe un tempo i proprj statutiin 413 capitoli, che furono stampati nMilaio nel 1604.

GAIRO di LOMELLINA. Com. nel mand.di Picve del Gairo, da cui dista dieci mi-nuti, (Prov. della Lomellina ).

Popolazione 430.

Al confine del territorio verso mezzodipassa il Po, che qui abbonda di trote ,lucci, tincbe, anguille, non che di sto-rioni del peso da uno a quaitro rubbi.Questo fiume allagö spesse volte le Cam-pagne di Cairo con grave danno, special-mente nel 4755 e nel 4790. Si veggonoancora le vestigie d’un castello antico ede' fossati, sopra un vicino rialto chesorge al lato occidentale.

II territorio produce frumento, riso ,meliga, avena e fieno ; ai quali prodottidebbonsi pure aggiungere quelli del be-stiame bovino, il molto burro e gli strac-chini che vi si fanno in copia,

Questo luogo nel 4455 soggiacque alleire diFederico Barbarossa, che lo saccheg-giö ed arse. Facino Cane piu tardi rovinöCairo e le castella vicine. Passö in feudoalla famiglia Isimbardi. Fu molte volte

CAL

occupato per la sua posizione da truppe,e sofferse i disagi del passaggio di eser-citi stranieri. Nel 4794 venne un grossocorpo di Cavalleria napoletana; nel 1795l’esercito austriaco; nel 4798 un trenod’artiglieria francese ; nel 1799 di passag-gio l’esercito austro-russo; nel 4801 ungrosso corpo di truppe francesi e nel 4821Fesercito austriaco diretto ad Alessandria .

CALAMANDRANA. Com. nel mand. diNizza-Monferrato, da cui dista ua’ ora emezzo. (Prov. d’Acqui).

Popolazione 4619.

Giace in alto colle alla destra del Bel-bo, ed ha una superfieie di 4153 ettari ,di cui 421 presentano boschi cedui, 414terreni incolti, il rimanente e diviso incampi, prati e vigne. Il fiume Belho equi valicato da un ponte in legno. Cala-mandrana possedeva una forte rocca, pas-sata per ultimo in proprietä de’ contiGordara,

Questo luogo nel 4216 era soggettoagli Alessandrini, quando lo presero adessi li Astesi, che lo tennero sinoal 4218.Nel 4225 Calamandrana fu atterrata da-gli Alessandrini, che vi guadagnaronobattaglia, e gli abitanti vennero tradoitia Nizza della Paglia. Riedificata nel 4237,fu venduta al Comune d’Asti. In seguitoil marchese di Monferrato, profittandodelle intestine discordie e della debolezzadei signori astesi, se ne impadroni, e latenne, finche alla sua volta Amedeo VIII di Savoja se la pigliö, restituendola po-scia alla pace del 4435. Prima che ritor-nasse sotto i duchi Sabaudi , n’erano feu-datarj i signori di Canelli , poscia ebbelacon titolo comitale la famiglia Cordara.

CALASCA. Com. nel mandamento diBannio, da cui dista un’ora. (Provincia diOssola ).

Popolazione 4080.

Giace nella continuata discesa che si fada Castiglione per venire ai molini diquesta Comune. Gomponesi di quattor-diei Borgate :

Molini.

Dusement.

Damuele.

Licrosi.

Ronchetto.

Ovetto,

Della Motta.

Vigino.

Gase de’ Morandoni.

Borreta.

Autogna.